Rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice Penale
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO PRIMO. Dei reati in generale - TITOLO QUINTO. Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena - CAPO SECONDO. Della esecuzione della pena
Articolo 146
Rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena

L'esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, è differita:

1) se deve aver luogo nei confronti di donna incinta;

2) se deve aver luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno;

3) se deve aver luogo nei confronti di persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria accertate ai sensi dell'articolo 286-bis, comma 2, del codice di procedura penale, ovvero da altra malattia particolarmente grave per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione, quando la persona si trova in una fase della malattia cosi' avanzata da non rispondere più secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative.

Nei casi previsti dai numeri 1) e 2) del primo comma il differimento non opera o, se concesso, è revocato se la gravidanza si interrompe, se la madre è dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muore, viene abbandonato ovvero affidato ad altri, sempre che l'interruzione  di gravidanza o il parto siano avvenuti da oltre due mesi. (2) 

(1) (3)

 

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(1) Il presente articolo, prima modificato dall'art. 6, L. 12.07.1999, n. 231, è stato, poi, così sostituito dall'art.  1, L. 08.03.2001, n. 40. Si riporta, di seguito, il testo precedente alla modifica:

" L'esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, è differita:

1) se deve avere luogo contro donna incinta;

2) se deve avere luogo contro donna che ha partorito da meno di sei mesi;

3) se deve aver luogo nei confronti di persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria accertate ai sensi dell'articolo 286 bis, comma 2, del codice di procedura penale, ovvero da altra malattia particolarmente grave per effetto della quale le sue condizioni di salute risultano incompatibili con lo stato di detenzione, quando la persona si trova in una fase della malattia così avanzata da non rispondere più secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative.

Nel caso preveduto dal n. 2 il provvedimento è revocato, qualora il figlio muoia o sia affidato a persona diversa dalla madre, e il parto sia avvenuto da oltre due mesi.".

(2) La parola “potestà” è stata sostituita dalle parole “responsabilità genitoriale” dall'art. 93, D.Lgs. 28.12.2013, n. 154 con decorrenza dal 07.02.2014.

(3) La denominazione del Titolo Quinto sotto cui è rubricato il presente articolo è stata così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 16.03. 2015, n. 28 con decorrenza dal 02.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena”.

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