Interdizione dai pubblici uffici
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice Penale [approvato con R.D. 19.10.1930, n. 1398]

LIBRO PRIMO. Dei reati in generale - TITOLO SECONDO. Delle pene - CAPO TERZO. Delle pene accessorie, in particolare
Articolo 28
Interdizione dai pubblici uffici

L'interdizione dai pubblici uffici è perpetua o temporanea.

L'interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato:

1. del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico;

2. di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualità ad essi inerente di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio;

3. dell'ufficio di tutore o di curatore, anche provvisorio, e di ogni altro ufficio attinente alla tutela o alla cura;

4. dei gradi e della dignità accademiche, dei titoli, delle decorazioni o di altre pubbliche insegne onorifiche;

5. degli stipendi, delle pensioni e degli assegni che siano a carico dello Stato o di un altro ente pubblico; (1) (2)

6. di ogni diritto onorifico, inerente a qualunque degli uffici, servizi, gradi o titoli e delle qualità, dignità e decorazioni indicate nei numeri precedenti;

7. della capacità di assumere o di acquistare qualsiasi diritto, ufficio, servizio, qualità, grado, titolo, dignità, decorazione e insegna onorifica, indicati nei numeri precedenti.

L'interdizione temporanea priva il condannato della capacità di acquistare o di esercitare o di godere, durante l'interdizione, i predetti diritti, uffici, servizi, qualità, gradi, titoli e onorificenze. (1)

Essa non può avere una durata inferiore a un anno, nè superiore a cinque.

La legge determina i casi nei quali l'interdizione dai pubblici uffici è limitata ad alcuni di questi.

 

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(1) E' costituzionalmente illegittimo il comma secondo n. 5 e il comma terzo dell'art. 28, con riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione limitatamente alla parte in cui i diritti in esso previsiti traggano titolo da un rapporto di lavoro (C.Cost 13.01.1966, n. 3).

(2) E' costituzionalmente illegittimo il comma secondo, n. 5 per quanto attiene alle pensioni di guerra (C.Cost. 19.07.1968, n. 113).

 

 

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