Eccitamento al dispregio e vilipendio delle istituzioni, delle leggi o degli atti dell'Autorità
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice Penale
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare - TITOLO SECONDO. Dei delitti contro la pubblica amministrazione - CAPO PRIMO. Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione
Articolo 327
Eccitamento al dispregio e vilipendio delle istituzioni, delle leggi o degli atti dell'Autorità

[Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, eccita al dispregio delle istituzioni o all'inosservanza delle leggi, delle disposizioni dell'Autorità o dei doveri inerenti a un pubblico ufficio o servizio, ovvero fa l'apologia di fatti contrari alle leggi, alle disposizioni dell'Autorità o ai doveri predetti, è punito, quando il fatto non sia preveduto come reato da una particolare disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire quattrocentomila.

La disposizione precedente si applica anche al pubblico impiegato incaricato di un pubblico servizio, e al ministro di un culto]. (1)

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(1) Il presente articolo è stato abrogato dall'art. 18, L. 25.06.1999, n. 205 (G.U. 28.06.1999, n. 149) con decorrenza dal 13.07.1999. Precedentemente, la Corte Cost., con sent. n. 100 dell'11/7/1966, aveva dichiarato infondata una eccezione di incostituzionalità dell'art. 327.

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