Evasione
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice Penale
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare - TITOLO TERZO. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia - CAPO SECONDO. Dei delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie
Articolo 385
Evasione

Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da uno a tre anni. (1)

La pena è della reclusione da due a cinque anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a sei anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite. (4)

Le disposizioni precedenti si applicano anche all'imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale. (2)

Quando l'evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita. (1)


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(1) Il presente articolo è stato così modificato dall'art. 15, L. 12.01.1977, n. 1.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 29, L. 12.08.1982, n. 532. 

(3) Le parole "da sei mesi a un anno" di cui al presente comma sono state così sostituite dall'art. 2, L. 26.11.2010, n. 199, con decorrenza dal 16.12.2010.

(4) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 2, L. 26.11.2010, n. 199, con decorrenza dal 16.12.2010. Si riporta di seguito il testo previgente:

"La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.".