Maltrattamenti contro familiari e conviventi
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice penale [codice penale]
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare - TITOLO UNDICESIMO. Dei delitti contro la famiglia - CAPO QUARTO. Dei delitti contro l'assistenza familiare
Articolo 572
Maltrattamenti contro familiari e conviventi

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni. (3)

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità come definita ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto è commesso con armi. (4)

[La pena è aumentata se il fatto è commesso in danno di persona minore degli anni quattordici]. (2)

Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni. 

Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato. (5)

(1)

 

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 4, L. 01.10.2012, n. 172 con decorrenza dal 23.10.2012. Si riporta di seguito il testo previgente:

"(Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli). - Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a venti anni.".

(2) Il presente comma, prima modificato dall'art. 1, comma 1, D.L. 14.08.2013, n. 93, con decorrenza dal 17.08.2013 è stato poi abrogato dalla nuova riformulazione dello stesso art. 1, D.L. 14.08.2013, n. 93, così come modificato dalla legge di conversione L. 15.10.2013, n. 119, con decorrenza dal 16.10.2013.

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 9,comma 2, L. 19.07.2019, n. 69, con decorrenza dal 09.08.2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da due a sei anni.".

(4) Il presente comma è stato inserito dall'art. 9, comma 2, L. 19.07.2019, n. 69, con decorrenza dal 09.08.2019.

(5) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 9, comma 2, L. 19.07.2019, n. 69, con decorrenza dal 09.08.2019.

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