Sottrazione di cose comuni
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice penale [codice penale]
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare - TITOLO TREDICESIMO. Dei delitti contro il patrimonio - CAPO PRIMO. Dei delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone
Articolo 627
Sottrazione di cose comuni
Abrogato

[Il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessa della cosa comune, sottraendola a chi la detiene, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 20 a euro 206. (1)

Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante.]

(2) (3)

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(1) Il presente comma era stato così sostituito dall'art. 93, L. 24.11.1981, n. 689.

(2) Il presente articolo è stato abrogato dall'art. 1, D.Lgs. 15.01.2016, n. 7 con decorrenza dal 06.02.2016.

(3) Ai sensi dell'art. 12, D.Lgs. 15.01.2016, n. 7, se i procedimenti penali per i reati abrogati dal suddetto decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale.

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