Comparsa di risposta
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO PRIMO. Del procedimento davanti al tribunale - CAPO PRIMO. Dell'introduzione della causa - SEZIONE PRIMA. Della citazione e della costituzione delle parti
Articolo 167
Comparsa di risposta

Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare le proprie generalità e il codice fiscale, i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni. (3)

A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. Se è omesso o risulta assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullità, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione. (2)

Se intende chiamare un terzo in causa, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere ai sensi dell'articolo 269. (1)

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 11, L. 26.11.1990, n. 353. Acquista efficacia dal 30 aprile 1995 come stabilito dai DD.LL. 16.12.93 n. 521, 14.02.94, n. 105, 14.04.94, n. 235, 18.06.94, n. 380, 08.08.94, n. 493, non convertiti in legge, e dal D.L. 7.10.94, n. 571 convertito in L. 06.12.94 n. 673. Si riporta di seguito il testo previgente:

"167. (Comparsa di risposta). Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese e le eventuali domande riconvenzionali, indicare specificamente i mezzi di prova dei quali intende valersi e formulare le conclusioni.

Se intende chiamare un terzo in causa per la prima udienza, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa".

(2) Il presente comma, prima sostituito dall'art. 3, D.L. 18.10.95, n. 432, è stato, poi, così modificato dall'art. 2, D.L. 14.03.2005, n. 35, come modificato dall'allegato alla L. 14.05.2005, n. 80, con decorrenza ed efficacia dalle date contenute rispettivamente nei commi 3-quater e 3-quinquies del medesimo articolo. Si riporta di seguito il testo previgente:

"A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali. Se è omesso o risulta assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullità, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione.".

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 4, comma 8, D.L. 29.12.2009, n. 193, con decorrenza dal 31.12.2009. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni ."

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