Effetti e revoca delle ordinanze
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO PRIMO. Del procedimento davanti al tribunale - CAPO SECONDO. Dell'istruzione della causa - SEZIONE PRIMA. Dei poteri del giudice istruttore in generale
Articolo 177
Effetti e revoca delle ordinanze

Le ordinanze, comunque motivate, non possono mai pregiudicare la decisione della causa.

Salvo quanto disposto dal seguente comma, le ordinanze possono essere sempre modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate.

Non sono modificabili né revocabili dal giudice che le ha pronunciate:

1) le ordinanze pronunciate sull'accordo delle parti, in materia della quale queste possono disporre; esse sono tuttavia revocabili dal giudice istruttore o dal collegio, quando vi sia l'accordo di tutte le parti;

2) le ordinanze dichiarate espressamente non impugnabili dalla legge;

3) le ordinanze per le quali la legge predisponga uno speciale mezzo di reclamo;

[4) le ordinanze per le quali sia stato proposto reclamo a norma dell'articolo seguente]. (2) (3)

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(1) Il presente numero, efficace dal 30 aprile 1995, è stato così sostituito dall'art. 14, L. 26.11.1990, n. 353 come stabilito dal DD.LL. 16.12.93, n. 521, 14.02.94, n. 105, 14.04.94, n. 235, 18.06.94, n. 380, 08.08.94, n. 493, non convertiti in legge e dal D.L. 7.10.94, n. 571 convertito in L. 06.12.94, n. 673. Si riporta di seguito il testo previgente:

"3) le ordinanze per le quali la legge predisponga uno speciale mezzo di reclamo, diverso da quello previsto dall'articolo seguente;"

(2) Il presente numero è stato abrogato a decorrere dal 30.04.1995 dall'art. 89, L. 29.11.90, n. 353.

(3) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 12, L.14.07.1950, n. 581.