Rimessione al collegio
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO PRIMO. Del procedimento davanti al tribunale - CAPO SECONDO. Dell'istruzione della causa - SEZIONE SECONDA. Della trattazione della causa
Articolo 189
Rimessione al collegio

Il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell'articolo 187 o dell'articolo 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell'articolo 183. Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi previsti dall'articolo 187, secondo e terzo comma. (2)

La rimessione investe il collegio di tutta la causa, anche quando avviene a norma dell'art. 187, secondo e terzo comma. (1)

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 19, L. 14.07.1950 n. 581, ratifica del d.lgs. 05.05.1948 n. 483, contenente modificazioni e aggiunte al codice di procedura civile.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 23, L. 26.11.1990, n. 353. Acquista efficacia dal 30 aprile 1995 come stabilito dai DD.LL. 16.12.93, n. 521, 14.02.94, n. 105, 14.04.94, n. 235, 18.06.94, n. 380, 08.08.94, n. 493 non convertiti in legge e dal D.L. 7.10.94, n. 571 convertito in L. 06.12.94 n. 673. Si riporta di seguito il testo previgente:

"189. (Rimessione al collegio). Il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell'art. 187 o dell'art. 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, e a indicare le eventuali modificazioni che ritengono di dover apportare alle conclusioni già prese. Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi dell'art. 187, secondo e terzo comma".

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