Forma dei provvedimenti del collegio
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO PRIMO. Del procedimento davanti al tribunale - CAPO TERZO. Della decisione della causa
Articolo 279
Forma dei provvedimenti del collegio

Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all'istruzione della causa,  senza definire il giudizio, nonché quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non  definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l'ulteriore istruzione della  causa. (2)

Il collegio pronuncia sentenza:

1) quando definisce il giudizio, decidendo questioni di giurisdizione [o di competenza]; (3)

2) quando definisce il giudizio, decidendo questioni pregiudiziali attinenti al processo o questioni preliminari di merito;

3) quando definisce il giudizio, decidendo totalmente il merito;

4) quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai numeri 1, 2 e 3, non definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa;

5) quando, valendosi della facoltà di cui agli articoli 103, secondo comma, e 104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e l'ulteriore istruzione riguardo alle medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza.

I provvedimenti per l'ulteriore istruzione, previsti dai numeri 4 e 5, sono dati con separata ordinanza.

I provvedimenti del collegio, che hanno forma di ordinanza, comunque motivati, non possono mai pregiudicare la decisione della causa; salvo che la legge disponga altrimenti essi sono modificabili e revocabili dallo stesso collegio, e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze. Le ordinanze del collegio sono sempre immediatamente esecutive. Tuttavia, quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4 del secondo comma, il giudice istruttore, su istanza concorde delle parti, qualora ritenga che i provvedimenti dell'ordinanza collegiale siano dipendenti da quelli contenuti nella sentenza impugnata, può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione o la prosecuzione dell'ulteriore istruttoria sia sospesa, sino alla definizione del giudizio di appello.

L'ordinanza è depositata in cancelleria insieme con la sentenza. (1)

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 23, L. 14.07.1950 n. 581.

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 46, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140, S.O. n. 95) con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "Il collegio quando provvede soltanto su questioni relative all'istruzione della causa, senza definire il giudizio, pronuncia ordinanza.".

(3) Le parole tra parentesi quadre sono state soppresse dall'art. 46, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140, S.O. n. 95) con decorrenza dal 04.07.2009.

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