Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO TERZO. Delle impugnazioni - CAPO SECONDO. Dell'appello
Articolo 353
Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione

Il giudice d'appello, se riforma la sentenza di primo grado dichiarando che il giudice ordinario ha sulla causa la giurisdizione negata dal primo giudice, pronuncia sentenza con la quale rimanda le parti davanti al primo giudice.

Le parti debbono riassumere il processo nel termine perentorio di tre mesi dalla notificazione della sentenza. (4)

Se contro la sentenza d'appello è proposto ricorso per cassazione, il termine è interrotto.

[La disposizione del primo comma si applica anche quando il pretore, in riforma della sentenza del conciliatore, dichiara la competenza di questo]. (1) (2) (3)

-----

(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 39, L. 14.07.1950, n. 581, ratifica del d.lgs. 05.05.1948, n. 483, contenente modificazioni e aggiunte al codice di procedura civile.

(2) Il presente comma è stato abrogato dall'art. 89, comma 1, L. 26.11.1990, n. 353, con decorrenza dal 01.01.1993.

(3) La rubrica del presente articolo è stata così sostituita dall'art. 46, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140, S.O. n. 95), con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione o di competenza".

(4) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 46, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140, S.O. n. 95), con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "Le parti debbono riassumere il processo nel termine perentorio di sei mesi dalla notificazione della sentenza.".

Vetrina