Pronuncia in camera di consiglio
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO SECONDO. Del processo di cognizione - TITOLO TERZO. Delle impugnazioni - CAPO TERZO. Del ricorso per cassazione - SEZIONE SECONDA. Del procedimento e dei provvedimenti
Articolo 375
Pronuncia in camera di consiglio

La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di consiglio quando riconosce di dovere:

1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi previsti dall'articolo 360; (2) 

[2) ordinare l'integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la notificazione dell'impugnazione a norma dell'articolo 332 ovvero che sia rinnovata;] (4)

[3) provvedere in ordine all'estinzione del processo in ogni caso diverso dalla rinuncia;] (4)

4) pronunciare sulle istanze di regolamento di competenza e di giurisdizione;

5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza. (1) (3)

La Corte, a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di consiglio in ogni altro caso, salvo che la trattazione in pubblica udienza sia resa opportuna dalla particolare rilevanza della questione di diritto sulla quale deve pronunciare, ovvero che il ricorso sia stato rimesso dall’apposita sezione di cui all’articolo 376 in esito alla camera di consiglio che non ha definito il giudizio. (5)

 

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(1) Il presente articolo, prima sostituito dall'art. 1, L. 24.03.2001, n. 89, è stato, poi, così modificato dall'art. 9, D.Lgs. 02.02.2006, n. 40, con decorrenza dal 02.03.2006, che ha abrogato, tra l'altro, i commi 2, 3 e 4. Si riporta di seguito il testo previgente:

"La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di consiglio quando riconosce di dovere:

1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto;

2) ordinare l'integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la notificazione dell'impugnazione a norma dell'articolo 332;

3) dichiarare l'estinzione del processo per avvenuta rinuncia a norma dell'articolo 390;

4) pronunciare in ordine all'estinzione del processo in ogni altro caso;

5) pronunciare sulle istanze di regolamento di competenza e di giurisdizione.

La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia sentenza in camera di consiglio quando il ricorso principale e quello incidentale eventualmente proposto sono manifestamente fondati e vanno, pertanto, accolti entrambi, o quando riconosce di dover pronunciare il rigetto di entrambi per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per manifesta infondatezza degli stessi, nonché quando un ricorso va accolto per essere manifestamente fondato e l'altro va rigettato per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per manifesta infondatezza degli stessi.

La Corte, se ritiene che non ricorrano le ipotesi di cui al primo e al secondo comma, rinvia la causa alla pubblica udienza.

Le conclusioni del pubblico ministero, almeno venti giorni prima dell'adunanza della Corte in camera di consiglio, sono notificate agli avvocati delle parti, che hanno facoltà di presentare memorie entro il termine di cui all'articolo 378 e di essere sentiti, se compaiono, nei casi previsti al primo comma, numeri 1), 4) e 5), limitatamente al regolamento di giurisdizione, e al secondo comma.".

(2) Il presente numero è stato così sostituito dall'art. 47, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140  - S.O. n. 95) con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto;".

(3) Il presente numero è stato così sostituito dall'art. 47, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140  - S.O. n. 95) con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza, ovvero dichiararne l'inammissibilita' per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per difetto dei requisiti previsti dall'articolo 366 bis.".

(4) Il presente numero è stato abrogato dall'art. 1-bis, D.L. 31.08.2016, n. 168, così come inserito dall'allegato alla legge di conversione L. 25.10.2016, n. 197 con decorrenza dal 30.10.2016 ed applicazione ai ricorsi depositati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto, nonché a quelli già depositati alla medesima data per i quali non è stata fissata udienza o adunanza in camera di consiglio.

(5) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 1-bis, D.L. 31.08.2016, n. 168, così come inserito dall'allegato alla legge di conversione L. 25.10.2016, n. 197 con decorrenza dal 30.10.2016 ed applicazione ai ricorsi depositati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto, nonché a quelli già depositati alla medesima data per i quali non è stata fissata udienza o adunanza in camera di consiglio.

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