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Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO PRIMO. Disposizioni generali - TITOLO PRIMO. Degli organi giudiziari - CAPO PRIMO. Del giudice - SEZIONE QUINTA. Del difetto di giurisdizione, dell'incompetenza e della litispendenza
Articolo 40
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Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione, possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con ordinanza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito. (4)

La connessione non può essere eccepita dalle parti né rilevata d'ufficio dopo la prima udienza, e la rimessione non può essere ordinata quando lo stato della causa principale o preventivamente proposta non consente l'esauriente trattazione e decisione delle cause connesse.

Nei casi previsti negli articoli 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate o decise col rito ordinario, salva l'applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli articoli 409 e 442. (1)

Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene determinata la competenza o, in subordine, col rito previsto per la causa di maggior valore. (1)

Se la causa è trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli articoli 426, 427 e 439. (1)

Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al tribunale affinché siano decise nello stesso processo. (2) (3)

Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d'ufficio la connessione a favore del tribunale. (2) (3) 

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(1) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 5, L. 26.11.1990, n. 353, con decorrenza dall'1.01.1993.

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall' art. 19 L. 21.11.1991, n. 374, con decorrenza dall'1.05.1995, ai sensi del D.L. 7.10.94, n. 571 convertito in L. 06.12.94 n. 673.

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 55, D.lgs. 19.02.98 n. 51, in vigore dal 21.03.98 con effetto dal 02.06.99. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del pretore o del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al pretore o al tribunale affinché siano decise nello stesso processo.

Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al pretore o al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d'ufficio la connessione a favore del pretore o del tribunale".

(4) La parola "sentenza" contenuta nel presente comma è stata così sostituita dalla parola "ordinanza" dall'art. 45, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140, S.O. n. 95), con decorrenza dal 04.07.2009.

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