Garanzie di libertà del difensore
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO PRIMO. Soggetti - TITOLO SETTIMO. Difensore
Articolo 103
Garanzie di libertà del difensore

1.Le ispezioni e le perquisizioni negli uffici dei difensori sono consentite solo:

a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attivita` nello stesso ufficio sono imputati, limitatamente ai fini dell'accertamento del reato loro attribuito;

b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricercare cose o persone specificamente predeterminate.

2. Presso i difensori e gli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, nonché presso i consulenti tecnici non si può procedere a sequestro  di carte o documenti relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo del reato . (1)

3.Nell'accingersi a eseguire una ispezione, una perquisizione o un sequestro nell'ufficio di un difensore, l'autorita` giudiziaria. a pena di nullita` avvisa il consiglio dell'ordine forense del luogo perche` il presidente o un consigliere da questo delegato possa assistere alle operazioni. Allo stesso, se interviene e ne fa richiesta, e` consegnata copia del provvedimento.

4.Alle ispezioni, alle perquisizioni e ai sequestri negli uffici dei difensori procede personalmente il giudice ovvero, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero in forza di motivato decreto di autorizzazione del giudice.

5. Non e` consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, ne` a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite. (2)

6.Sono vietati il sequestro e ogni forma di controllo della corrispondenza tra l'imputato e il proprio difensore in quanto riconoscibile dalle prescritte indicazioni, salvo che l'autorita` giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato.

7.Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 271, i risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti, non possono essere utilizzati. Fermo il divieto di utilizzazione di cui al primo periodo, quando le comunicazioni e conversazioni sono comunque intercettate, il loro contenuto non può essere trascritto, neanche sommariamente, e nel verbale delle operazioni sono indicate soltanto la data, l’ora e il dispositivo su cui la registrazione è intervenuta. (3)

 

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(1) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 1, L. 07.12.2000, n. 397 (G.U. 03.01.2001, n. 2) a decorrere dal 18.01.2001. Si riporta di seguito il testo precedente: " 2. Presso i difensori e i consulenti tecnici non si puo` procedere a sequestro di carte o documenti relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo del reato ."

(2) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 1, L. 07.12.2000, n. 397 (G.U. 03.01.2001, n. 2) a decorrere dal 18.01.2001. Si riporta di seguito il testo precedente: " 5. Non e` consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, consulenti tecnici e loro ausiliari, ne` a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite."

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 2, D.Lgs. 29.12.2017, n. 216 con decorrenza dal 26.01.2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del suddetto decreto. Si riporta di seguito il testo previgente:

" 7.Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 271, i risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti, non possono essere utilizzati.". 

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