Divieto di espatrio
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO QUARTO. Misure cautelari - TITOLO PRIMO. Misure cautelari personali - CAPO SECONDO. Misure coercitive
Articolo 281
Divieto di espatrio

1. Con il provvedimento che dispone il divieto di espatrio, il giudice prescrive all'imputato di non uscire dal territorio nazionale senza l'autorizzazione del giudice che procede.

2. Il giudice dà le disposizioni necessarie per assicurare l'esecuzione del provvedimento, anche al fine di impedire l'utilizzazione del passaporto e degli altri documenti di identità validi per l'espatrio.

2-bis. Con l'ordinanza che applica una delle altre misure coercitive previste dal presente capo, il giudice dispone in ogni caso il divieto di espatrio. (1) (2)

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(1) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 281 c.p.p., comma 2-bis, in quanto lesivo dei principi di ragionevolezza, proporzionalità ed adeguatezza delle misure cautelari e dell'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali concernenti la libertà personale (C. cost. 23 - 31.03.1994, n. 109).

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 9, D.L. 08.06.1992, n. 306 (G.U. 08.06.1992, n. 133) conv., con mod., dalla L. 07.08.1992, n. 356 (G.U. 07.08.1992, n. 185) recante "modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa" (G.U. 15.09.1992, n. 217).

 

 

 

 

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