Divieto di custodia cautelare
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO QUARTO. Misure cautelari - TITOLO PRIMO. Misure cautelari personali - CAPO SECONDO. Misure coercitive
Articolo 286 Bis
Divieto di custodia cautelare

[1. Non può essere mantenuta la custodia cautelare in carcere nei confronti di chi sia affetto da infezione da HIV e ricorra una situazione di incompatibilità con lo stato di detenzione. L'incompatibilità sussiste, ed è dichiarata dal giudice, nei casi di AIDS conclamata o di grave deficienza immunitaria; negli altri casi l'incompatibilità per infezione da HIV è valutata dal giudice tenendo conto del periodo residuo di custodia cautelare e degli effetti che sulla pericolosità del detenuto hanno le sue attuali condizioni fisiche. La richiesta di accertamento dello stato di incompatibilità può essere fatta dall'imputato, dal suo difensore o dal servizio sanitario penitenziario. Nei casi di incompatibilità il giudice dispone la revoca della misura cautelare, ovvero gli arresti domiciliari presso l'abitazione dell'imputato.] (2)

2. Con decreto del Ministro della sanità da adottare di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sono definiti i casi di AIDS conclamata o di grave deficienza immunitaria e sono stabilite le procedure diagnostiche e medico-legali per il loro accertamento. (3)

3. Quando ricorrono esigenze diagnostiche al fine di accertare la sussistenza delle condizioni di salute di cui all'articolo 275, comma 4-bis, ovvero esigenze terapeutiche nei confronti di persona che si trovi in tali condizioni, se tali esigenze non possono essere soddisfatte nell'ambito penitenziario, il giudice può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del Servizio sanitario nazionale per il tempo necessario, adottando, ove occorra, i provvedimenti idonei a evitare il pericolo di fuga. Cessate le esigenze di ricovero, il giudice provvede a norma dell'articolo 275. (4) (1)

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(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 1, primo comma, D.L. 14.05.1993, n. 139 convertito, con modificazioni, dalla L. 14.07.1993, n. 222 (G.U. 14.07.1993, n. 169) recante disposizioni urgenti relative al trattamento di persone affette da infezione da HIV e di tossicodipendenti. Il comma secondo di detto articolo stabilisce che:

"Il decreto di cui al comma 2 dell'articolo 286-bis del codice di procedura penale è emanato entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto".

Il D.M. 26 marzo 1993 contenente la definizione della situazione di incompatibilità con lo stato di detenzione per le persone affette da infezione da HIV è stato pubblicato sulla G.U. 30.03.1993, n. 74. Il D.L. 14.05.1993, n. 139 fa seguito ad una serie di decreti-legge non convertiti (D.L. 13.07.1992, n. 335; D.L. 11.09.1992, n. 374; 12.11.1992, n. 431; 12.01.1993, n. 3; 13.03.1993, n. 60). Il comma 2 dell'art. 1 della legge di conversione prevede che: "Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti" sulla base dei decreti-legge non convertiti.

(2) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 286 bis c.p.p., comma primo, nella parte in cui stabilisce il divieto di custodia cautelare in carcere nei confronti delle persone ivi indicate, anche quando sussistono le esigenze cautelari di eccezionale rilevanza di cui all'art. 275, comma 4, del medesimo codice, e l'applicazione della misura possa avvenire senza pregiudizio per la salute del soggetto e di quella degli altri detenuti. (C. Cost. 18.10.1995, n. 439, G.U. 25.10.1995, n. 44). Successivamente il presente comma è stato abrogato dall'art. 3, L. 12.07.1999, n. 231 (G.U. 19.07.1999, n. 167) con decorrenza dal 03.08.1999.

(3) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 3, L. 12.07.1999, n. 231 (G.U. 19.07.1999, n. 167) con decorrenza dal 03.08.1999. Si riporta, di seguito, il testo previgente: "2. Con decreto emanato dai Ministri della sanità e di grazia e giustizia sono definiti i casi di AIDS conclamata e di grave deficienza immunitaria; sono altresì stabilite le procedure diagnostiche e medico legali per accertare l'affezione da HIV, nonché il grado di deficienza immunitaria rilevante ai fini della situazione di incompatibilità valutabile dal giudice."

(4) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 3, L. 12.07.1999, n. 231 (G.U. 19.07.1999, n. 167) con decorrenza dal 03.08.1999.

Si riporta, di seguito, il testo previgente:

"3. Quando ricorrono esigenze diagnostiche per accertare incompatibilità con lo stato di detenzione ovvero, al di fuori dei casi di cui al comma 1, ricorrono esigenze terapeutiche concernenti l'infezione da HIV e sempre che tali esigenze non possano essere soddisfatte nell'ambito penitenziario, il giudice può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del Servizio Sanitario Nazionale per il tempo necessario, adottando, ove occorra, i provvedimenti idonei a prevenire il pericolo di fuga. Cessate le esigenze di ricovero, il giudice dispone a norma del comma 1 se risulta accertata l'incompatibilità, altrimenti ripristina la custodia cautelare in carcere, ovvero provvede a norma dell'articolo 299. Se dispone gli arresti domiciliari, l'esecuzione della misura avviene presso l'abitazione dell'imputato o presso una residenza collettiva o casa alloggio di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 05.06.1990, n. 135."

 

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