Verbale di vane ricerche
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO QUARTO. Misure cautelari - TITOLO PRIMO. Misure cautelari personali - CAPO QUARTO. Forma ed esecuzione dei provvedimenti
Articolo 295
Verbale di vane ricerche

1.Se la persona nei cui confronti la misura e` disposta non viene rintracciata e non e` possibile procedere nei modi previsti dall' articolo 293, l'ufficiale o l'agente redige ugualmente il verbale , indicando specificamente le indagini svolte, e lo trasmette senza ritardo al giudice che ha emesso l' ordinanza .

2.Il giudice, se ritiene le ricerche esaurienti, dichiara, nei casi previsti dall'articolo 296, lo stato di latitanza.

3. Al fine di agevolare le ricerche del latitante il giudice o il pubblico ministero, nei limiti e con le modalita` previste dagli articoli 266 e 267 , puo` disporre l'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione. Si applicano, ove possibile, le disposizioni degli articoli 268, 268-bis, 268-ter, 268-quater, 269 e 270. (3)

3.bis.Fermo quanto disposto nel comma 3 del presente articolo e nel comma 5 dell'art. 103 il giudice o il pubblico ministero puo` disporre l'intercettazione di comunicazioni tra presenti quando si tratta di agevolare le ricerche di un latitante in relazione a uno dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3.bis nonché dall'articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4). (1)

3 ter. Nei giudizi davanti alla Corte d'assise, ai fini di quanto previsto dai commi 3 e 3 bis, in luogo del giudice provvede il presidente della Corte. (2)

 

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(1) Il presente comma prima aggiunto dall'art. 3.bis D.L. 08.06.1992 n. 306 è stato, poi, così modificato dall' art. 6, D.L. 18.10.2001, n. 374, con decorrenza dal 19.12.2001. Si riporta di seguito il testo previgente:

" 3.bis.Fermo quanto disposto nel comma 3 del presente articolo e nel comma 5 dell'art. 103 il giudice o il pubblico ministero puo` disporre l'intercettazione di comunicazioni tra presenti quando si tratta di agevolare le ricerche di un latitante in relazione a uno dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3.bis.".

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 1 L. 14.02.2006, n. 56, con decorrenza dal 16.03.2006.

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 3, D.Lgs. 29.12.2017, n. 216 con decorrenza dal 26.01.2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il 31 marzo 2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"3.Al fine di agevolare le ricerche del latitante il giudice o il pubblico ministero , nei limiti e con le modalita` previste dagli articoli 266 e 267 , puo` disporre l'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione. Si applicano, ove possibile, le disposizioni degli articoli 268, 269 e 270 .".