Provvedimenti del giudice
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO SESTO. Procedimenti speciali - TITOLO PRIMO. Giudizio abbreviato
Articolo 440
Provvedimenti del giudice
Abrogato

[1. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza, con la quale dispone il giudizio abbreviato se ritiene che il processo possa essere definito allo stato degli atti.

2. L'ordinanza di accoglimento o di rigetto è depositata in cancelleria almeno tre giorni prima della data dell'udienza. Nel caso previsto dall'articolo 439 comma 2, il giudice decide immediatamente in udienza, dando lettura dell'ordinanza.

3. In caso di rigetto, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dall'articolo 439 comma 2].

(1) (2) (3) (4) (5)

 

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(1) E' costituzionalmente illegittimo il combinato disposto degli artt. 438, 439, 440 e 442 cpp, nella parte in cui non si prevede che il pubblico ministero, in caso di dissenso, sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui si non prevede che il giudice quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 442, secondo comma, dello stesso codice. (C. cost. 28.01.1991 - 15.02.1991, n. 81 (G.U. 20.02.1991, n. 8, prima serie speciale).

(2) E' costituzionalmente illegittimo il combinato disposto degli artt. 438, 439, 440 e 442 cpp, nella parte in cui non si prevede che il giudice, all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, secondo comma, dello stesso codice". (C. cost. 22.01.1992 - 31.01.1992, n. 23 (G.U. 05.02.1992, n. 6, prima serie speciale).

(3) E' inammissibile la questione di illegittimità degli artt. 438, 439 e 440 cpp sollevata in riferimento agli artt. 3 e 25 Cost. nella parte in cui non prevedono che, qualora il dissenso del pubblico ministero all'introduzione del giudizio abbreviato chiesto dall'imputato sia motivato con l'impossibilità che il processo sia definito allo stato degli atti, il giudice dell'udienza preliminare, che ritenga l'impossibilità addotta dipendente da fatto rimediabile dallo stesso pubblico ministero, possa indicare alle parti i temi lasciati incompleti, sui quali si rende necessario acquisire ulteriori informazioni ai fini della decisione in ordine alla possibilità di definire il processo allo stato degli atti. La Corte ha riconosciuto "la necessità - al fine di ricondurre l'istituto a piena sintonia con i principi costituzionali - che il vincolo derivante dalle scelte del pubblico ministero sia reso superabile con l'introduzione di un meccanismo di integrazione probatoria" ma ha ritenuto che la problematica non possa risolversi con una pronuncia additiva, implicando una pluralità di scelte che rientrano nella discrezionalità del legislatore. (C. cost. 21.02.1992 - 09.03.1992, n. 92 (G.U. 18.03.1992, n. 12, prima serie speciale).

(4) E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 440, nella parte in cui non prevede la revocabilità dell'ordinanza ammissiva del giudizio abbreviato in caso di modifica dello stato degli atti conseguente all'interrogatorio dell'imputato e in caso di prospettazione di fatti nuovi o nuove fonti di prova. (C. cost. 08.07.1992, n. 318).

(5) Il presente articolo è stato abrogato dall'art. 28, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296).

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