Decreto di giudizio immediato
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO SESTO. Procedimenti speciali - TITOLO QUARTO. Giudizio immediato
Articolo 456
Decreto di giudizio immediato

1. Al decreto che dispone il giudizio immediato si applicano le disposizioni dell'articolo 429 commi 1 e 2. 

2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato ovvero l'applicazione della pena a norma dell' articolo 444. (1) (4)

3. Il decreto è comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio. (2)

4. All'imputato e alla persona offesa, unitamente al decreto, è notificata la richiesta del pubblico ministero. 

5. Al difensore dell'imputato è notificato avviso della data fissata per il giudizio entro il termine previsto dal comma 3. 

(3)

 

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(1) Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 456, comma 2, e 458, comma 1, c.p.p. nella parte in cui non prevede che l'avviso contemplato dall'art. 456, comma 2, c.p.p. comprensivo dell'indicazione del termine entro cui richiedere il giudizio abbreviato, debba essere tradotto nella lingua conosciuta dall'imputato straniero che ignora la lingua italiana ritenendo in motivazione che la traduzione spetti a norma dell'art. 143 c.p.p. (C. cost. 19.01.1993, n. 10, G.U. 27.01.1993, n. 4, prima serie speciale).

(2) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 14, L. 01.03.2001, n. 63, con decorrenza dal 06.04.2001. Si riporta di seguito il testo precedente alla modifica:

" 3. Il decreto è comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio. ".

(3) E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 456 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all’art. 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Bergamo con l’ordinanza indicata in epigrafe (C.Cost. 29.03.2019, n. 71, ordinanza).

(4) E' costituzionalmente illegittimo l’art. 456, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il decreto che dispone il giudizio immediato contenga l’avviso della facoltà dell’imputato di chiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova (C.Cost. 14.02.2020, n. 19 sentenza).

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