Modifica della imputazione
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO SETTIMO. Giudizio - TITOLO SECONDO. Dibattimento - CAPO QUARTO. Nuove contestazioni
Articolo 516
Modifica della imputazione

1. Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come è descritto nel decreto che dispone il giudizio, e non appartiene alla competenza di un giudice superiore, il pubblico ministero modifica l'imputazione e procede alla relativa contestazione.

1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sulla composizione del giudice è rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli (1).

1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale è prevista l'udienza preliminare, e questa non si è tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni è eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis. (4).

(2) (3) (5) (6) (7) (8) (9)

 

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(1) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 186, D.lgs. 19.02.1998, n. 51, con decorrenza dal 02.06.1999.

(2) Sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 516 e 517 c.p.p. nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del c.p.p., relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale, ovvero quando l' imputato ha tempestivamente e ritualmente proposto la richiesta di applicazione di pena in ordine alle originarie imputazioni. Con la stessa sentenza la Corte ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 520 e 516 c. p.p. relativamente alla preclusione al giudizio abbreviato in ordine alle nuove contestazioni dibattimentali.  (C. cost. 22-30.06.1994, n. 265, G.U. 06.07.1994, n. 28, prima serie speciale).

(3) E' costituzionalmente illegittimo, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87,  l'art. 516 c. p.p. nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli articoli 162 e 162-bis del codice penale, relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento. (C.cost. 29.12.1995, n. 530).

(4) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 47, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296).

(5) In applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, è costituzionalmente illegittimo l'art. 516, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell'azione penale. (C.cost. 18.12.2009, n. 333).

(6) E' costituzionalmente illegittimo l’art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. (C.cost. 05.12.2014, n. 273).

(7) E' costituzionalmente illegittimo l’art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento l’applicazione della pena a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. (C.Cost. 17.07.2017, n. 206).

(8) E' costituzionalmente illegittimo l’art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui, in seguito alla modifica dell’originaria imputazione, non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova (C.Cost. 11.02.2020, n. 14 sentenza).

(9) Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevate dal Tribunale ordinario di Novara, con l’ordinanza indicata in epigrafe (C.Cost. 26.02.2020, n. 35 sentenza).

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