CONSIGLIO D'EUROPA
Consiglio d’Europa: una Risoluzione per dire sì al testamento biologico e no all’eutanasia
Risoluzione 25 gennaio 2012 n. 1859
Patrizia Maciocchi (Guida al Diritto) 27 gennaio 2012
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Strasburgo - Il Consiglio d’Europa dice no all’eutanasia e al suicidio assistito. Con la Risoluzione 1859 del 25  gennaio sul testamento biologico l’Assemblea di Strasburgo, nel raccomandare agli Stati una legislazione che regoli le dichiarazioni anticipate di trattamento, sbarra la strada a qualunque possibilità di mettere in atto “azioni od omissioni che permettano di provocare la morte di una persona”.


No all’eutanasia e al suicidio assistito

I parlamentari del Consiglio prendono le distanze dall’eutanasia e dal suicidio assistito, ma insistono sulla necessità di regolare con la legge il testamento biologico, un’opportunità, specifica la Risoluzione, che riguarda solo una residua minoranza tra gli 800 milioni cittadini dell’Unione. Pochi gli Stati che si sono dotati di una specifica legislazione che, anche quando c’è, viene troppo spesso disattesa. L’indicazione di Strasburgo è dunque di colmare il vuoto legislativo quando c’è  e di rendere effettivo il diritto se questo è previsto.  Per diffondere la “cultura” del testamento biologico e il rispetto della volontà espressa l’Assemblea indica la strada delle campagne di informazione, sia per il grande pubblico sia per i medici e gli operatori sanitari.


Testamento biologico regolato per legge 

L’imperativo categorico è quello di ratificare, conoscere e applicare quanto contenuto nella Convenzione dei diritti dell’Uomo e sulla biomedicina conosciuta anche come nella Convenzione di Oviedo n. 164, un atto che l’Italia non ha ancora ratificato. I parlamentari di Strasburgo, ricordano agli Stati la necessità di predisporre procedure semplici per accedere al testamento biologico, evitando moduli complicati che rendano il diritto non accessibile a tutti. Per finire la Risoluzione afferma che “in caso di dubbio la decisione deve sempre essere tesa a preservare e prolungare la vita”.

 

Della presa di posizione del Consiglio d’Europa è soddisfatto il Vaticano. “Si tratta di un nuovo segnale che esiste e sta prendendo la parola un’Europa che vuole ricuperare con serietà il senso del mistero infinito della vita e della morte – dichiara l’Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa monsignor Aldo Giordano -  che vuole affermare che la vita ha sempre il primato e ha un valore che non dipende dalla nostra decisione arbitraria”.

 

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Il Consiglio d’Europa, con sede a Strasburgo (Francia), raggruppa oggi, con i suoi 47 Stati membri, quasi tutti i paesi del continente europeo. Istituito il 5 maggio 1949 da 10 Stati fondatori, il Consiglio d’Europa ha come obiettivo quello di favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune in Europa, nel rispetto della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e di altri testi di riferimento relativi alla tutela dell’individuo.

 

 

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