CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Record di ricorsi alla Cgue, per l'Italia 8 condanne
(Guida al Diritto) 17 febbraio 2012
/content/law24/guidaAlDiritto/comunitario/primiPiani/2012/02/record-di-ricorsi-alla-cgue-per-l-italia-8-condanne/jcr:content/immagine/file

Il sistema giurisdizionale europeo funziona. La Corte di giustizia, infatti, ha annunciato con soddisfazione che il 2011 è stato l’anno record nella presentazione dei ricorsi. Ma non si tratta certo dei milioni di cause che affogano i tribunali italiani. I numeri sono completamente diversi: 1.569 procedimenti in totale che diventano il termometro per valutare l’utilità e la credibilità di un organismo relativamente nuovo.

 

Sul fronte dei singoli Stati, poi, l’Italia continua nella sua opera di progressivo allineamento alle regole europee. Lo scorso anno, infatti, la Commissione  ha introdotto contro di noi “solo” 7 ricorsi per inadempimento agli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea. Meglio rispetto al passato, se anche la Cgue ha rilevato “una netta decrescita rispetto agli anni precedenti". Nel 2007 le procedure erano state 23, nel 2008: 17; nel 2009: 16; nel 2010: 6. In totale, dal 1952 al 2011, i ricorsi di questo tipo, contro l’Italia, sono stati ben 628. Mentre le sentenze di condanna per inadempimento pronunciate nel 2011 sono state 8.


Un anno di pronunce

Fra queste, merita di essere ricordata la sentenza C-50/10 del 31 marzo 2011, con cui l’Italia è stata condannata per non avere recepito la direttiva IPPC, 2008/1/Ce, sulla tutela dell’ambiente che imponeva di adottare le misure necessarie affinché le autorità potessero controllare l’output di una ampia gamma di attività industriali a rischio.


Ma anche la prima condanna dell’Italia a pagare una sanzione,  sentenza 17 novembre 2011, C-496/09, perché inadempiente rispetto ad una sentenza della stessa Cgue, la C-99/02, che aveva dichiarato illegittimi e non incompatibili con il mercato comune gli aiuti di stato per i contratti di formazione lavoro, deliberando l’obbligo di recuperarli presso le società beneficiarie: 30 milioni di euro di multa forfetaria e una penalità commisurata agli importi ancora da recuperare.


Infine, c’è stata la sentenza C-379/10, quella con cui i giudici di Lussemburgo hanno bocciato il regime italiano sulla responsabilità dei giudici - con riguardo al passaggio che dispone l’esclusione della responsabilità dello Stato ovvero la sua limitazione ai casi di dolo o di colpa grave - e che, nelle scorse settimane, ha portato, durante il voto sulla comunitaria, all’approvazione del noto emendamento leghista (il provvedimento è ora al Senato), che, contro il parere del Governo, ha introdotto la responsabilità civile dei magistrati anche per le ipotesi di manifesta violazione del diritto.


Nel novero delle cause va poi citata anche la sentenza di rigetto, la  C-565/08 del 29 marzo 2011, promossa dalla  Commissione europea contro la Repubblica italiana sulle tariffe massime degli avvocati. Per la Corte, la Commissione non è riuscita a dimostrare che esse ostacolano l'accesso degli avvocati provenienti da altri Stati membri al mercato italiano dei servizi professionali.

 

Nel 2011 contenzioso record in Europa

Lo scorso anno, dunque, il contenzioso portato e definito dinanzi ai tre organi giurisdizionali della Corte di giustizia dell’Unione europea - la corte, il tribunale e il tribunale per la funzione pubblica -  ammonta a 1.569 cause. E l’aumento del numero ha prodotto anche i primi arretrati, le cause definite sono state infatti soltanto 1.518


I procedimenti decisi dalla sola Corte nel 2011 sono stati 638, con un aumento di oltre il 10% rispetto ai 574 dell’anno precedente. Mentre le nuove cause sono state 688, 57 in più rispetto al 2010, il numero più elevato nella storia della Corte. Anche il numero di cause pregiudiziali registra una crescita per il terzo anno consecutivo: 423 cause nel 2011 a fronte di 302 cause nel 2009, con un aumento quasi del 41% in due anni.


La durata , invece, non ha risentito dell’aumento del contenzioso: per i rinvii pregiudiziali, il tempo medio di trattazione è di 16,4 mesi (contro 16 mesi nel 2010). Per i ricorsi diretti e le impugnazioni di 20,2 mesi e di 15,4 mesi (contro 16,7 mesi e 14,3 mesi nel 2010).


Maggiore l’incremento delle cause per il Tribunale - l’organo che decide fondamentalmente su ricorsi inerenti gli atti delle stesse istituzioni europee - con 722 nuove iscrizioni a ruolo, +15% rispetto al 2010 (636 cause promosse). Ma crescono anche le cause definite + 35%, pari 714 cause (a fronte di 527 nel 2010). Anche se, avverte la Corte, il cammino delle riforme deve continuare per mantenere tali standard di produttività.

Infine, sono 159 le cause promosse presso il tribunale della Funzione pubblica che giudica sui dipendenti dell’Unione, anche queste in salita rispetto alle 139 dell’anno precedente.

 

In evidenza
In evidenza

La partecipazione al Seminario sarà valida al fine del conseguimento di tre crediti formativi per ciascuna sessione.

Per informazioni clicca qui

Riservato agli abbonati

LA RIVISTA GUIDA AL DIRITTO
Ultimo numero in PDF
Archivio rivista in PDF
L'ULTIMO DOSSIER DI GUIDA AL DIRITTO
Manovra di ferragosto: la conversione del Dl 138

Decreto legge 13 agosto 2011 n. 138

I DOCUMENTI DELLA SETTIMANA
Vietato prevedere sanzioni penali e disciplinari per il giornalista che non pubblica una rettifica

Corte europea dei diritti dell’Uomo - Sezione IV - Sentenza 13 marzo-3 aprile 2012 - Ricorso n. 43206/07


Non sequestrabili computer e agende dei giornalisti per individuare la fonte anonima di notizie segrete

Cerca un avvocato
Newsletter Diritto24

Vuoi essere sempre aggiornato?

Iscriviti alla newsletter di Diritto24

Mediacenter ed e-learning

I corsi E-Learning di Lex24

A cura della redazione di Lex24