PARLAMENTO EUROPEO

Per il Parlamento Ue anche quella gay è "famiglia"

| 14 Marzo 2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea

Il matrimonio gayottiene, in linea di principio,il via libera dalla plenariadi Strasburgo. I governi degli Stati membri, secondo il Parlamento europeo, non devono dare «definizioni restrittive di famiglia» allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli.

È la posizione espressa nella Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea presentata dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld ed approvatoieri dall'Eurocamera. Il passaggio più nettamente a favore dei matrimoni gay è contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento (bocciato in aula con 322 sì e 342 no). Dove il Parlamento “

si rammarica dell'adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di 'famiglia' con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli; ricorda che il diritto dell'UE viene applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale, in conformità della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ”.


Sono stati inoltre approvati, nonostante l'opposizione dei Popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che già le ammettono “al fine di garantire un trattamento equo per quanto concerne il lavoro, la libera circolazione, l'imposizione fiscale e la previdenza sociale, la protezione dei redditi dei nuclei familiari e la tutela dei bambini”. E al Consiglio europeo di «riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale».

LE REAZIONI

La Lega
- «Se il Parlamento Europeo e la Commissione, dopo aver imposto direttive e regolamenti assurdi, pensano di cambiare anche la definizione di famiglia, si sbagliano di grosso». Così l'eurodeputata della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha commentato l'approvazione della risoluzione. «In Italia - ha aggiunto Bizzotto - non c'è la tutela giuridica della famiglia omosessuale, semplicemente perché la famiglia omosessuale non esiste, né mai esisterà».


Il Pdl
- «Possiamo discutere di tutto con civiltà e quella serenità che appartiene alla tradizione moderata del popolarismo europeo, ma la nostra priorità è sancita nel patto con gli elettori ed è la famiglia naturale, le giovani coppie, il sostegno alla natalità ed agli anziani. Il Segretario Alfano non ha fatto altro che ribadire le posizioni del nostro patto con gli elettori che ci ha permesso di essere il partito di maggioranza relativa in Parlamento e nel Paese». Lo ha affermato in una nota Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Libertà e Presidente dei Cristiano Riformisti.


L’Associazione “Certi diritti”
- Plaude, invece,alla decisione l'Associazione Radicale Certi Diritti: “L'Italia si adegui all'Europa anziché al Vaticano”. E chiede al Governo ed al Parlamento italiano di «adottare leggi e politiche in questo senso, al di là degli Alfano e delle Bindi di turno, specularmente e vaticanamente conservatori rispetto alle tendenze più moderne che si affermano sempre più in Europa sul diritto di famiglia».


L’Italia dei Valori
-Per ilresponsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini: «Il voto netto del Parlamento europeo ci dice una cosa molto semplice: l'Italia nei fatti è fuori dall'Europa dei diritti e delle libertà e la destra italiana rappresenta il vero ostacolo alla modernizzazione del Paese».

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