LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE

Diaz, le motivazioni: "sconsiderata violenza", "Italia screditata nel mondo"

| 02 Ottobre 2012

L'operazione alla Scuola Diaz - al termine del G8 del 2001 - 'si è caratterizzata per il sistematico ed ingiustificato uso della forza' da parte di tutti i poliziotti che hanno fatto irruzione. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni della sentenza n. 38085/2012 sulla Diaz che ha decapitato i vertici della Polizia. Per la Suprema corte: 'La mancata indicazione, per via gerarchica, di ordine cui attenersi' si è tradotta 'in una sorta di 'carta bianca’, assicurata preventivamente e successivamente' all'operazione'. Tutti erano liberi 'di usare la forza 'ad libitum''.

“Sconsiderata violenza”
I supremi giudici evidenziano 'la sconsiderata violenza adoperata dalla polizia', in particolare dagli uomini del VII Nucleo Antisommossa guidato da Vincenzo Canterini al quale 'era stata affidata la prima fase di 'messa in sicurezza’ della scuola, con caratteristiche rimaste peraltro ignote'. Piazza Cavour rileva che dalla consulenza del Ris di Parma 'nessuna situazione di pericolo si era presentata agli operatori di polizia' e non c'era stato alcun 'fitto lancio di pietre ed altri oggetti contundenti'. I poliziotti erano 'quindi certi che vi sarebbe stata una aggressione indistinta a tutte le persone che si trovavano all'interno dell'edificio scolastico'. E nessuno dei partecipanti al 'massacro’ - 93 arresti illegali, 87 feriti, alcuni in maniera molto grave - ha mai mostrato 'segni di sorpresa o rammarico per l'esito dell'operazione'. 'Un esito unilateralmente violento ed in un certo senso previsto - prosegue la Cassazione - anche dal prefetto La Barbera, il quale aveva affermato di aver notato un certo nervosismo tra gli agenti e subodorato che certamente le cose non sarebbero andate bene, perché ognuno conosce gli animali suoi'


Nessuna resipiscenza
La Cassazione evidenzia 'l'odiosità del comportamento' dei vertici. 'Di chi, in posizione di comando a diversi livelli come i funzionari - è scritto - una volta preso atto che l'esito della perquisizione si era risolto nell'ingiustificabile massacro dei residenti nella scuola, invece di isolare ed emarginare i violenti denunciandoli, dissociandosi così da una condotta che aveva gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero e di rimettere in libertà gli arrestati, avevano scelto di persistere negli arresti creando una serie di false circostanze'. In pratica, crearono verbali menzogneri 'funzionali a sostenere così gravi accuse da giustificare un arresto di massa'. Ed avevano formulato le accuse 'in modo logico e coerente, tanto da indurre i pubblici ministeri a chiedere, e ottenere seppure in parte, la convalida degli arresti'.


L’esortazione di De Gennaro
'L'esortazione rivolta dal capo della polizia (a seguito dei gravissimi episodi di devastazione e saccheggio cui la città di Genova era stata sottoposta) ad eseguire arresti, anche per riscattare l'immagine della Polizia dalle accuse di inerzia, ha finito con l'avere il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito della perquisizione stessa'. Sottolinea ancora la Cassazione rilevando che l'irruzione alla Diaz fu condotta con 'caratteristiche denotanti un assetto militare'.


La militarizzazione dell’intervento
Proprio la 'militarizzazione' dell'intervento ha prodotto 'la conseguente incongruenza tra le modalità organizzative dell'operazione e le ipotesi legittimamente formulabili in riferimento ad una perquisizione' di pubblica sicurezza, 'confinate alla possibile presenza di qualche soggetto violento all'interno della scuola e, quindi, forse di qualche arma'. In realtà alla Diaz non c'erano armi mentre la polizia agì con un 'elevato numero di operatori, circa 500, tra agenti e carabinieri, quest'ultimi incaricati solo della cinturazione degli edifici'. L'unico dirigente della polizia al quale sono state concesse le attenuanti è il comandante Michelangelo Fournier che, dopo il pestaggio, aveva espresso a Canterini 'la volontà di non lavorare più 'con questi macellai qui'. Dopo che 'l'entità delle violenze gli era risultata, alla fine, ripugnante'.

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SENTENZA DIAZ - Le motivazioni della cassazione [testo integrale della sentenza]
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