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Materiale pedopornografico, l’uso del file sharing non è sinonimo di diffusione

02 Dicembre 2013

Corte di cassazione - Sezione III penale - Sentenza 2 dicembre 2013 n. 47820

L’avere scaricato un numero ingente di file pedopornografici con un programma di file sharing non basta per far scattare la condanna per diffusione del materiale. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 47820/2013, accogliendo il ricorso di un uomo originario di Lecce condannato in Appello. La Suprema corte ricorda che “affinché sussista il dolo del reato di cui all’art. 600 ter c.p., comma 3, occorre provare che il soggetto abbia avuto, non solo la volontà di procurarsi materiale ...
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