Contratto a termine

Contratto a termine e diritto di precedenza: esonero contributivo

| 23 febbraio 2016


Con l'interpello n. 7/2016 del 12 febbraio 2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità per il datore di lavoro di usufruire dell'esonero contributivo a fronte di un "diritto di precedenza" del lavoratore a tempo determinato.
L'istanza di interpello, presentata da Confindustria, riguarda la corretta interpretazione dell'art. 24 del D.Lgs. n. 81/2015 concernente l'esercizio del diritto di precedenza nell'ambito della disciplina del contratto a tempo determinato, nonchè della disciplina relativa all'esonero contributivo nelle ipotesi di assunzioni a tempo indeterminato.
In particolare, Confindustria ha chiesto se il datore di lavoro possa fruire dell'esonero di che trattasi ai fini dell'assunzione/trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto di lavoro nell'ipotesi in cui un altro lavoratore cessato da un contratto a termine, o con contratto a termine ancora in corso, non abbia esercitato il diritto di precedenza prima dell'assunzione stessa.
Questa la risposta del Ministero.
L'art. 24 del D.Lgs. n. 81/2015, in tema di diritto di precedenza, stabilisce "salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine".
Si ricorda, e lo ricorda anche il Ministero:
-che "il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell'atto scritto di cui all'articolo 19, comma 4" (ovvero nell'atto scritto da cui risulti l'apposizione del termine al contratto);
-che il diritto di precedenza "può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3 (…)."
L'esercizio del diritto di precedenza consegue, dunque, alla volontà espressa per iscritto, da parte del lavoratore, entro i termini di legge.
Fatta tale premessa - quindi in considerazione del fatto che il diritto di precedenza viene esercitato previa manifestazione espressa per iscritto da parte del lavoratore - il Ministero ritiene che, in mancanza o nelle more della stessa, il datore di lavoro possa legittimamente procedere alla assunzione di altri lavoratori o alla trasformazione di altri rapporti di lavoro a termine in essere. Ciò, evidentemente, sia nelle ipotesi in cui il contratto a termine di durata superiore a sei mesi sia cessato, che nel caso in cui il contratto a termine, una volta trascorsi i sei mesi, risulti ancora in corso.
In tal caso, in relazione alla possibilità di fruizione dell'esonero contributivo, risultano rispettate le condizioni stabilite dall'art 31 del Dlgs. 151/2015, poiché non viene violato alcun diritto di precedenza ovvero posta in essere alcuna assunzione in attuazione di un obbligo di legge o contrattazione collettiva.
Quindi, la condizione di cui all'art. 31, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 150/2015 "..gli incentivi non spettano se l'assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all'assunzione viene utilizzato mediante contratto di Somministrazione) trova quindi applicazione solo qualora il lavoratore abbia manifestato per iscritto la volontà di avvalersi di tale diritto.

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