L'etica conviene

In consultazione lo schema di decreto sui requisiti degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile

| 17/10/2019 10:02

Commento a cura degli avv.ti Alessandro Negri della Torre e Stefano Torregiani

Il Ministero dell'Economia e delle Finanza, Dipartimento del Tesoro ha posto in consultazione (termine: 24 ottobre 2019) lo schema di decreto (il "Documento") che contiene le disposizioni di attuazione dell'art. 111-bis del Testo Unico Bancario ("TUB") che, a sua volta, identifica requisiti e agevolazioni applicabili agli operatori bancari di finanza etica e sostenibile (gli "Operatori").


L'art. 111-bis TUB, introdotto con l. 232/2016, dispone che sono operatori bancari di finanza etica e sostenibile le banche le quali valutano i finanziamenti erogati con particolare attenzione all'impatto sociale e ambientale ricorrendo a standard di rating etico internazionali, danno evidenza pubblica di tali finanziamenti, devolvono almeno il 20 per cento del proprio portafoglio di crediti a organizzazioni senza scopo di lucro, non distribuiscono utili che sono reinvestiti nell'attività svolta, adottano sistemi di governance democratici e partecipativi e limitano le remunerazioni più alte rispetto al livello di remunerazione media all'interno della banca. Quale misura agevolativa, proprio l'art. 111-bis TUB stabilisce che il 75 per cento del reddito destinato ad incrementare il capitale proprio non concorre a formare reddito imponibile.


Il Documento offre ulteriori dettagli circa i requisiti che le banche devono rispettare per rientrare nella disciplina in parola. In particolare, gli Operatori:

• concederanno finanziamenti solo previa valutazione positiva dell'impatto sociale e ambientale secondo standard di rating etico internazionali definiti sulla base dei principi dell'Unione Europea, delle Nazioni Unite e dell'OCSE. Di particolare importanza è il fatto che la valutazione dovrà tenere conto della destinazione dei beni e servizi dei finanziati - il cui uso normale non potrà determinare la violazione di diritti umani - nonché il consumo dell'energia necessaria allo svolgimento dell'attività dei prenditori non potrà provenire esclusivamente da fonti non rinnovabili;

• pubblicheranno in una relazione annuale, anche tramite sito web. la lista dei finanziamenti erogati e dei criteri di erogazione;

• erogheranno almeno il 20 per cento dei finanziamenti a favore di soggetti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e alle imprese sociali (fino alla operatività del RUNTS saranno elegibili un serie di enti senza scopo di lucro indicati nel Documento);

• non distribuiscono utili, neppure indirettamente, i quali dovranno essere reinvestiti nell'attività propria della banca;

• hanno un numero di soci non inferiore a duecento;

• adottano un sistema di governance nel quale nessun soggetto può avere diritti di voto per un peso superiore al 5% del capitale detenuto direttamente o indirettamente, è favorita la partecipazione in assemblea anche mediante strumenti di comunicazione a distanza, sono previsti meccanismi di consultazione a favore dei soggetti finanziati;

• adottano politiche retributive che contengano la retribuzione massima entro il quintuplo della media del personale della banca;

• aderiscono alle linee guida per la gestione dell'integrità e ottengono un certificato che attesti la presenza dei requisiti sopra richiamati. L'attestazione è altresì fornita dall'organo di amministrazione.


In presenza di tali requisiti, il 75% dell'utile di esercizio – se destinato a riserva legale o riserva non distribuibile – non concorre a formare reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito. Il Documento chiarisce, tuttavia, che in ogni caso il beneficio fiscale non potrà superare Euro 200.000,00 e potrà essere ulteriormente ridotto proporzionalmente in ragione del limite delle risorse totali stanziate per tale agevolazione pari ad Euro 1.000.000,00 annui.


Come osservato, il Documento attua l'art. 111-bis TUB collocandosi nel solco di una progressiva apertura del mondo finanziario e bancario ai principi etici e sostenibili.


L'iniziativa del legislatore del 2016, il quale introdusse l'art. 111-bis TUB, non è, tuttavia, un intervento isolato. Si pensi infatti alla diffusione dei profili ESG (environmental, social and governance) nella scelta e configurazioni di opportunità di investimento da parte di operatori del mercato o la diffusione (sempre maggiore anche nel nostro paese) dei cc.dd. green bond a sostegno di iniziative imprenditoriali e progetti sostenibili e con un positivo impatto sulla sostenibilità e l'ambiente.

Il Documento in commento si inserisce dunque in un contesto e in un trend globale che mostra indici di forte sviluppo alimentato non solo da una crescente sensibilità per le tematiche ambientali, ma anche dai sempre più incisivi interventi normativi volti a favorire una trasformazione del tessuto imprenditoriale verso assetti più rispettosi, tra gli altri, di politiche di genere, dei diritti umani, di elevati standard lavorativi, del rapporto con la comunità civile nonché di una maggiore partecipazione collettiva nelle scelte degli operatori finanziari e imprenditoriali.

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