CRIPTOVALUTE E CONFERIMENTI – L'ECOSISTEMA ITALIANO UNISCE LE FORZE

11/12/2019 13:03




BAI.G. Research Center s.r.l.

In data 9 dicembre 2019, i soci di BAI.G. Research Center Impresa Sociale S.r.l. (di seguito anche solo "BAIG"), hanno deliberato un aumento di capitale in denaro e crediti in criptovalute.
Per BAIG ha curato gli aspetti legali l'Avv. Alessandro Negri della Torre. La perizia ex art. 2465 c.c. sui crediti, allegata alla delibera, è stata redatta e firmata dal dott. Francesco Chiarle dello Studio Bruno Ceresa Girotto di Torino. Per la verbalizzazione e gli aspetti notarili è stato scelto lo Studio Notarile Morone, presso il quale era già stato stipulato il primo atto immobiliare italiano in bitcoin.

Più precisamente, i soci di BAI.G hanno deliberato che parte dell'aumento potrà essere eseguito mediante cessione di due crediti aventi ad oggetto una certa quantità di bitcoin ed ether detenuti presso Young Platform (piattaforma gestita da Young Agency S.r.l., wallet provider ed exchange costituita in Italia, con sede in Torino, da due dei sette soci di BAIG.

L'operazione, unica nel suo genere, si distingue sotto almeno due profili.

Il primo è che per la prima volta è stato conferito un bene avente come sottostante la criptovaluta nativa della blockchain Ethereum, ether (ETH), in aggiunta a bitcoin (BTC). Si tratta dunque della prima operazione societaria di tipo multi-crypto-currency. Il secondo è proprio la natura del conferimento di crediti vantati da utenti verso un wallet provider aventi ad oggetto due tipologie di criptovalute. La natura giuridica del credito oggetto di conferimento trova il proprio fondamento nella funzione del wallet provider di Young Platform. Tra l'utente di Young Platform e la piattaforma si configura un diritto, vantato direttamente nei confronti del provider, alla restituzione di beni (le criptovalute, appunto) depositate presso gli account sulla piattaforma medesima. La natura fungibile di queste criptovalute e le caratteristiche del rapporto contrattuale in essere tra piattaforma e utente permettono di assimilare il rapporto ad un deposito di tipo irregolare ex art. 1782 c.c.; l'obbligo del provider è infatti restituire (o convertire) una quantità equivalente alle criptovalute depositate, i.e. tantundem eiusdem generis. Nel caso di specie, proprio tale diritto relativo al sottostante in criptovalute è stato ritenuto un elemento di attivo conferibile in BAI.G previa redazione di apposita perizia ex art. 2465 c.c.

La scelta di conferire crediti aventi come sottostante criptovalute affonda le proprie ragioni nell'oggetto sociale di BAIG. L'ente di ricerca si propone infatti, inter alia, di comprendere e integrare operativamente il fenomeno criptovalutario nel tessuto giuridico nazionale nel rispetto delle norme, dei principi e della giurisprudenza nazionale e sovranazionale in materia. Nell'operazione, infatti, si è tenuto conto della giurisprudenza italiana più significativa (Trib. Brescia 18 luglio 2018 e Corte d'Appello Brescia 3 dicembre 2018 (OneCoin), Trib. Firenze 17/2019 e 18/2019, Fallimento Bitgrail) per modulare l'operazione di modo che fosse rispettosa dei rilievi e delle osservazioni mosse dai giudici di merito relativamente agli aspetti maggiormente problematici. In particolare le principali caratteristiche che le rendono astrattamente conferibili sono l'idoneità ad esser oggetto di valutazione economica, l'esistenza di un mercato di riferimento (quindi la possibilità di determinare un valore definito delle criptovalute), e infine, ma la questione è discussa, l'idoneità del bene oggetto di conferimento ad essere "bersaglio" da parte dei creditori sociali o ad essere sottoposto a provvedimenti dell'autorità (ad es. sequestro).

Con riferimento ai primi due elementi, la scelta è ricaduta sulle due criptovalute aventi maggiore diffusione nel mondo (inserite nella quasi totalità degli exchange mondiali), mentre con riferimento al terzo elemento, si è scelto di coinvolgere un wallet provider nazionale che potesse (e possa) fungere da custode garantendo, fintanto che le criptovalute saranno detenute presso di esso, la sottoposizione alla giurisdizione italiana nel caso di provvedimenti emessi dalle autorità nazionali. Proprio per queste ragioni e con l'intento di stabilire una best practice, BAIG manterrà le proprie criptovalute o cryptoassets presso soggetti terzi come Young per l'intera durata della propria esistenza.

L'operazione qui descritta realizza dunque un ulteriore passo in avanti nel processo di integrazione del tessuto normativo nazionale con i nuovi strumenti giuridici, tra cui le criptovalute, sviluppati grazie all'evoluzione tecnologica, di cui la tecnologia blockchain è una delle espressioni. In particolare, l'intervento di un wallet provider italiano, quale soggetto terzo rispetto alla società aumenta il profilo di sicurezza dell'operazione, non soltanto per i creditori sociali ma anche per le autorità nazionali.

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