Green New Deal nella Legge di Bilancio 2020 sui rischi climatici

07/01/2020 12:54



di Angelo Paletta, docente di management


Il Governo e il Parlamento da pochi giorni hanno licenziato la Legge di Bilancio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2019. Il testo apre a nuove prospettive e innovazioni come anche a valutazioni di impatto sull'economia nazionale e sulla competitività delle aziende. Gli annunci dei mesi precedenti sul Green New Deal hanno mosso i primi passi a partire dal Decreto Clima (Decreto-Legge 14 ottobre 2019 n. 111 convertito in Legge 12 dicembre 2019 n. 141) e poi nella Legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019 n. 160).

Legge di Bilancio 2020: economia circolare e Partenariati Pubblico-Privati (PPP)
L'art. 1, comma 86, della Legge di Bilancio 2020 stabilisce che a valere sulle disponibilità di un fondo con una dotazione pluriennale complessiva di 2.820 milioni di euro (art. 1, comma 85), il Ministro dell'Economia e delle Finanze è autorizzato ad intervenire attraverso la concessione di una o più garanzie, a titolo oneroso, anche con riferimento ad un portafoglio collettivo di operazioni e nella misura massima dell'80%, al fine di sostenere programmi specifici di investimento e operazioni, anche in partenariato pubblico-privato (PPP), finalizzati a realizzare progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo «la decarbonizzazione dell'economia, l'economia circolare, il supporto all'imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell'uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l'adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale, programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali».

Questo fondo istituto presso il MEF tramite la Legge di Bilancio 2020 presenta una dotazione di 470 milioni di euro per l'anno 2020, di 930 milioni di euro per l'anno 2021 e di 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, di cui una quota non inferiore a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 è destinata ad interventi coerenti con le finalità previste dal fondo sulle quote di emissioni dei gas ad effetto serra (art. 19, comma 6, D.Lgs. 13 marzo 2013 n. 30), di cui fino a 20 milioni di euro per ciascuno dei predetti anni destinati alle iniziative da avviare nelle zone economiche ambientali. Alla costituzione del fondo concorrono i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, versati all'entrata del bilancio dello Stato negli anni 2020, 2021 e 2022, a valere sulla quota di pertinenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per un importo pari a 150 milioni di euro per il triennio 2020-2021 (art. 19 del Decreto Legislativo 13 marzo 2013 n. 30).

Meccanismi per finanziare il Green New Deal tramite le emissioni di CO2
La Legge di Bilancio 2020 richiama la disciplina sulla messa all'asta delle quote sulle emissioni di CO2, definita dal Decreto Legislativo 13 marzo 2013, n. 30. La norma italiana attua la Direttiva 2009/29/CE modificante la Direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (G.U.R.I. n. 79 del 4 aprile 2013). L'art. 19, comma 6, stabilisce che il 50% dei proventi delle singole aste è destinato alle seguenti attività per misure aggiuntive rispetto agli oneri complessivamente derivanti a carico della finanza pubblica. In primis, c'è l'obiettivo di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra, anche contribuendo al Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili e al Fondo di adattamento, così come reso operativo dalla conferenza di Poznan sui cambiamenti climatici (COP 14 e COP/MOP 4), favorire l'adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici e finanziare attività di ricerca e di sviluppo e progetti dimostrativi volti all'abbattimento delle emissioni e all'adattamento ai cambiamenti climatici, compresa la partecipazione alle iniziative realizzate nell'ambito del Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche e delle piattaforme tecnologiche europee. Il Governo e il Parlamento hanno interesse a sviluppare le energie rinnovabili al fine di rispettare l'impegno comunitario di utilizzare il 20% di energia rinnovabile entro il 2020 e sviluppare altre tecnologie che contribuiscano alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio sicura e sostenibile e aiutare a rispettare l'impegno comunitario di incrementare l'efficienza energetica del 20% per il 2020.

Il Parlamento ha legiferato di favorire misure atte ad evitare la deforestazione e ad accrescere l'afforestazione e la riforestazione nei Paesi in via di sviluppo che avranno ratificato l'accordo internazionale sui cambiamenti climatici, trasferire tecnologie e favorire l'adattamento agli effetti avversi del cambiamento climatico in tali Paesi. Tra gli obiettivi in elenco vi è anche quello di rafforzare la tutela degli ecosistemi terrestri e marini, a partire dalle aree e dai siti protetti nazionali, internazionali e dell'Unione Europea, anche mediante l'impiego di idonei mezzi e strutture per il monitoraggio, il controllo e il contrasto dell'inquinamento. Non per ultimo, sono previsti incentivi alla cattura ed allo stoccaggio geologico ambientalmente sicuri di CO2, in particolare quello emesso dalle centrali a combustibili fossili solidi e da una serie di settori e sottosettori industriali, anche nei Paesi terzi. La politica nazionale, per giunta, ha deciso di incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni e di finanziare la ricerca e lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle tecnologie pulite. Sono ricomprese nella Legge di Bilancio anche il sostegno alle misure intese ad aumentare l'efficienza energetica e l'isolamento delle abitazioni o a fornire un sostegno finanziario per affrontare le problematiche sociali dei nuclei a reddito medio-basso. Sul piano tecnico, la Legge di Bilancio 2020 copre le spese amministrative connesse al sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas ad effetto serra nella Comunità (Direttiva 2003/87/CE) nonché ne compensa i costi (v. Comunicazione della Commissione Europea C 2012, 3230 final), con priorità di assegnazione alle imprese accreditate della certificazione ISO 50001.

Fondo per la riconversione occupazionale nei territori con presenza di centrali a carbone
La quota annua dei proventi derivanti dalle aste, eccedente il valore di 1 miliardo di euro, è destinata, nella misura massima di 100 milioni di euro per il 2020 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, al "Fondo per finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale" e, per una quota fino ad un massimo di 20 milioni di euro annui per gli anni dal 2020 al 2024, al "Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone". Questo fondo dovrà essere istituito con un apposito decreto ministeriale presso il Ministero dello Sviluppo Economico entro novanta giorni (art. 19, comma 6-bis). Nel medesimo DM dovranno essere disciplinati i criteri, le condizioni e le procedure per l'utilizzo delle risorse del "Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone", che dovrà essere redatto di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze.

Climat change e Green New Deal attuato all'Università di Salerno
Nella cornice di tutte queste novità legislative disciplinate dal Decreto Clima e dalla Legge di Bilancio 2020 va evidenziato l'accordo presentato nel campus universitario di Fisciano lo scorso 30 dicembre dall'Osservatorio dell'Appennino Meridionale con lo Schult'z Risk Centre. L'importanza della partnership è caratterizzata anche dal tempismo: nello stesso giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio approvata il 27 dicembre, l'Osservatorio, polo di ricerca applicata partecipato dalla Regione Campania e dall'Università degli Studi di Salerno, ha siglato l'accordo col noto Gruppo Schult'z specializzato nella valutazione dei rischi. Così come elaborato dai rispettivi referenti Luigi Cerciello Renna e Luigi Pastorelli, l'obiettivo centrale è quello di studiare e valutare l'impatto dei rischi del climat change sulla salute dei cittadini, sulle produzioni tipiche del Made in Italy, approfondendo le complesse e gravi implicazioni dell'uso sregolato del suolo.

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