COVID-19

EMERGENZA COVID-19 E FASE DISTRIBUTIVA IMMOBILIARE: VECCHIE E NUOVE PRASSI VIRTUOSE

17/04/2020 13:59


Riflessioni urgenti sulla centralità del professionista delegato nelle esecuzioni immobiliari

di Mariano Danilo Agresti, avvocato del foro di Matera

Sommario: 1. - La legislazione emergenziale Codiv-19 e la fase distributiva nelle esecuzioni immobiliari. 2. - Prassi distributive per i Tribunali in cui l'udienza ex art. 596 cpc è sempre fissata dinanzi al G.E.; 3. - Segue: …..i Tribunali in cui l'udienza ex art. 596 cpc è fissata dinanzi al G.E. solo in caso di controversie distributive; 4. - Conclusioni

1. - La legislazione emergenziale Codiv-19 e la fase distributiva nelle esecuzioni immobiliari.

L'attacco globale mosso dall'invisibile Coronavirus è ancora in corso e l'Italia prova a contrastarlo con l'approvazione di una cospicua legislazione emergenziale ad opera del Governo "Conte", prodigatosi di annunciare e adottare con cadenze quasi giornaliere una serie di DPCM e DL con misure trasversali, igienico-sanitarie, fiscali, economiche e, non da ultimo, processuali.
Nella materia oggetto di esame, alla data di redazione del presente lavoro, la normativa speciale introdotta si è concentrata nel DL n. 11 dell'8 marzo 2020, ma soprattutto nel DL n. 18 del 17 marzo 2020 che ha dettato una serie di misure destinate ad incidere profondamente sui procedimenti civili e penali e, da ultimo, nel DL n. 23 del 8 aprile 2020.

Per il sistema "strategico" giudiziario, il filo conduttore di tale legislazione emergenziale, in linea con la principale misura igienico-sanitarie di distanziamento sociale (veicolata dal Governo anche con gli hashtag dei social network #iorestoacasa #restateacasa), è sostanzialmente costituita dall'espresso obbligo normativo di rinvio indifferenziato delle udienze e sospensione dei termini processuali, da applicarsi in tutti i procedimenti civili (oltre che penali), ivi comprese quindi le esecuzioni immobiliari, salvo che per i procedimenti "urgenti" in rapporto a materie tassativamente elencate o da qualificarsi caso per caso "urgenti" a seguito di specifica valutazione del Giudicante.

Nello scenario emergenziale in atto, si è reso quanto mai urgente e opportuno scandagliare tutti i residui margini operativi da perseguire già in emergenza, per evitare immediati riflessi negativi sul sistema giudiziario, ma anche per ridurre l'onda lunga che, di certo, seguirà allo tsunami in atto, scongiurando prevedibili "ingorghi" processuali al cessare del blocco.

Non mancano autorevoli autori che in questi giorni hanno prospettato un'interpretazione allargata dell'art. 83, comma 3, lett. a, DL n. 18/2020, sostenendo che il subprocedimento distributivo in sede espropriativa possa rientrare tra quelli "urgenti", non soggetti a sospensioni, "la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti"; il protrarsi della mancata distribuzione dell'attivo ricavato dalla vendita dei beni pignorati sarebbe cioè idoneo di per sé a causare "grave pregiudizio alle parti" e, di conseguenza, tutte le fasi che conducono all'approvazione ed esecuzione del progetto di distribuzione, ivi compresa l'udienza che in diversi Tribunali è ancora fissata e tenuta dinanzi al GE, non sarebbero soggette ad alcun rinvio o sospensione.

Tale prospettazione, per molti versi intrigante, suggestiva, e condivisa da chi scrive, si può prestare a contrarie interpretazioni restrittive e, comunque, dovrebbe implicare l'adozione da parte del singolo GE in ciascuna procedura, d'ufficio o su istanza di parte, di uno specifico, espresso, provvedimento dichiarativo del carattere "urgente" rivestito dal subprocedimento distributivo.

Nell'ottica di ridurre quanto più possibile il fenomeno del c.d. Cash in Court, soprattutto nell'attuale fase emergenziale, la strada sinora più praticata nei Tribunali è stata l'adozione di circolari, linee guida, provvedimenti organizzativi generali del Presidente del Tribunale o del GE, integrativi/modificativi dell'ordinanza di vendita, con cui si è agevolata la procedura di liquidazione dei compensi maturati dagli ausiliari e ampliato il raggio d'azione del professionista delegato, attribuendogli il compito di condurre e definire dinanzi a sé la ripartizione dell'attivo disponibile nelle cassa giudiziarie, senza alcun intervento o con interventi minimi del G.E. per i soli casi di contrasti irrisolti tra le parti.

Allo stato attuale, la percorribilità di tale strada maestra, peraltro già usualmente praticata in diversi Tribunali, è in parte ostacolata dalla necessità di assegnare comunque alle parti almeno un termine (ndr di natura processuale), per presentare osservazioni al progetto di distribuzione inviato dal Delegato.

È evidente che nell'attuale periodo c.d. "cuscinetto", di sospensione obbligatoria dei termini processuali per emergenza Covid-19 (periodo attualmente fissato sino all'11 maggio 2020, salvo ulteriori proroghe governative), la decorrenza di tale termine resterà sospesa e, di fatto, impedirà al Delegato di pervenire all'approvazione del progetto distributivo, almeno sino a quando il medesimo termine non sarà interamente decorso, al netto del periodo di sospensione.
Per garantire massima e immediata operatività alle proposte di seguito esposte, impregiudicato il legittimo auspicio che i GE adottino provvedimenti espressamente declaratori di urgenza della fase distributiva, allo stato attuale, è in ogni caso auspicabile che le Istituzioni nazionali e locali, politiche e giurisdizionali (Governo, CSM, CNF, Capi degli Uffici Giudiziari, Giudici), non dispongano ulteriori rinvii indifferenziati dell'attività giudiziaria oltre l'11 maggio 2020.

In una fase in cui, fortunatamente, la curva pandemica sembra iniziare a discendere, grazie al massiccio distanziamento sociale imposto oramai da circa due mesi, può ragionevolmente ritenersi che impiegando adattamenti procedurali piuttosto semplici, tale rinvio generalizzato possa essere evitato, in modo particolare nelle procedure esecutive immobiliari, ma
anche mobiliari e presso terzi, oltre che fallimentari/concorsuali, in cui residua da compiere la sola distribuzione dell'attivo già acquisito alla procedura, fase questa che, in un momento di grave emergenza sanitaria, ma anche economica, consentirebbe invece di immettere nel sistema la cospicua liquidità disponibile nella casse giudiziarie.

Strumenti organizzativi già espressamente previsti dallo stesso art. 83, comma 7, lett. f) e h), DL 18 del 17 marzo 2020, quali udienze in videoconferenza con piattaforma Microsoft Teams e/o a trattazione scritta con adozione di provvedimenti fuori udienza, in quanto idonei a garantire il pieno rispetto delle vigenti misure sanitarie, ben possono essere già ora utilizzati in modo uniforme e generalizzato, in luogo di inutili rinvii generali; sarebbe ingiustificato continuare a paralizzare una parte nevralgica del sistema giudiziario e tutti i suoi attori, laddove siano già disponibili procedure alternative che, peraltro, si rivelano dotate di particolare utilità pratica, non solo nell'attuale fase emergenziale Covid-19, ma anche nella gestione ordinaria cui, si auspica, potrà ritornarsi il prima possibile.

Nel contesto in esame, va da ultimo valorizzato che, in virtù delle espresse indicazioni generali contenute nell'incipit dell'art. 83, c. 6, DL 18/2020, l'intenzione del legislatore è stata, non solo di adottare nel brevissimo termine (in origine sino al 22.3.2020, poi 15.4.2020, ora 11 maggio 2020) generalizzati rinvii di udienze e sospensioni dei termini processuali per contrastare l'emergenza epidemiologica Covid-19, ma anche di "contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria".

In sostanza, l'idea base dell'impianto normativo d'urgenza sanitaria è stata di individuare un primo breve periodo "cuscinetto", di sospensione quasi totale dell'attività giudiziaria, così da consentire ai diversi attori in scena di organizzarsi, ma per poi riprendere subito a svolgere l'attività con nuovi strumenti operativi in grado di evitare, appunto, gli effetti negativi per il sistema giudiziario.

2. – Prassi distributive per i Tribunali in cui l'udienza ex art. 596 cpc è sempre fissata dinanzi al G.E.

Una panoramica comparativa delle prassi adottate per la fase distributiva nelle esecuzioni immobiliari lascia emergere che vi sono, in primo luogo, Tribunali in cui l'ordinanza di delega non attribuisce al professionista incaricato della vendita la possibilità di approvare dinanzi a sé il progetto di distribuzione, già predisposto e inviato alle parti, ma dispone che il progetto debba sempre essere approvato e/o reso esecutivo in apposita udienza dinanzi al GE.

Per tali ipotesi possono individuarsi le seguenti prassi operative, che andrebbero adottate con la massima urgenza imposta dalla pandemia Covid-19, potendo poi rimanere acquisite al sistema anche in regime di normalità, quando l'emergenza sarà passata, speriamo nel più breve tempo possibile.

Al fine di comprendere a pieno i margini di operatività delle prassi proposte, è utile condurre la disamina del tema in rapporto ai diversi periodi temporali che la ricordata normativa vigente contempla in materia di procedimenti civili/esecutivi.

- Periodo "cuscinetto" dal 9.3.2020 sino all'11 maggio 2020 (o altra data prorogata)
Vista la necessità di accelerare i tempi, in assenza di contestazioni, è utile disporre l'approvazione del progetto di distribuzione dinanzi al professionista delegato, senza celebrazione di udienza dinanzi al GE.

Come è noto, il combinato disposto degli artt. 591 bis, n. 12, 596, comma 1 e 598 c.p.c., consente di delegare anche l'udienza per l'approvazione del progetto di riparto al professionista.
Trattasi, peraltro, di prassi già diffusa in diversi uffici giudiziari, oltre che espressamente recepita nelle "Linee guida in materia di buone prassi nel settore delle esecuzioni immobiliari", adottate l'11.10.2017 dal C.S.M. (reperibili sul sito https://bit.ly/2QO91xh) che ritiene tale prassi persino preferibile rispetto all'alternativa approvazione dinanzi al G.O.T. incaricato.

Sul piano operativo, già nel periodo "cuscinetto", su istanza telematica depositata dalle parti o dal Delegato nelle singole procedure o, ancora meglio, con provvedimento/circolare depositato in tutti i fascicoli telematici delle procedure pendenti in fase di distributiva, il GE, a parziale modifica e integrazione dell'ordinanza di delega, può revocare l'eventuale udienza già fissata per l'approvazione del progetto di distribuzione e disporre procedersi come di seguito riepilogato:


a) per i progetti già inviati alle parti, con termini scaduti senza osservazioni o concordati già prima dell'inizio del periodo "cuscinetto", il Delegato, non tenendo una vera e propria "udienza", che spetta solo al Giudice tenere, potrà limitarsi a redigere dinanzi a sé un verbale di approvazione e contestuale dichiarazione di esecutività, provvedendo poi ad eseguire i relativi pagamenti nel più breve tempo possibile ed estinguere il conto della procedura nel caso di ripartizione finale; solo per i progetti con osservazioni irrisolte, su istanza del Delegato, il GE potrà pronunciarsi sulle osservazioni e approvare il piano di riparto (così ha disposto Tribunale Venezia 1 aprile 2020; Tribunale Padova 1 aprile 2020).
Tale provvedimento potrà essere reso, preferibilmente, fuori udienza in applicazione della procedura di trattazione scritta contemplata dall'art. 83, c. 7, lett. h, DL 18/2020 o, in subordine, all'esito di udienza telematica all'uopo fissata in data successiva al periodo "cuscinetto" e tenuta in videoconferenza su piattaforma Microsoft Teams ai sensi della lettera f) del medesimo art. 83. Sulle procedure da seguire a cura del Delegato per evitare e/o ridurre al minimo la circolazione e l'accesso fisico agli uffici, più in dettaglio, si legga oltre, punti c) e seguenti;

b) per i progetti non ancora inviati alla data di inizio del periodo "cuscinetto", il Delegato potrà procedere al deposito telematico del progetto di distribuzione (finale o parziale pari al 90% delle somme ricavate dalla vendita dei lotti venduti) e relativa contestuale comunicazione alle parti e al debitore esecutato, con assegnazione di dieci giorni per presentargli eventuali osservazioni ed espresso avvertimento che in mancanza di osservazioni nel termine assegnato il progetto sarà approvato e diverrà esecutivo; in caso di osservazioni, fissazione di ulteriore termine di dieci giorni al Delegato per accogliere o meno le osservazioni ovvero addivenire ad un progetto di distribuzione concordato con le parti.

La predetta comunicazione del progetto potrà essere eseguita dal Delegato nelle seguenti forme: - pec ai difensori delle parti costituite; - pec al debitore non costituito; - in mancanza di pec del debitore, pec in Cancellaria del Tribunale o telegramma o raccomandata a.r. on line (servizi disponibili sul sito di Poste Italiane) all'indirizzo conosciuto del debitore, email ordinaria al debitore con conferma di ricezione sottoscritta.
Sino all'11 maggio 2020 (o altra data eventualmente prorogata), caratterizzata da sospensione totale dei termini processuali, tale meccanismo di avvio della fase distributiva subirà un immediato arresto.

Come detto, infatti, i termini da assegnarsi alle parti per osservazioni e, di conseguenza, tutti i termini e incombenze successivi, in quanto termini processuali, saranno sospesi e inizieranno a decorrere dal 12 maggio 2020 o dal giorno successivo alla diversa data prorogata.
Considerato che la sospensione dei termini processuali è un beneficio, un diritto facoltativo rinunciabile, l'unico modo per evitare tale arresto immediato potrebbe essere di stimolare le parti, in assenza di osservazioni da proporre, a comunicare formale accettazione scritta del progetto, anche in pendenza del periodo di sospensione, con espressa rinuncia ad avvalersene.
c) scaduti i suddetti termini senza osservazioni o concordato con le parti il progetto di distribuzione, il Delegato redigerà dinanzi a sé un verbale di approvazione e contestuale dichiarazione di esecutività del progetto, provvedendo quindi al deposito telematico di relazione riepilogativa, allegando il predetto unitamente alle prove dell'attività svolta, con contestuale istanza di emissione mandato di pagamento "elettronico" e invio di comunicazione alle parti nelle stesse forme sopra specificate sub b).

Qualora si ritenga che il verbale di approvazione del progetto distributivo debba essere non solo comunicato, ma notificato alle parti costituite e al debitore non costituito, sempre al fine di evitare l'accesso all'UNEP per la relativa notifica cartacea, il GE, anche in esercizio dei poteri attributi dall'art. 151 cpc, potrà disporre che il Delegato, estratta copia e attestatane la conformità all'originale del verbale di approvazione e dichiarazione di esecutività del progetto di distribuzione depositato nel fascicolo telematico, provveda alla relativa notifica, a sua scelta, mediante UNEP oppure in proprio (ove a tanto già abilitato dal COA) oppure nelle altre forme alternative sopra indicate in riferimento al caso della sola comunicazione.

Compiute le predette formalità, il Delegato procederà ai pagamenti nel più breve tempo possibile, mediante bonifici bancari verso gli IBAN previamente indicati dai creditori.
Sulle modalità operative per i mandati elettronici, in luogo di quelli cartacei che implicano necessità di accesso fisico agli uffici di Cancelleria e alle filiali degli Istituti bancari detentori del conto corrente e/o deposito della procedura, può prospettarsi il seguente percorso sperimentale, con auspicata adozione generalizzata per il futuro: il Delegato deposita la predetta relazione riepilogativa, con contestuale istanza telematica di emissione mandato, allegando il progetto approvato e il testo del mandato predisposto sul modello in uso al Tribunale; il GE, previe verifiche del caso, sottoscrive il mandato con propria firma elettronica e lo deposita nel fascicolo telematico; il Cancelliere accetta il deposito e invia il mandato tramite contestuale pec al Delegato e pec/peo alla filiale dell'Istituto di credito competente; al fine di limitare al massimo gli spostamenti non necessari, soprattutto nell'attuale fase emergenziale, il Delegato, sempre tramite pec/peo alla filiale, chiede disporsi i bonifici bancari come da riparto, con indicazione degli IBAN previamente indicati dai creditori (tale procedura di emissione dei mandati elettronici ai tempi del Coronavirus è stata, ad esempio, adottata con circolare del Tribunale Crotone 25 marzo 2020). Potrebbe anche adottarsi la strada, già percorsa in alcuni Tribunali, di abilitare i delegati al compimento di tali operazioni mediante home banking, sempre previo mandato e autorizzazione espressa del GE. Trattasi di modalità operative di particolare utilità pratica che, evidentemente, dovranno essere affinate in dettaglio con la collaborazione dei diversi operatori coinvolti (giudici, cancellieri, impiegati bancari). Certo è che esistono gli strumenti per evitare la paralisi distributiva, anche ai tempi del Coronavirus!!

Da ultimo, eseguiti i pagamenti nel più breve tempo possibile, nel caso di ripartizione finale, potrà estinguersi il conto della procedura.

Per inciso, in merito agli strumenti processuali disponibili per eventuale controllo di legittimità dell'intera attività svolta dal Delegato in sede distributiva, si ricorda che le parti e gli interessati potrebbero pur sempre proporre ricorso al GE ex art. 591 ter cpc;

d) compiute le suddette formalità ad opera del Delegato, in caso di distribuzione parziale, la procedura potrebbe proseguire per ogni ulteriore provvedimento sui lotti invenduti, da adottarsi preferibilmente all'esito di trattazione scritta, in luogo dell'udienza ordinaria, ex art. 83, c. 7, lett. h, DL 18/2020, anche in data auspicabilmente compresa nel periodo cuscinetto (11 maggio 2020/30 giugno 2020) o, in alternativa, all'esito di udienza telematica all'uopo fissata in data successiva al periodo "cuscinetto" e tenuta in videoconferenza su piattaforma Microsoft Teams ai sensi del medesimo art. 83, lettera f); in caso di distribuzione finale, seguirà il provvedimento di estinzione della procedura ad opera del GE;

e) qualora all'esito della procedura dinanzi al Delegato le parti non pervengano all'approvazione concordata del progetto distributivo nelle forme sopra indicate, su istanza telematica depositata dal Delegato, il GE, anche in forza di quanto previsto della predetta disciplina emergenziale in materia di trattazione scritta (art. 83, c. 7, lett. h, DL 18/2020), anziché fissare l'udienza di comparizione delle parti dinanzi a sé nelle modalità ordinarie, esaminate le osservazioni già proposte dalle parti, in data successiva all'11 maggio 2020 (o altra data prorogata) potrà adottare fuori udienza, anche in applicazione dell'art. 591 ter c.p.c., il provvedimento di approvazione ed esecutività del piano di riparto, ivi risolvendo le controversie distributive non risolte dal Delegato (in tal senso si è espresso Tribunale Napoli Nord 31.3.2020; per l'approvazione del progetto fuori udienza, anche in applicazione dell'art. 491 ter c.p.c. che consente al Giudice di risolvere con decreto le difficoltà segnalate dal Delegato nel corso delle operazioni di vendita, v. Tribunale Mantova 9 aprile 2020);

f) decorsi 20 giorni dall'avvenuta comunicazione/notificazione alle parti, nelle stesse forme sopra indicate sub b), in mancanza di opposizioni, il Delegato eseguirà i pagamenti come da progetto di distribuzione approvato dal GE;

g) all'esito, potrà procedersi come specificato sub d): in caso di distribuzione parziale, per i lotti invenduti, proseguo con trattazione scritta; in caso di distribuzione finale, dichiarazione di estinzione.

h) In alternativa al percorso sopra delineato, che in sostanza rende impossibile l'approvazione del riparto nel periodo cuscinetto sino all'11 maggio 2020, vista anche la ratio agevolativa cui è opportuno ispirarsi nell'attuale momento congiunturale, sarebbe preferibile giungere all'approvazione del progetto dinanzi al GE, previa declaratoria di "urgenza" ex art. 83, c. 3, lett. a), DL 80/2020.

Come anticipato, sulla premessa che la procedura esecutiva immobiliare si articola in diversi subprocedimenti a comparti stagni, può prospettarsi che la fase di distribuzione dell'attivo vada considerata come subprocedimento autonomo, a sé stante, connotato da "urgenza" e, quindi, non soggetto ad alcun obbligo di rinvio delle udienze e sospensione dei termini processuali, anche nel periodo cuscinetto.
In linea con tale innovativa e condivisibile prospettazione, può svilupparsi la seguente prassi operativa alternativa.

In sostanza, già nell'attuale periodo sino all'11 maggio 2020, il G.E., preferibilmente d'ufficio, con provvedimento circolare a valere per tutti i fascicoli in fase distributiva, o in alternativa su istanza di parte o del professionista delegato; - valutato che il ritardo nella trattazione e approvazione del progetto depositato dal professionista possa arrecare grave pregiudizio alle parti, quali ad esempio i creditori che, nell'attuale fase di grave crisi economica derivata dalle misure emergenziali Covid-19, si vedrebbero ingiustamente privati di importanti liquidità disponibili nella casse giudiziarie; - dichiarata l'urgenza di procedere alla trattazione del progetto senza ulteriore ritardo; visto e applicato l'art. 83, c. 3, lett a), DL 18/2020, potrà tenere le udienze ex art. 596 c.p.c. nelle date già fissate e ricadenti nel periodo cuscinetto sino all'11 maggio 2020, fissare poi quelle in attesa di fissazione e, ove possibile, ricalendarizzare in anticipo quelle già fissate in data successiva.

In tali ipotesi di trattazione dichiarata "urgente", per la procedura di approvazione, potrebbero poi seguirsi le recenti linee guida elaborate dal gruppo di lavoro del Cespec, con progetti di distribuzione approvati in assenza delle parti.

In particolare, i GE, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 596 e 597 c.p.c., potranno tenere le udienze di approvazione, previo decreto con il quale invitano le parti a non comparire all'udienza in assenza di contestazioni, avvisando che in tal caso, nella ipotesi di mancata comparizione, il progetto sarà approvato ex art. 597 c.p.c..


Nel caso in cui le parti invece intendessero sollevare contestazioni, queste andranno formulate con note scritte depositate nel fascicolo telematico entro cinque giorni anteriori all'udienza; in tal caso, il GE adotterà fuori udienza il provvedimento di approvazione e dichiarazione di esecutività del progetto, ivi statuendo anche sulle contestazioni delle parti.
Tale strada, conservando pur sempre nelle mani del GE la gestione e la calendarizzazione dinanzi a sé di diversi fascicoli, con ogni connesso impiego di personale e risorse di cancelleria, appare tuttavia meno spedita ed efficace rispetto alla prospettata alternativa di ampliare la delega al professionista, soprattutto per le ipotesi in cui le parti già prima non abbiano proposto osservazioni nel termine usualmente assegnato dal delegato all'atto di invio del progetto.
In tale ultimo caso, decisamente frequente nella pratica, nessuna udienza dovrà fissarsi innanzi al GE e comunicarsi dalla Cancelleria alle parti, nessun invito a non comparire, ma spetterà soltanto allo stesso Delegato redigere verbale di approvazione del progetto ed eseguire i relativi pagamenti con il percorso operativo semplificato sopra delineato.


- Periodo successivo dal 12 maggio 2020 (o altra data prorogata) sino al 30 giugno 2020

In questa seconda fase, non essendoci più alcuna sospensione dei termini processuali, su istanza telematica depositata dalle parti o dal Delegato nelle singole procedure o, come auspicato, con provvedimento/circolare depositato in tutti i fascicoli telematici delle procedure pendenti in fase distributiva, il G.E., a parziale modifica e integrazione dell'ordinanza di delega, revocata l'eventuale udienza già fissata per l'approvazione del progetto di distribuzione, potrà disporre che si proceda all'approvazione del progetto, con le stesse modalità operative specificate ai punti da a) a g) del presente paragrafo.

3. – Segue: …..i Tribunali in cui l'udienza ex art. 596 cpc è fissata dinanzi al G.E. solo in caso di controversie distributive.

Nel caso in cui l'ordinanza di delega già attribuisca al professionista l'autonomia di approvare dinanzi a sé il progetto di distribuzione predisposto e inviato alle parti, rimettendone l'approvazione dinanzi al GE solo in caso di osservazioni delle parti, si propongono le seguenti modalità operative.
- Periodo "cuscinetto" sino al 11 maggio 2020 (o altra data prorogata)
Si è detto che nella fase sino all'11 maggio 2020, ovvero sino alla nuova data eventualmente prorogata con successivi provvedimenti normativi emergenziali, vigendo la sospensione totale dei termini processuali, salvo aderire alla ricordata tesi di trattazione "urgente" non soggetta a sospensione, il Delegato dovrà sempre considerare che i termini assegnati alle parti per osservazioni, e tutti i termini e incombenze successivi, inizieranno a decorrere dal 12 maggio 2020 o dalla diversa prorogata.
Per tale motivo, in virtù della delega già ricevuta, esperita la fase sopraindicata al punto b) del paragrafo 2., le ulteriori fasi potranno svolgersi con le stesse modalità sopra dettagliate, ma sempre e solo dopo il decorso dei termini assegnati alle parti (calcolati considerando il periodo di sospensione).

In alternativa, qualora, si aderisca alla sopra esposta tesi per cui, soprattutto in questo momento storico, la fase distributiva ha carattere "urgente" e, pertanto, non soggetta a rinvii e sospensioni, il GE, previa declaratoria di urgenza, potrà disporre che il Delegato proceda senza indugio a compiere dinanzi sé tutte le consuete attività occorrenti per l'approvazione del progetto, ricorrendo al GE per il solo caso di contestazioni irrisolte con le parti, il tutto seguendo i passaggi come in dettaglio esposti nel precedente paragrafo 2.
- Periodo successivo dall'11 maggio 2020 (o altra data prorogata) sino al 30 giugno 2020
In tale periodo, non essendoci più sospensione dei termini processuali, il Delegato potrà subito compiere dinanzi sé l'intera fase distributiva, con le stesse modalità operative specificate nel precedente paragrafo 2., rimettendo gli atti al GE nel solo caso in cui non pervenga all'approvazione del progetto di distribuzione concordata con le parti.

4. – Conclusioni

All'esito della disamina che precede il dato che può trarsi è che, pur nel dovuto rispetto dell'attuale legislazione sanitaria-emergenziale, di "guerra" all'invisibile pandemia Covid-19, il sistema processuale vigente dispone di concrete modalità operative che, ove auspicabilmente recepite in modo uniforme, ben possono consentire, anche nell'emergenza, di compiere l'importante fase distributiva dell'attivo e chiudere l'intera procedura esecutiva in tempi molto brevi, con il lodevole effetto di immettere subito nel sistema economico i cospicui importi disponibili nella casse giudiziarie, altrimenti immobilizzati senza reale giustificato motivo, proprio in un momento in cui vi è estrema necessità di immediate risorse liquide.
L'unico fattore che si appalesa idoneo ad impedire, o a spostare più lontano nel tempo, il raggiungimento di tale effetto lodevole è costituito dall'adozione di ulteriori lunghi periodi di rinvio delle udienze e sospensione dei termini processuali che, invece, per le indicate ragioni, non sembrano giustificati, soprattutto per la fase di distribuzione del ricavato espropriativo.
E, infine, le prassi operative virtuose, ora elaborate per l'urgente necessità di contrastare gli effetti negativi della pandemia sul sistema giudiziario, ben potranno poi rimanere in uso, nei loro tratti essenziali e con gli opportuni adattamenti, quando il sistema tornerà a regime ordinario, con notevole recupero di efficienza e tempestività di risposta alle istanze di tutela creditoria.

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