Diritto24 intervista il Prof. Vincenzo Lusa, docente di Diritto penale e Antropologia delle Devianze

24/05/2019 10:59

Neuroscienze forensi e Genetica comportamentale applicata all'esplorazione spaziale, ne parliamo con il Prof. Vincenzo Lusa, docente di Diritto penale e Antropologia delle Devianze, presso vari atenei universitari italiani

Il prof. Vincenzo Lusa è autore, congiuntamente alla Prof.ssa Annarita Franza, dell'Università degli Studi di Firenze, della teoria pertinente al Neurocrimine applicato all'esplorazione spaziale, la quale si focalizza sull'ideazione di un protocollo scientifico volto a salvaguardare gli astronauti che si trovino impegnati in missioni spaziali caratterizzate da una lunga durata e indirizzate oltre l'orbita lunare, come ad esempio quella prevista nell'agenda della NASA verso Marte o asteroidi di tipologia NEA.

L'Università degli studi di Firenze ha pubblicato i risultati del protocollo in argomento nella pubblicazione accademica in peer-review: SUBSTANTIA "An International Journal of the History of Chemistry", in Research -Vol.2 , n.2,pag.73-80, Firenze University Press, 2018.

La suddetta teoria nasce da un teorema più generale denominato Criminogenesi Evolutiva (Lusa et al., 2012) pubblicato in sede accademica a livello internazionale, che suggerisce che la violenza sia stata un fattore adattativo per l'uomo nel corso della sua evoluzione.

Prof. Lusa in cosa consiste il protocollo di Neurocrimine applicato all'esplorazione spaziale?

Il summenzionato protocollo, in modalità del tutto innovativa, si basa sullo studio di alcuni processi penali dibattuti in Italia e basati sule Neuroscienze forensi e la Genetica comportamentale. In tali casi giudiziari, gli imputati sono stati riconosciuti parzialmente incapaci di intendere e di volere, a seguito di perizie giudiziarie, in virtù di certune anomalie riscontrate nel loro encefalo, ed alla presenza, nel loro genoma, di alcuni alleli (polimorfismi genetici) in grado di predisporre e provocare in costoro atti caratterizzati da estrema violenza in risposta ad agenti stressori. La denominazione giuridica e scientifica per questi ultima fenomenologia è: "vulnerabilità genetica" .

Oltre ai predetti parametri, le Neuroscienze forensi hanno preso in esame importanti anomalie cerebrali poste a carico del Telencefalo (sede dell'elaborazione delle emozioni e distretto anatomico deputato al controllo degli atti impulsivi), le cui malformazioni possono essere causa scatenante di improvvisi atti di inusitata violenza.

Il protocollo in questione, rileva che la NASA non ha mai compiuto tali accertamenti sui propri astronauti e il riscontro di tali anomalie cerebrali, nonché la presenza dei suddetti neuro marcatori predittivi del comportamento criminale, potrebbe rivelarsi essenziale (o fatale nel caso essa non venga attuata) nel momento in cui gli astronauti, che siano portatori inconsapevoli delle suddette disfunzioni, si trovino per lunghi periodi lontani dalla Terra ed in balia di avvenimenti ignoti o sottoposti ad alti livelli di stress che potrebbero in loro ingenerare atti violenti incontrollabili, mettendo in pericolo i componenti degli equipaggi, prendendo altresì in considerazione l'interazione tra i cosmonauti e i nuovi ambienti ove i predetti si troverebbero ad operare.

Lo studio è stato oggetto di numerose pubblicazioni

Il protocollo in parola è stato inizialmente pubblicato nell'ambito del congresso mondiale di Scienze Forensi, tenutosi a Las Vegas (Nevada) nell'anno 2016, a cura dell'American Academy of Forensic Sciences (AAFS in Google), la più importante istituzione mondiale di Scienze Forensi del mondo ed organo consultivo giuridico della Casa Bianca, nella Psychiatry & Behavioral Science Section (trovando immediato riscontro su media americani.

Recentemente, l'osservatorio astronomico e polo didattico "La Torre del Sole" (Bergamo-Brembate) ha indetto una conferenza dal titolo: "Crimine e Spazio" il 27 settembre u.s. invitando il sottoscritto e la collega Franza ad esporre la suddetta teoria in aggiunta alle tematiche quanto mai attuali nel campo oggi denominato Cosmic Forensic. La conferenza è stata talaltro riproposta presso l'Università degli studi di Bologna nel mese di febbraio 2018.
Aggiungo a corollario finale che l'APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) ha certificato in sede ASI, nell'anno 2017, il protocollo in parola

Un'ultima domanda professore: quali sono le possibili applicazioni di queste valutazioni in sede penale?


In sede penale le applicazioni sono molteplici :comprendere la reale capacità di intendere e di volere del soggetto attivo di reato e di conseguenza se l'iter criminis del suddetto possa configurare l'imputabilità o escluderla per motivi patologici dovuti a anomalie genetiche o anatomiche.

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