LA SFIDA DEI NUOVI MEZZI DI VENDITA ALTERNATIVI: LE SOLUZIONI PER LE AZIENDE

29/05/2019 10:41



Avv. Mauro Festa

LegalFor, studio legale italiano con sedi all'estero, nasce nel 2014 e si distingue per essere in grado di offrire consulenza in ambiti di grande innovazione. Grazie all'esperienza maturata nel gestire e risolvere la complessità di problematiche legate al mondo digitale, spesso i clienti si rivolgono al nostro studio e al sottoscritto (Managing Partner e fondatore dello stesso) per rivolvere questioni di business legate all'utilizzo di nuove tecnologie particolarmente complesse e che fino a quel momento sono state affrontate con un approccio poco efficace, ai fini di un corretto impatto sui processi aziendali e/o con modalità poco "appealing" per i clienti.

Uno dei "case history" di successo dello studio, per l'appunto, ha riguardato una modalità di vendita alternativa: quella a mezzo Whatsapp. Nel caso di specie, l'applicazione di enorme diffusione e popolarità per la sua funzione "chat" con 1,5 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo, è stata impiegata come strumento di vendita dei prodotti del cliente dello studio. Trattandosi di una modalità del tutto innovativa e non specificamente regolata dalla normativa di riferimento, la consulenza prestata si è focalizzata nel definire un modus operandi che rendesse possibile, partendo dalle norme a disposizione e con i minor rischi possibili per l'azienda, la vendita e l'acquisto tramite WhatsApp.

Ai fini della suddetta analisi è stato essenziale identificare preliminarmente le norme applicabili al caso "de quo", per poi tramutare i principi ivi presenti in "disclaimers" legali da sottoporre ai potenziali consumatori interessati all'acquisto, senza compromettere però (e questa era la sfida più ardua) la "usability" e la velocità di interazione dello strumento utilizzato.

Senza scendere nel dettaglio della disciplina, le basi giuridiche su cui si è lavorato sono state: la normativa in materia di privacy al tempo applicabile, il D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo), il D.Lgs. 185/1999 (disciplina sui contratti a distanza), D.Lgs. 70/2003 (commercio elettronico) e l'art. 1341 del codice civile (condizioni generali di contratto).

Del primo rileva il contenuto della privacy policy adottata dal titolare in conformità al Codice in materia di protezione dei dati personali, nonchè la necessità di ottenere o meno, da parte dei soggetti interessati al trattamento dei dati, il consenso preventivo. E' stato essenziale non solo definire, quindi, il corretto contenuto dell'informativa, ma anche delineare le modalità con cui la stessa potesse essere messa efficacemente a disposizione dei consumatori nonché l'obbligatorietà o meno di ottenere un consenso espresso, libero e preventivo.

Per quanto concerne le restanti discipline applicabili, rileva l'esatta definizione dei termini e condizioni di vendita e della conseguente necessità o meno di accettazione scritta.
Ciò premesso, la successiva fase di consulenza e analisi ha definito le modalità concrete con cui l'operatore, addetto alla vendita a mezzo APP, possa concludere la stessa nel rispetto delle suddette fonti.

Il modus operandi delineato parte dalla definizione, in primo luogo, del messaggio di chat inviato al cliente, che dovrà includere una serie di informazioni essenziali. Ai sensi dell'art. 51 co. 2 del Codice del Consumo, inoltre, il consumatore dovrà essere messo a conoscenza del fatto che il suo ordine implica l'obbligo di pagare una determinata somma, e la società dovrà tenere in debita considerazione le conseguenze derivanti da una eventuale inosservanza di tale disposizione. In capo a quest'ultima, sussiste infine un obbligo di consegna della conferma d'ordine, i cui tempi e modalità di trasmissione sono stati anch'essi oggetto della consulenza in materia.

Nelle osservazioni finali si rileva che la società, ai sensi dell'art. 7 del D.Lgs. 70/2003, è tenuta in aggiunta a rendere facilmente accessibili alcune informazioni generali obbligatorie (nome, denominazione o ragione sociale, estremi identificativi, etc.), inserendole eventualmente all'interno delle Condizioni Generali di vendita.

Infine, si è stata affrontata la problematica, di grande impatto a livello aziendale, dello sfruttamento dell'applicazione Whatsapp per l'eventuale raccolta dei dati personali dei consumatori e il loro successivo utilizzo per la promozione di attività di tipo pubblicitario, concentrandosi sulle criticità sollevate dalla normativa e fornendo possibili soluzioni che permettano di porre in essere l'attività di CRM e/o di profilazione.

In conclusione, la consulenza fornita dal nostro studio, qui sinteticamente riportata, risponde alle nuove esigenze di un business non più ancorato alle forme tradizionali di marketing ma rivolto all'impiego di tecnologie di ultima generazione, preoccupandosi di trovare il corretto bilanciamento tra le esigenze di velocità e immediatezza che caratterizzano il mondo digitale e una tutela giuridica che, non essendo desumibile da una regolamentazione ad hoc, deve essere spesso ricavata dalle fonti normative vigenti, attraverso un processo logico finalizzato a incentivare il progresso tecnologico, il business e la sinergia tra i due.

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