governance per le PMI italiane

Dal 2019 organi di controllo o revisori legali obbligatori per le PMI in veste di SRL e Coop

| 03/06/2019 09:57


di Angelo Paletta, docente di management e amministratore di GuttaFin


A livello legislativo ci sono novità significative sul piano dell'organizzazione e della governance per le PMI italiane che hanno la veste societaria delle SRL e delle Cooperative. Nell'ordinamento giuridico è stata resa obbligatoria l'introduzione degli organi di controllo o di revisione legale di conti al superare di precise soglie di fatturato e di dipendenti. I nuovi adempimenti fanno parte di una più ampia ristrutturazione normativa che ha trovato luogo con la Legge 19 ottobre 2017 n. 155, recante la «Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza».

Infatti, alla fine della XVII Legislatura il Parlamento ha affidato all'Esecutivo il compito di redigere un Testo unico disciplinante le situazioni di crisi o di insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, ovvero imprenditore che eserciti, anche non a fini di lucro, un'attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato e degli enti pubblici. I principi e i criteri fondamentali del nuovo Codice si fondano sulla Raccomandazione 2014/135/UE della Commissione del 12 marzo 2014 applicante un "Nuovo approccio al fallimento delle imprese e all'insolvenza" e sul Regolamento UE n. 2015/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015 relativo alle procedure di insolvenza. Nella XVIII Legislatura il Governo guidato dal presidente Giuseppe Conte ha licenziato il "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza", testo legislativo emanato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che entrerà in vigore dal 15 agosto 2020.

Tuttavia, lo stesso Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14 ha già reso vigenti dal 16 marzo 2019 l'articolo 27, comma 1, e gli articoli 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388. In particolare, l'articolo 379 disciplina la nomina degli organi di controllo delle società e modifica i commi 2 e 3 dell'articolo 2477 del Codice civile, che circoscrive gli obblighi di nomina del sindaco e del revisore legale dei conti nelle PMI.

Infatti, «la nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;

3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità». I parametri soglia scelti dal legislatore italiano sono pressoché sovrapponibili a quelli tratteggiati dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese. Lo stesso legislatore ha stabilito che quest'obbligo di nomina del sindaco o del revisore legale dei conti viene meno se per tre esercizi consecutivi l'impresa non supera alcuno dei limiti soglia. La stessa norma impone alle nuove SRL e alle nuove società cooperative di prevedere nell'atto costitutivo e nello statuto l'obbligo della nomina degli organi di controllo o del revisore al superamento delle soglie fissate dalla legge. Invece, per le SRL e le cooperative già esistenti diventa necessario uniformarsi alle nuove disposizioni entro il 16 dicembre 2019.

Al momento non sono previste delle sanzioni se entro nove mesi le società non si adeguano, ma le aziende si espongono ai molteplici rischi stabiliti dall'articolo 2409 del Codice civile. Questo dettato civilistico può avere degli impatti molto penetranti nella gestione d'impresa: il Tribunale provvede alla nomina dell'organo di controllo o del revisore su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del Registro delle imprese se l'assemblea dei soci non adempie la legge quando approva un bilancio che supera i limiti indicati e non effettua la nomina entro trenta giorni. Gli amministratori, inoltre, possono essere denunciati dai soci e convocati in camera di consiglio dal Tribunale, che ha il potere di revocare gli amministratori e nominare un amministratore giudiziario. Non per ultimo, ai sensi del comma 1 n. 3 dell'articolo 2484 del Codice civile, il Tribunale potrebbe integrare una causa di scioglimento della società per impossibilità di funzionamento. Gli amministratori inadempienti nel convocare l'assemblea dei soci per nominare l'organo di controllo o il revisore potrebbero essere accusati di aver compiuto un illecito amministrativo. Non per ultimo, se una SRL non si adopera a rispettare l'obbligo previsto entro il 16 dicembre 2019, si espone al rischio di non poter adottare con piena efficacia quelle deliberazioni che presuppongano una qualche attività del collegio sindacale.

Per le SRL già costituite, che devono conformare lo statuto alle nuove disposizioni, sarà necessario procedere attraverso una deliberazione dell'assemblea dei soci con l'intervento del notaio che redigerà il verbale e lo iscriverà nel Registro delle imprese. Le novità introdotte in ambito societario hanno avvicinato il livello dei controlli delle SRL a quelli previsti nelle SPA.

Questa normativa è prevedibile che incentivi la trasformazione in SPA di quelle SRL che hanno raggiunto dei requisiti superiori alle soglie previste dal novellato articolo 2477 del Codice civile. Infatti, se il livello di controlli delle SRL "sopra soglia" è oramai in gran parte assimilabile a quello delle SPA, restano molto diverse e superiori le potenzialità delle SPA in termini di finanziamento tramite l'emissione di strumenti finanziari oltreché il modello organizzativo delle SPA è più gradito dal mondo bancario e dagli investitori. Se si volesse stimare una proiezione dell'impatto normativo che avrà il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza si potrebbe ipotizzare che le PMI italiane non quotate saranno meno opache e vi sarà l'induzione ad una loro maggiore capitalizzazione.

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