OSSERVATORIO TRUST

Il Trust: strumento formidabile da maneggiare con cura

| 18/12/2019 09:42


A pochi giorni dall'inaugurazione dell'osservatorio sul Trust – curato per Diritto24 dall'avv. Andrea Bosisio – si rende necessario analizzare un interessante parere reso dall'AdE in risposta all'interpello promosso da un contribuente in tema di imposte di donazione e successione applicabili all'apporto di beni e diritti in un Trust istituito ai sensi della Legge n. 112 del 2016 (c.d. Legge sul Dopo di Noi), soprattutto nell'ipotesi in cui il beneficiario ottenga la certificazione di disabilità grave in seguito all'istituzione dello Strumento.

Nella fattispecie concreta che si procederà ad approfondire, siamo al cospetto, pertanto, di un Trust ideato per la tutela di persone c.d. deboli.

L'intervento che si andrà ad esaminare dimostra come gli spunti di riflessione siano all'ordine del giorno. Quanto detto ad ulteriore conferma del fatto che, per garantire che lo Strumento venga istituito validamente e sia efficace per il perseguimento dell'intento che conduce il disponente a porlo in essere, si configuri come imprescindibile un costante aggiornamento da parte del professionista designato dal Settlor quale consulente. In un Paese che nei prossimi anni vedrà, considerate la duttilità e la formidabilità del Trust, una crescita esponenziale di questo istituto di origine anglosassone, l'advisor è chiamato a ricoprire un ruolo sempre più centrale ed è destinato a determinare, in maniera sempre più significativa, l'esito della pianificazione.

Precedenti interventi dell'osservatorio:

- necessario monitoraggio delle novità intervenute in tema di Trust – strumento poliedrico idoneo al perseguimento di molteplici esigenze – ed analisi della disciplina applicabile, in punto di imposte ipotecarie e catastali, all'apporto di beni immobili: "Il Trust: strumento formidabile da maneggiare con cura"


Trust "Dopo di Noi": certificazione disabilità grave successiva all'istituzione e rimborso imposte versate


Agenzia delle Entrare - Risposta n. 513 dell'11 dicembre 2019

FATTISPECIE CONCRETA E CONTESTO GIURIDICO/FISCALE

Nel caso affrontato in sede di interpello, il contribuente rappresenta il fatto di avere un figlio affetto da una disabilità marcata. Per questa ragione, al fine di preservare i suoi interessi è stato dato avvio – rinvenendosene i presupposti previsti dalla Legge - al procedimento avente ad oggetto la certificazione del livello di gravità dell'handicap (art. 3, comma 3 della Legge n. 104/1992). Poiché è intenzione dell'istante procedere all'istituzione di un Trust che abbia le caratteristiche di cui alla Legge sul Dopo di Noi, lo stesso si rivolge all'AdE al fine di ottenere alcune delucidazioni. Premesso che, a detta dell'interpellante, per quanto concerne gli apporti effettuati prima che il figlio sia stato accertato essere disabile grave nulla quaestio – essendo pacifico che tali adempimenti sarebbero soggetti alle imposte di donazione e successione come previste e disciplinate dal D.lgs. n. 346/1990 (c.d. TUS), con conseguente applicazione di aliquote e franchigie ivi indicate – il problema si pone con riferimento ai successivi accrescimenti del fondo in Trust. In particolare, ci si chiede se, una volta ottenuta la certificazione ai sensi della Legge 104/1992, i successivi trasferimenti siano da assoggettarsi alla disciplina ordinaria (TUS), oppure se possano trovare spazio, in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti dalla Dopo di Noi, le esenzioni di imposta previste dal Legislatore nel momento in cui venga in rilievo un Trust a tutela di persone deboli.

Prima di esaminare quale sia il parere fornito dall'AdE, appare opportuno rilevare come la Legge n. 112/2016 (c.d. sul Dopo di Noi, per l'appunto), sia stata introdotta al fine di favorire il benessere, l'inclusione sociale, la cura e l'autonomia delle persone affette da disabilità grave. Con l'intento di raggiungere gli scopi da ultimo richiamati, la norma è volta ad incentivare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze assicurative, la costituzione di quelli che vengono denominati "fondi speciali" e l'istituzione di Trust che abbiano come obiettivo la tutela degli individui di cui si desidera garantirne il benessere. Ed è in questi termini che la Legge sul Dopo di Noi costituisce la prima disposizione interna di stampo civilistico a richiamare espressamente lo Strumento di cui l'osservatorio si occupa.

Dal punto di vista operativo, il Legislatore ha previsto che, qualora siano soddisfatti una serie di requisiti, trovino applicazione alcune agevolazioni fiscali. Più nel dettaglio, le condizioni che devono sussistere sono previste dal comma 3 dell'art. 6. In tema di Trust, esse sono: a) lo Strumento deve essere necessariamente istituito per atto pubblico; b) l'atto istitutivo del Trust deve identificare, in maniera chiara e univoca, i soggetti coinvolti e i rispettivi ruoli, descrivere le funzionalità ed i bisogni specifici delle persone con disabilità grave, indicare le attività assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni delle persone con disabilità grave ex L. 104/1992; c) l'atto istitutivo deve individuare gli obblighi del Trustee con riguardo al progetto di vita e agli obiettivi di benessere che lo stesso deve promuovere in favore delle persone con disabilità grave ed indicare quali siano gli obblighi e le modalità di rendicontazione a carico del Trustee; d) gli esclusivi beneficiari del Trust devono essere persone con disabilità grave; e) i beni, di qualsiasi natura, apportati nel Trust devono essere destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali del Trust; f) l'atto istitutivo del Trust deve individuare chi sia preposto al controllo delle obbligazioni imposte all'atto dell'istituzione del Trust a carico del Trustee (soggetto che deve essere individuabile per tutta la durata del Trust stesso); g) l'atto istitutivo del Trust deve stabilire il termine finale della durata del Trust nella data della morte della persona con disabilità grave; h) l'atto istitutivo del Trust deve stabilire quale sia la destinazione del patrimonio residuo.

Al ricorrere di tutte le condizioni sopra esposte, l'art. 6 prevede le seguenti agevolazioni: esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni (D.lgs. n. 346/1990) nel momento in cui si verifica l'apporto in Trust; applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecarie e catastali ai trasferimenti di beni e diritti in favore del Trust; esenzione dall'imposta di bollo ((D.p.r. n. 642/1972) per gli atti, i documenti, le istanze, i contratti nonché le copie dichiarate conformi, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni poste in essere o richieste dal Trustee; in caso di conferimento di immobili (nonché di diritti reali gravanti sugli stessi) in Trust i Comuni possono stabilire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini dell'imposta municipale; in caso di premorienza del beneficiario rispetto al disponente, il trasferimento del patrimonio residuo è soggetto all'imposta di successione e donazione in considerazione del rapporto di parentela o coniugio intercorrente tra disponente/apportante e i destinatari di quanto distribuito. Qualora beneficiario de residuo dei beni in questione sia lo stesso disponente (o comunque il medesimo apportante, come precisato dallo Studio n. 3-2017/C Consiglio Nazionale del Notariato), si verificherà un'ulteriore esenzione dalle imposte di donazione e successione, nonché l'applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.

QUALI PRINCIPI ED IMPLICAZIONI SI TRAGGONO?

Gli spunti che è possibile trarre dalla Risposta n. 513 dell'11 dicembre 2019 dell'AdE sono di non poco momento.

Da un lato, infatti, condivisibilmente (stando sia al tenore letterale della norma che alla ratio ispiratrice della stessa), l'AdE conclude per la non usufruibilità delle agevolazioni previste nell'ipotesi in cui al beneficiario del Trust non sia ancora stato riconosciuto uno stato di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3 della Legge n. 104/1992. Inoltre, l'amministrazione finanziaria, altrettanto correttamente, specifica come gli atti di apporto effettuati successivamente all'ottenimento da parte del beneficiario dell'attestazione in discorso possano godere, invece, delle agevolazioni previste dalla Legge sul Dopo di Noi (sempre che ne ricorrano congiuntamente anche tutte le altre condizioni sopra elencate).

Sotto altro punto di vista, particolarmente interessante risulta essere la precisazione effettuata circa la possibilità del contribuente di chiedere il rimborso di un importo pari alla differenza tra l'imposta versata in sede di apporto iniziale – momento in cui mancava la certificazione ex Legge 104 – e quella effettivamente dovuta ai sensi della Legge sul Dopo di Noi. Quanto affermato, ovviamente, nella sola ipotesi in cui, dal documento emesso dall'ente preposto, risulti che lo stato di disabilità grave sussisteva già alla data in cui il Trust in questione è stato istituito.

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