OSSERVATORIO TRUST

Continua il percorso "pro contribuente": la Cassazione rigetta il ricorso dell'AdE

| 25/02/2020 14:55


L'osservatorio è curato per Diritto24 dall'avv. Andrea Bosisio – Wealth Management & Corporate Lawyer

Con il presente intervento dell'Osservatorio sul Trust si intende dare evidenza di una recente Ordinanza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione, la numero 2897 del 2020.


Il provvedimento di cui si è appena dato atto, come si avrà modo di vedere nel corso del presente approfondimento, si dimostra essere particolarmente interessante per una serie di ragioni. Una su tutte: la Corte di Cassazione, similmente a quanto fatto durante l'anno 2019, conferma l'indirizzo secondo il quale – salvo che non ricorrano alcune fattispecie di cui si avrà modo di dire oltre - l'apporto patrimoniale al Trust non può essere considerato manifestazione di capacità contributiva.

OSSERVATORIO TRUST >> TUTTI I CONTRIBUTI



Corte di Cassazione – Ordinanza n. 2897/2020

PRINCIPI ED IMPLICAZIONI


I principi espressi dalla Corte di Cassazione per mezzo dell'Ordinanza n. 2897/2020 risultano essere molto rilevanti, soprattutto se si considera come tale provvedimento costituisca un ulteriore tassello verso il raggiungimento di un indirizzo interpretativo consolidato.

Tuttavia, se da un lato la pronuncia oggetto di approfondimento contribuisce a chiarire quale sia l'approccio seguito dalla giurisprudenza di legittimità, dall'altro lascia qualche perplessità nella misura in cui le spese di lite vengono semplicemente compensate e non poste a carico del ricorrente.


In altre parole: viene data piena ragione al contribuente, si procede a ribadire come i principi espressi siano da considerarsi ormai cristallizzati, ma si pone in capo al contribuente l'onere di far fronte alle proprie spese. Sotto questo punto di vista, a modesto parere di chi scrive, si è persa una buona occasione per rendere ancora più carico di significato l'approdo raggiunto. Per vero, occorre dare atto del fatto che il Giudice di legittimità ha motivato espressamente tale decisione sull'assunto che la situazione di consolidamento giurisprudenziale si sarebbe verificata in un momento successivo rispetto alla proposizione del ricorso.


A questo punto, non resta che attendere quale atteggiamento verrà adottato qualora, eventualmente, vengano in rilievo ricorsi depositati sul finire dell'anno 2019.


Imposte ipotecaria e catastale


In tema di imposte ipocatastali, la Corte di Cassazione riprende l'indirizzo interpretativo di cui si è dato atto anche con precedente intervento dell'Osservatorio


Il ragionamento espletato è il seguente. Fuori dai casi in cui vengano in rilievo specifiche tipologie di Trust (la Corte richiama l'esempio di un Trust finalizzato alla liquidazione di beni nell'interesse dei creditori), il trasferimento che viene posto in essere dal Disponente a favore del Trustee "avviene a titolo gratuito e non comporta l'attribuzione definitiva allo stesso, che è tenuto solo ad amministrarlo ed a custodirlo, in regime di segregazione patrimoniale in vista del suo trasferimento ai Beneficiari".


La prima implicazione di quanto appena evidenziato consiste nel fatto che l'atto di cui si discute è soggetto a tassazione fissa per quanto concerne le imposte ipotecarie e catastali.


Imposta di donazione e successione


L'Ordinanza in analisi, come anticipato, risulta essere interessante anche con riferimento agli approdi interpretativi raggiunti in punto di imposta di donazione e successione.


La Suprema Corte, partendo dal presupposto argomentativo esposto all'interno del paragrafo precedente, evidenzia come ai fini dell'applicazione dell'imposta di cui si sta trattando sia necessario che venga in rilievo un trasferimento effettivo di ricchezza stabile e non meramente strumentale. Il principio appena espresso è direttamente deducibile da quanto statuito dal Legislatore per mezzo dell'art. 53 della Costituzione. Da tale osservazione discende che né l'atto istitutivo del Trust né quello di dotazione possono essere considerati trasferimenti imponibili ai fini che qui ci occupano.

La ragione di quanto appena esposto consiste nel fatto che tali adempimenti si configurano come meramente attuativi degli scopi di segregazione e di costituzione del vincolo di destinazione.


Effettuato il ragionamento appena espletato si comprende come, similmente a quanto in precedenza già osservato anche da Cass. Civ. n. 16699/2019, si debba considerare soggetto all'imposta di donazione esclusivamente l'atto di eventuale attribuzione del bene a favore del Beneficiario del Trust.


Infine, il provvedimento in commento conferma come si debba intendere superata l'interpretazione in forza della quale il Legislatore, per mezzo dell'introduzione dell'art. 2, comma 47 della Legge n. 286/2006 (norma che, è bene ricordare, ha ripristinato l'imposta sulle donazioni e successioni), abbia inteso istituire una vera e propria nuova imposta che colpisca tutti gli atti che costituiscono vincoli di destinazione.


Concludendo


In estrema sintesi, la Corte di Cassazione, per mezzo di un provvedimento breve ma incisivo, ha confermato l'indirizzo interpretativo già assunto nel corso dell'anno 2019. Facendo ciò, ha rigettato il ricorso proposto dall'AdE avverso la sentenza n. 1139/2018 emessa della CTR dell'Emilia Romagna ed ha contribuito a fare chiarezza su un argomento comunque spinoso, che troppo spesso costituisce uno dei principali motivi di incertezza che conducono soggetti interessati all'istituzione dello Strumento a percorrere altre opzioni pianificatorie, molto spesso meno efficienti ed efficaci.

Vetrina