TRIBUNALE DI ROMA

Consiglio nazionale forense con limite del doppio mandato

| 3/9/2019

Anche per le elezioni del Consiglio nazionale forense il limite del doppio mandato si computa tenendo conto degli incarichi svolti sotto la vigenza delle vecchie regole. È questa la posizione assunta dalla Sezione feriale civile del Tribunale di Roma, decisione del 2 settembre scorso , che in via d'urgenza ha ordinato al Cnf di ammettere quale proprio membro, in via provvisoria, il primo dei non eletti per il distretto di Catanzaro, in luogo di altro avvocato che in precedenza aveva già svolto due mandati consecutivi. Il Tribunale sul punto richiama ampiamente la sentenza della Cassazione a S.U (n. 32781/2018) relativa alle elezioni dei consiglieri degli ordini circondariali forensi affermando che si tratta della «medesima problematica».

In quella decisione la Suprema corte aveva affermato che «in tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell'art. 3, comma 3, secondo periodo, della legge 12 luglio 2017, n. 113, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati anche solo in parte prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che, a far tempo dall'entrata in vigore di detta legge (21 luglio 2017) e fin dalla sua prima applicazione in forza del comma 3 del suo art. 17, non sono eleggibili gli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi (esclusi quelli di durata inferiore al biennio ai sensi del comma 4 del medesimo art. 3 L. 113/17) di componente dei Consigli dell'ordine, pure se anche solo in parte sotto il regime anteriore alle riforme di cui alle leggi 31 dicembre 2012, n. 247 e 12 luglio 2017 n. 113».
Ebbene per il giudice unico del Tribunale di Roma Massimo Corrias tale principio «è sicuramente applicabile, oltre che alle elezioni dei COA, anche alle elezioni del CNF, posto che le Sezioni Unite hanno preso in considerazione una identica problematica concernente il divieto di rielezione per un terzo mandato consecutivo presente sia nella normativa sulle elezioni dei COA, (art. 3 della legge 113/2017 secondo cui "i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi") chi in quella concernente l'elezione del CNF (art. 34, co. 1, secondo periodo, della legge 247/2012 per il quale "i suoi componenti, non possono essere eletti consecutivamente più di due volte nel rispetto dell'equilibrio dei generi"), posto che, in entrambi i casi è configurabile il problema della rilevanza o meno, rispetto ai citati divieti dei mandati espletati nella vigenza delle pregresse normative». Per cui, prosegue la decisione, «interpretare l'art. 34, co. 1, secondo periodo, della legge 247/2012 nello stesso, modo in cui le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno interpretato l'art. 3 della legge 113/2017, come questo giudicante ritiene corretto, non significa interpretare estensivamente o applicare analogicamente una norma di stretta interpretazione ma interpretare due norme identiche aderendo all'interpretazione di una di queste già fornita dalle Sezioni Unite, della Corte di Cassazione, in mancanza di argomentazioni deponenti per una diversa interpretazione».

Neppure, prosegue la sentenza, può negarsi la estensibilità al CNF del principio affermato dalle S.U. «in considerazione delle diversità esistenti tra la normativa introdotta dalla legge 247/2012 e quella precedente e tra la stessa legge 247/2012, nella parte relativa all'elezione del CNF, e la legge 117/2017 relativa alle elezioni dei COA, non comprendendosi come la differente durata dei mandati prevista dalla legislazione precedente alle riforme del 2012 e del 2017 ovvero gli ulteriori limiti alla candidabilità previsti dalla vigente normativa per il CNF e per i COA possano influire sulla soluzione della questione della computabilità dei due mandati consecutivi espletati in tutto o in parte nella vigenza della, normativa anteriore alle citate leggi del 2012 e del 2017, posto che tale questione concerne il contenuto minimo comune (divieto di candidatura dopo due mandati consecutivi) dei divieti posti da entrambe le normative in esame al fine di garantire un periodico ricambio della composizione di detti organismi rappresentativi».

"La legge è uguale per tutti, anche per il CNF", ha dichiarato il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini. «In linea con quanto dalla stabilito a dicembre scorso dalla Corte di Cassazione per le elezioni dei consiglieri degli ordini circondariali forensi - prosegue -, oggi il giudice ordinario del Tribunale di Roma ha affermato che il limite del doppio mandato, nei termini affermati dai giudici di legittimità, vale anche per le elezioni dei componenti del Consiglio Nazionale Forense".

"Anche in questo ennesimo caso dovremo aspettare che si completi l'iter giudiziario, in attesa pure dell'esito della discussione di ottobre prossimo dinanzi al TAR del ricorso contro le modalità elettive del CNF per il quadriennio 2019-2022, ma bisogna prendere atto che la legge professionale va riformata e che il Consiglio Nazionale Forense – oggi indebolito anche nella sua legittimazione da una pronuncia che tocca, indipendentemente dalla pendenza di un ricorso, i componenti che non potevano essere eletti per aver già espletato due mandati, compreso il Presidente - va riformato nel suo assetto disciplinare e amministrativo. Più si continuano ad ignorare le criticità della legge ordinamentale e la necessità di una sua integrale riforma più nefasti saranno gli effetti di questa incessante e voluta frana giudiziaria" - conclude Pansini.

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