Gestione commissariale
Codice civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 4 aprile 1942, n. 79
Codice civile. [codice civile]
Approvato con R.D. 16 marzo 1942, n. 262

LIBRO QUINTO Del lavoro - TITOLO SESTO Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici - CAPO PRIMO Delle società cooperative - SEZIONE SESTA Dei controlli
Articolo 2545 sexiesdecies
Gestione commissariale

Fuori dai casi di cui all’articolo 2545-septiesdecies, in caso di irregolare funzionamento della società cooperativa, l’autorità di vigilanza può revocare gli amministratori e i sindaci, affidare la gestione della società a un commissario, determinando i poteri e la durata, al fine di sanare le irregolarità riscontrate e, nel caso di crisi o insolvenza, autorizzarlo a domandare la nomina del collegio o del commissario per la composizione assistita della crisi stessa o l’accesso a una delle procedure regolatrici previste nel codice della crisi e dell’insolvenza. Ove l'importanza della società cooperativa lo richieda, l'autorità di vigilanza può nominare un vicecommissario che collabora con il commissario e lo sostituisce in caso di impedimento. (2)

Al commissario possono essere conferiti per determinati atti anche i poteri dell'assemblea, ma le relative deliberazioni non sono valide senza l'approvazione dell'autorità divigilanza.

Se l'autorità di vigilanza accerta irregolarità nelle procedure di ammissione dei nuovi soci, può diffidare la società cooperativa e, qualora non si adegui, assumere i provvedimenti di cui al quarto comma.

Laddove vengano accertate una o più irregolarità suscettibili di specifico adempimento, l'autorità di vigilanza, previa diffida, può nominare un commissario, anche nella persona del legale rappresentante o di un componente dell'organo di controllo societario, che si sostituisce agli organi amministrativi dell'ente, limitatamente al compimento degli specifici adempimenti indicati.

(1)

 

-----

(1) Il presente articolo, prima inserito in virtù dell'art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, è stato così modificato prima dall'art. 33, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005, e poi dall'art. 1, comma 936, L. 27.12.2017, n. 205 con decorrenza dal 01.01.2018. Si riporta di seguito il testo previgente:

"In caso di irregolare funzionamento delle società cooperative, l'autorità di vigilanza può revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della società ad un commissario, determinando i poteri e la durata. Ove l'importanza della società cooperativa lo richieda, l'autorità di vigilanza può nominare un vicecommissario che collabora con il commissario e lo sostituisce in caso di impedimento.

Al commissario possono essere conferiti per determinati atti anche i poteri dell'assemblea, ma le relative deliberazioni non sono valide senza l'approvazione dell'autorità di vigilanza.

Se l'autorità di vigilanza accerta irregolarità nelle procedure di ammissione dei nuovi soci, può diffidare la società cooperativa e, qualora non si adegui, assumere i provvedimenti di cui ai commi precedenti.".

(2) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 381, comma 2, D.Lgs. 12.01.2019, n. 14 con decorrenza dal 01.09.2021. Si riporta di seguito il testo ancora vigente fino al 31.08.2021:

"In caso di gravi irregolarità di funzionamento o fondati indizi di crisi delle società cooperative, l'autorità di vigilanza può revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della società ad un commissario, determinando i poteri e la durata. Ove l'importanza della società cooperativa lo richieda, l'autorità di vigilanza può nominare un vicecommissario che collabora con il commissario e lo sostituisce in caso di impedimento.".

Vetrina