Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice penale [codice penale]
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO PRIMO. Dei reati in generale - TITOLO QUINTO. Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena - CAPO SECONDO. Della esecuzione della pena
Articolo 145
Remunerazione ai condannati per il lavoro prestato

Negli stabilimenti penitenziari, ai condannati è corrisposta una remunerazione per il lavoro prestato.

Sulla remunerazione, salvo che l'adempimento delle obbligazioni sia altrimenti eseguito, sono prelevate nel seguente ordine:

1. le somme dovute a titolo di risarcimento del danno;

2. le spese che lo Stato sostitene per il mantenimento del condannato;

3. le somme dovute a titolo di rimborso delle spese del procedimento.

In ogni caso deve essere riservata a favore del condannato una quota pari a un terzo della remunerazione, a titolo di peculio. Tale quota non è soggetta a pignoramento o a sequestro.

(1) (2)

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(1) Il presente comma pur non essendo formalmente abrogato è da ritenersi inappplicabile in quanto incompatibile con L. 26.07.1975, n. 354.

(2) La denominazione del Titolo Quinto sotto cui è rubricato il presente articolo è stata così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 16.03. 2015, n. 28 con decorrenza dal 02.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena”.

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