Rapina
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice penale [codice penale]
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare - TITOLO TREDICESIMO. Dei delitti contro il patrimonio - CAPO PRIMO. Dei delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone
Articolo 628
Rapina

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 927 a euro 2.500. (1)

Alla stessa pena soggiace chi adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o ad altri l'impunità.

La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 2.000 a euro 4.000: (7)

1) se la violenza o minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite;

2) se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire;

3) se la violenza o minaccia è posta in essere da persona che fa parte dell'associazione di cui all'articolo 416-bis; (2)

3-bis) se il fatto è commesso nei luoghi di cui all'articolo 624-bis o in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa; (5)

3-ter) se il fatto è commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto; (3)

3-quater) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell'atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro; (3)

3-quinquies) se il fatto è commesso nei confronti di persona ultrasessantacinquenne. (6)

Se concorrono due o più delle circostanze di cui al terzo comma del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’articolo 61, la pena è della reclusione da sette a venti anni e della multa da euro 2.500 a euro 4.000. (8)

Le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall'articolo 98, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo comma, numeri 3), 3-bis), 3-ter) e 3-quater), non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti. (4)

 

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(1) Il presente comma è stato così modificato prima dall'art. 8, D.L. 13.12.1991, n. 419, poi dall'art. 1, comma 8, L. 23.06.2017, n. 103 con decorrenza dal 03.08.2017, e da ultimo dall'art. 6, comma 1, lett. a), L. 26.04.2019, n. 36 con decorrenza dal 18.05.2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da euro 927 a euro 2.500.".

(2) Il presente numero è stato aggiunto dall'art. 9, L. 13.09.1982, n. 646.

(3) Il presente numero è stato aggiunto dall'art. 3, c. 27, L. 15.07.2009, n. 94 (G.U. 24.07.2009, n. 170 - S.O. n. 128) con decorrenza dal 08.08.2009.

(4) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 3, c. 27, L. 15.07.2009, n. 94 (G.U. 24.07.2009, n. 170 - S.O. n. 128) con decorrenza dal 08.08.2009.

(5) Il presente numero, prima aggiunto dall'art. 3, c. 27, L. 15.07.2009, n. 94 (G.U. 24.07.2009, n. 170 - S.O. n. 128) con decorrenza dal 08.08.2009, è stato da ultimo così modificato dall'art. 7, D.L. 14.08.2013, n. 93, con decorrenza dal 17.08.2013. Si riporta, di seguito, il testo previgente:

"3-bis) se il fatto è commesso nei luoghi di cui all'articolo 624-bis;".

(6) Il presente numero è stato aggiunto dall'art. 7, D.L. 14.08.2013, n. 93 con decorrenza dal 17.08.2013 così come modificato dall'allegato alla legge di conversione L. 15.10.2013, n. 119, con decorrenza dal 16.10.2013.

(7) Il presente alinea, prima sostituito dall'art. 1, comma 8, L. 23.06.2017, n. 103 con decorrenza dal 03.08.2017, è stato poi così modificato dall'art. 6, comma 1, lett. b), L. 26.04.2019, n. 36 con decorrenza dal 18.05.2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"La pena è della reclusione da cinque a venti anni e della multa da euro 1.290 a euro 3.098:".

(8) Il presente comma, inserito dall'art. 1, comma 8, L. 23.06.2017, n. 103 con decorrenza dal 03.08.2017, è stato poi così modificato dall'art. 6, comma 1, lett. c), L. 26.04.2019, n. 36 con decorrenza dal 18.05.2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Se concorrono due o più delle circostanze di cui al terzo comma del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’articolo 61, la pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 1.538 a euro 3.098.".

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