Mancata comparizione o mancata opposizione dell'intimato
Codice di procedura civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 28 ottobre 1940, n. 253
Codice di procedura civile. [codice procedura civile]
Approvato con R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443

LIBRO QUARTO. Dei procedimenti speciali - TITOLO PRIMO. Dei procedimenti sommari - CAPO SECONDO. Del procedimento per convalida di sfratto
Articolo 663
Mancata comparizione o mancata opposizione dell'intimato

Se l'intimato non comparisce o comparendo non si oppone, il giudice convalida la licenza o lo sfratto e dispone con ordinanza in calce alla citazione l'apposizione su di essa della formula esecutiva; ma il giudice deve ordinare che sia rinnovata la citazione, se risulta o appare probabile che l'intimato non abbia avuto conoscenza della citazione stessa o non sia potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore.

Nel caso che l'intimato non sia comparso, la formula esecutiva ha effetto dopo trenta giorni dalla data della apposizione. (1)

Se lo sfratto è stato intimato per mancato pagamento del canone, la convalida è subordinata all'attestazione in giudizio del locatore o del suo procuratore che la morosità persiste. In tal caso il giudice può ordinare al locatore di prestare una cauzione. (2)

 

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(1) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 5, L. 22.12.1973, n. 841. Successivamente la citata L. 22.12.1973, n. 841 è stata abrograta dall'art. 24, D.L. 25.06.2008, n.112, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 06.08.2008, n. 135.

(2) Non è fondata, in riferimento agli artt. 3, 24, e 111 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 663 c.p.c. nella parte in cui dalla mancata comparizione dell'intimato fa derivare la convalida della licenza o dello sfratto (previa semplice dichiarazione del locatorede persistenza della morosità), mentre nel giudizio ordinario di cognizione la stessa mancata comparizione ha effetti ben diversi (C. Cost. 18.05.1972 n. 89).

 

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