Concorso formale e reato continuato nel caso di più sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti
Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 5 agosto 1989, n. 182
Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale [disposizioni attuative codice procedura penale]
Approvato con D.Lgs. 28.07.1989, n. 271

TITOLO PRIMO. Norme di attuazione - CAPO QUINDICESIMO. Disposizioni relative alla esecuzione
Articolo 188
Concorso formale e reato continuato nel caso di più sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti

1. Fermo quanto previsto dall'articolo 137, nel caso di più sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti pronunciate in procedimenti distinti contro la stessa persona, questa e il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato, quando concordano sulla entità della sanzione sostitutiva o della pena detentiva,   sempre   che   quest'ultima   non   superi complessivamente cinque   anni,   soli   o congiunti a pena pecuniaria, ovvero due   anni,   soli o   congiunti   a   pena   pecuniaria, nei casi previsti nel comma 1 bis dell'articolo 444 del codice . Nel caso di disaccordo del pubblico ministero, il giudice, se lo ritiene ingiustificato, accoglie ugualmente la richiesta. (1)

 

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(1) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 1, L. 02.08.2004, n. 205 con decorrenza 12.08.2004. Si riporta di seguito il testo originario:

"1. Fermo quanto previsto dall'articolo 137, nel caso di più sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti pronunciate in procedimenti distinti contro la stessa persona, questa e il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato, quando concordano sulla entita` della sanzione sostitutiva o della pena, sempre che quest`ultima non superi complessivamente due anni di reclusione o di arresto, soli o congiunti a pena pecuniaria. Nel caso di disaccordo del pubblico ministero, il giudice, se lo ritiene ingiustificato, accoglie ugualmente la richiesta. "

 

 

 

 



                                               

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