Limiti all'appello
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO SESTO. Procedimenti speciali - TITOLO PRIMO. Giudizio abbreviato
Articolo 443
Limiti all'appello

1. L'imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento. (2) (4)

[2. L'imputato non può proporre appello contro le sentenze di condanna a una pena che comunque non deve essere eseguita ovvero alla sola pena pecuniaria]. (1) (3)

3. Il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze di condanna, salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato. (1)

4. Il giudizio di appello si svolge con le forme previste dall'articolo 599.


 

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(1) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 443, comma 2, nella parte in cui stabilisce che l'imputato non può proporre appello contro le sentenze di condanna a una pena che comunque non deve essere eseguita. La stessa sentenza ha dichiarato non fondata la questione di legittimità dell'art. 443, comma 3 (sollevata con riferimento agli artt. 3 e 27) nella parte in cui non consente al p.m. di proporre impugnazione avverso le sentenze di condanna (C. cost. 11 - 23.07.1991, n. 363).

(2) Il presente comma è stato prima sostituito dall'art. 31, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296) e poi così modificato dall'art. 2, L. 20.02.2006, n. 46, con decorrenza dal 09.03.2006. Si riporta di seguito il testo previgente:

"1. L'imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento, quando l'appello tende a ottenere una diversa formula."

(3) Il presente comma è stato abrogato dall'art. 31, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296).

(4) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 443, comma 1, del codice di procedura penale, come modificato dall'art. 2 della legge 20 febbraio 2006, n. 46, nella parte in cui esclude che l'imputato possa proporre appello contro le sentenze di assoluzione per difetto di imputabilità, derivante da vizio totale di mente (C. cost. 29.10.2009, n. 274).

 

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