Richiesta di giudizio abbreviato
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO SESTO. Procedimenti speciali - TITOLO QUARTO. Giudizio immediato
Articolo 458
Richiesta di giudizio abbreviato

1. L'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato. [Il pubblico ministero ha il termine di cinque giorni dalla notificazione della richiesta per esprimere il proprio consenso]. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 438, comma 6-bis. Con la richiesta l’imputato può eccepire l’incompetenza per territorio del giudice. (1) (2) (3) (4) (6) (7)

2. Il giudice fissa con decreto l’udienza in camera di consiglio dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all’imputato, al difensore e alla persona offesa. Qualora riconosca la propria incompetenza, il giudice la dichiara con sentenza e ordina la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice competente. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all’articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l’udienza per il giudizio immediato. (2) (3) (5) (8)

3.Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio immediato è stato richiesto dall'imputato a norma dell'articolo 419 comma 5.

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(1) Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 456, comma 2, e 458, comma 1, c.p.p. nella parte in cui non prevede che l'avviso contemplato dall'art. 456, comma 2, c.p.p. comprensivo dell'indicazione del termine entro cui richiedere il giudizio abbreviato, debba essere tradotto nella lingua conosciuta dall'imputato straniero che ignora la lingua italiana ritenendo in motivazione che la traduzione spetti a norma dell'art. 143 c.p.p. (C. cost. 12-19.01.1993, n. 10, G.U. 27.01.1993, n. 4, prima serie speciale).

(2) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 458, primo e secondo comma, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il pubblico ministero, in caso di dissenso, sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 442, secondo comma, dello stesso codice. (C. cost. 28.01-15.02.1991, n. 81, G.U. 20.02.1991, n. 8, prima serie speciale ).

(3) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 458, primo e secondo comma, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice, all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti del giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442, secondo comma, dello stesso codice. (C. cost. 22-31.01.1992, n. 23, G.U. 05.02.1992, n. 6, prima serie speciale).

(4) Il presente periodo è stato soppresso dall'art. 36, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296).

(5) Il presente comma, prima modificato dall'art. 36, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296), è stato poi così sostituito prima dall'art. 1, L. 05.06.2000, n. 144 (G.U. 07.06.2000, n. 131), entrata in vigore l'8 giugno 2000, e poi dall'art. 1, comma 47, L. 23.06.2017, n. 103 con decorrenza dal 03.08.2017. Si riporta, di seguito, il testo precedente:

"2. Se la richiesta è ammissibile, il giudice fissa con decreto l'udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441 bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441 bis, comma 4, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio immediato."

(6) Il presente comma è stato così modificato prima dall'art. 14, L. 01.03.2001, n. 63, con decorrenza dal 06.04.2001, e poi dall'art. 1, comma 46, L. 23.06.2017, n. 103 con decorrenza dal 03.08.2017. Si riporta di seguito il testo precedente alla modifica:

"1. L'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato. [Il pubblico ministero ha il termine di cinque giorni dalla notificazione della richiesta per esprimere il proprio consenso].".

(7) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 458, comma 1, del codice di procedura penale, nella parte in cui prevede che il termine entro cui l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato decorre dalla notificazione del decreto di giudizio immediato, anziché dall'ultima notificazione, all'imputato o al difensore, rispettivamente del decreto ovvero dell'avviso della data fissata per il giudizio immediato (C. cost. 16.04.2002, n. 120).

(8) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 458, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato (C. cost. 23.05.2003, n. 169).

(9) E' costituzionalmente illegittimo l’art. 458 del codice di procedura penale e l’art. 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, nella parte in cui prevedono che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall’imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell’organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall’art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario). (C. cost. 22.01.2015, n. 1).

 

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