Esecuzione delle pene pecuniarie
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [Codice procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO DECIMO. Esecuzione - TITOLO SECONDO. Esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali
Articolo 660
Esecuzione delle pene pecuniarie

1.Le condanne a pena pecuniaria sono eseguite nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti.

2.Quando e` accertata la impossibilita` di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa, il pubblico ministero trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la conversione , il quale provvede previo accertamento dell'effettiva insolvibilita` del condanna to e, se ne e` il caso, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria .

Se la pena e` stata rateizzata, e` convertita la parte non ancora pagata.

3.In presenza di situazioni di insolvenza, il magistrato di sorveglianza puo` disporre la rateizzazione della pena a norma dell' articolo 133 - ter del codice penale, se essa non e` stata disposta con la sentenza di condanna ovvero puo` differire la conversione per un tempo non superiore a sei mesi. Alla scadenza del termine fissato, se lo stato di insolvenza perdura, e` disposto un nuovo differimento, altrimenti e` ordinata la conversione. Ai fini della estinzione della pena per decorso del tempo , non si tiene conto del periodo durante il quale l'esecuzione e` stata differita.

4.Con l'ordinanza che dispone la conversione, il magistrato di sorveglianza determina le modalita` delle sanzioni conseguenti in osservanza delle norme vigenti.

5.Il ricorso contro l'ordinanza di conversione ne sospende l'esecuzione.

(1)

 

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(1) Il presente articolo era stato abrogato dall'art. 299, D.lgs. 30.05.2002, n. 113  con decorrenza dalla data di entrata in vigore del medesimo provvedimento. Successivamente gli artt. 237, 238 e 299 (quest'ultimo nella parte in cui abroga l'art. 660 cod. proc. pen.) del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia) sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi (C. Cost. 18.06.2003, n. 212).

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