l'avvocato del giorno

Stefano Linares, fondatore, Studio Legale Internazionale, Linares Associates PLLC

24 novembre 2014


L'Avv. Stefano Linares è il fondatore e il titolare dello studio legale Linares Associates PLLC, con sede principale a New York ed un ufficio a Milano. L'esperienza acquisita in 10 anni di attività svolta negli Stati Uniti, assistendo aziende italiane e straniere in loco, pone l'Avv. Stefano Linares come tra i conoscitori del mercato americano e delle complesse normative, che lo disciplinano. Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano, l'Avv. Stefano Linares è iscritto all'Ordine degli Avvocati dello Stato di New York, all'Ordine degli Avvocati presso la Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, D.C. e all'Ordine degli Avvocati di Milano. Nato a Milano, l'Avv. Stefano Linares apre il proprio studio legale a New York nel 2004, dopo aver lavorato per diversi anni presso importanti studi professionali internazionali, sia in Italia che all'estero. E' autore di numerosi articoli e pubblicazioni per riviste di settore, in materia di diritto commerciale, societario, fiscale, immobiliare e della proprietà intellettuale, nonché relatore in convegni nazionali ed internazionali. Collabora ed ha collaborato in passato, con agenzie governative negli Stati Uniti e in Italia e con numerose associazioni ed organizzazioni regionali e locali.
LA FORMAZIONE
Da dove nasce la decisione di svolgere la professione all'estero ed, in particolare, negli Stati Uniti?

Gli Stati Uniti hanno da sempre esercitato su di me una forte attrazione. Sono cresciuto guardando i films americani e seguendo molti degli sports più popolari oltreoceano. Sin dalla prima visita, mi hanno colpito il senso di libertà, che il Paese mi ha, immediatamente, trasmesso e la sensazione, quasi tangibile, di trovarmi in un luogo, dove qualunque impresa era possibile. Le persone sembravano mosse da un'incredibile energia positiva, che non avevo mai riscontrato altrove. Le città erano imponenti, moderne ed efficienti, proprio come la società di cui erano espressione. L'impatto è stato, decisamente, forte, al punto che, proprio durante il mio primo soggiorno, ha preso corpo la decisione di trasferirmi un giorno a vivere e lavorare negli Stati Uniti. Rientrato in Italia e ripreso il percorso universitario, ho avuto occasione di avvicinare ed approfondire la conoscenza del sistema giuridico vigente nei paesi anglosassoni, common law, attraverso il superamento di alcuni esami di diritto comparato, sia in materia civile che penale. In quest'ottica si inquadra, ad esempio, la scelta di laurearmi in diritto processuale penale comparato e preparare una tesi incentrata sull'analisi comparata del modello penale statunitense e di quello italiano. Durante gli ultimi anni di università, nel tentativo di dare un senso alla futura laurea in legge, non riconosciuta, per ovvie ragioni, negli Stati Uniti, mi sono impegnato nella ricerca di una soluzione, che potesse conciliare la mia passione per gli USA e gli studi svolti in Italia. Sfortunatamente, a quell'epoca "internet" non aveva ancora fatto la sua comparsa e recuperare informazioni dettagliate sulle università americane e sui diversi programmi di specializzazione, aperti a studenti stranieri, presentava qualche difficoltà. Ricordo ancora oggi la trepidazione nell'aprire le lettere di risposta provenienti dalle diverse università americane, alle quali avevo fatto domanda e la gioia nel leggere la loro disponibilità ad accogliermi. L'anno trascorso a New York, frequentando la facoltà di legge, si è rilevato, estremamente, importante nella mia formazione, non solo professionale. La necessità di adeguarmi quanto mai rapidamente ad un ambiente, totalmente, nuovo, in cui nessuno o quasi parlava la mia lingua e dove ero costretto a gestire qualunque difficoltà, senza poter contare sul consueto appoggio di amici e familiari, è stato determinante nel processo di responsabilizzazione e presa di coscienza del percorso professionale, che mi attendeva.
Qual è il suo percorso formativo?
Dopo essermi laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano con il Prof. Dominioni, ho frequentato un Master of Laws in "International Business and Trade Law" presso Fordham University a New York. Qualche anno più tardi ho frequentato un corso in "Corporate Finance" presso il New York Institute of Finance a Londra. Ho, quindi, superato l'esame di avvocato a New York, negli Stati Uniti e, successivamente, in Italia. Di recente, infine, ho ottenuto l'iscrizione all'albo degli avvocati presso la Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington D.C.
Quali lingue parla in modo fluente?
L'inglese, per ovvie ragioni, vivendo e lavorando negli Stati Uniti, e lo spagnolo, anche se ad un livello, decisamente, più scolastico.
L'ATTIVITA' PROFESSIONALE
Il suo percorso professionale prima di aprire il suo studio a New York?

Dopo aver conseguito il master in diritto commerciale internazionale a New York, sono rientrato in Italia, dove ho ricevuto un'offerta da un prestigioso studio italiano, in cui mi sono occupato, principalmente, di diritto societario ed M&A. Un'esperienza, senz'altro, formativa, che mi ha permesso di lavorare in un contesto internazionale, di operare, quasi esclusivamente, in lingua inglese e di familiarizzare con una realtà lavorativa di dimensioni, decisamente, importanti per gli standards italiani. Sebbene la posizione ricoperta nello studio mi consentisse di lavorare a stretto contatto con clienti americani, interessati ad investire nel mercato italiano, il mio obiettivo era, tuttavia, quello opposto, di gestire, cioè, clienti che fossero orientati ad operare sul mercato statunitense. L'occasione si è presentata grazie alla proposta di collaborazione ricevuta da uno studio boutique, che disponeva di un pacchetto clienti molto interessati ad avviare attività imprenditoriali in USA. Durante la mia permanenza presso lo studio, mi è stato chiesto di approfondire le normative americane in materia doganale, FDA ed antitrust, così come di predisporre la stesura di numerose tipologie di contratti commerciali, avendo cura di verificarne la rispondenza alle specifiche disposizioni statali e federali. Il desiderio, tuttavia, di poter, finalmente, confrontarmi con una realtà professionale oltreoceano, mi ha convinto a candidarmi per una borsa di studio, offerta da un'importante e prestigiosa organizzazione austriaca, grazie alla quale ho ottenuto un contratto a tempo determinato presso lo studio Borden Ladner Gervais, LLP, a Vancouver, uno dei primi 5 studi canadesi, per importanza e dimensioni. Inutile dire che si è trattato di un'esperienza davvero straordinaria, sia sul piano umano che professionale. Sono stato inserito nel dipartimento di Corporate Finance dello studio, dove sono stato coinvolto in alcuni stimolanti progetti, in attività di ricerca ed approfondimento, e in numerosi gruppi di lavoro. Rientrato in Italia, ho trascorso alcuni anni presso uno studio italiano, nel quale ero responsabile, insieme al titolare, di un desk USA, che offriva assistenza alle aziende italiane interessate ad operare nel mercato statunitense. Nel 2004, la decisione di trasferirmi, definitivamente, a New York, dove mettere a frutto le esperienze maturate nelle diverse realtà professionali, in cui mi sono trovato ad operare ed aprire il mio studio.
Quale tipo di consulenza offre lo studio Linares Associates PLLC ed a quale tipologia di clientela si rivolge?
Lo studio è nato con l'obiettivo dichiarato di rivolgersi alle aziende ed ai privati interessati ad operare sull'asse Italia-Stati Uniti, offrendo una consulenza specifica e su misura, volta a consentire a ciascun cliente il pieno raggiungimento dei propri obiettivi commerciali. In seguito all'attività consolidata nel corso degli anni e alle numerose relazioni internazionali instaurate, lo studio è, attualmente, strutturato per assistere la propria clientela anche nei principali mercati esteri, Medio Oriente, Sud America ed Asia, grazie ad una rete di strette collaborazioni con professionisti locali affidabili e dotati di pluriennale esperienza nel proprio settore di specializzazione. Le aree di competenza dello studio comprendono, in particolare, diritto societario e fiscale, diritto internazionale e contrattualistica, diritto immobiliare, tutela della proprietà intellettuale, diritto dell'immigrazione e del lavoro, recupero crediti, normativa in materia di FDA (Food and Drug Administration), diritto e contratti informatici, responsabilità da prodotto difettoso.
Quali sono le richieste che ricevete più frequentemente dai vostri clienti in questo periodo?
In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, attualmente, in Italia, le richieste che riceviamo con maggiore frequenza provengono da imprenditori interessati a valutare le opportunità offerte dai mercati esteri e ad avviare attività commerciali fuori dal nostro Paese: costituzione di società, trasferimento di attività produttive, apertura di ristoranti, bar o negozi, vendita e/o distribuzione di prodotti. Numerose sono, inoltre, le richieste di assistenza nell'acquisto di immobili residenziali a New York e a Miami, a titolo di investimento. Viste le fluttuazioni delle borse, il mercato immobiliare, soprattutto, a Manhattan offre delle interessanti opportunità di profitto nel medio termine.
Un successo che ricorda con particolare piacere?
Il successo per me consiste nel vedere realizzati gli obiettivi commerciali ed imprenditoriali dei clienti, che si rivolgono al mio studio per essere guidati ed assistiti nelle difficili fasi di approccio e di consolidamento in un nuovo mercato. Sotto questo punto di vista, posso ritenermi un professionista di successo.
E' iscritto ad associazioni professionali?
Sono membro della New York State Bar Association e partecipo, attivamente, alle attività svolte dai dipartimenti di business law, international law e real estate law. Sono, altresì, membro dell' American Bar Association ed iscritto alle sezioni di international e business law.
LO SGUARDO AGLI STATI UNTI
Perché investire nel mercato immobiliare a Manhattan?

Il mercato immobiliare newyorkese e quello di Manhattan, in particolare, sono, senza ombra di dubbio, quelli che offrono le maggiori garanzie di stabilità e di guadagno nel medio termine. La grave crisi, che ha colpito gli Stati Uniti verso la fine del 2006 ed ha coinvolto il mercato immobiliare a livello nazionale, ha visto la città di New York uscirne in tempi molto più rapidi rispetto al resto del Paese, con perdite, decisamente, più sostenibili che altrove. I prezzi degli immobili a Manhattan hanno registrato un calo contenuto durato solo un paio di anni. Quest'anno, ad esempio, i segnali che ci arrivano dagli analisti del mercato, indicano un forte rialzo nella domanda e nei prezzi, tale da far presagire, addirittura, un ritorno ai livelli record registrati negli anni che hanno, immediatamente, preceduto la "crisi dei subprime". Si tratta di un trend al rialzo, che risulta, ormai, costante da almeno un anno e che, a giudizio degli esperti del settore, appare ben lontano dal suo esaurimento. Un aumento dei prezzi così significativo testimonia, tra l'altro, una forte ripresa dell'economia interna. Per fornire qualche dato un po' più concreto, vale la pena sottolineare come nei primi mesi dell'anno il numero complessivo delle compravendite abbia segnato un aumento pari al 35%, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un prezzo medio di vendita risultato superiore del ben 19%, rispetto a quello registrato nel 2013. Il prezzo medio per piede quadrato ha registrato, invece, una crescita del 24%, il valore più alto degli ultimi 25 anni. Esiste anche chi, tra gli esperti, si sbilancia ed ipotizza un aumento dei prezzi medi di vendita, che potrebbe, addirittura, far registrare un incremento vicino al 100% rispetto al 2013. Il mercato in Florida, invece, solo da poco ha cominciato a dare segni concreti di risveglio e di recupero. Il calo dei prezzi registrati in quella zona è stato molto più pesante rispetto a New York e il recupero più lento. Esistono, tuttavia, le condizioni per investimenti molto interessanti, come dimostrano i numerosi imprenditori brasiliani, che ormai da qualche tempo e con sempre maggiore frequenza acquistano nella zona di Miami.
Quali i vantaggi e quali i rischi di aprire un'attività negli Stati Uniti?
I vantaggi sono, obiettivamente, innumerevoli. Innanzitutto, occorre considerare che gli Stati Uniti rappresentano, se non il principale, uno dei principali partners commerciali del nostro Paese, al di fuori della zona dell'Euro. Sono stati a lungo il più grande ed il più importante mercato a livello mondiale e, almeno fino ad un paio di anni fa, guidavano la classifica come il primo paese importatore al mondo ed il terzo per quanto concerne le esportazioni, secondo i dati ufficiali forniti dalla United Nations Conference on Trade and Development. Questi numeri da soli sono sufficienti a sottolineare come gli Stati Uniti rappresentino un'eccellente opportunità di business per tantissime aziende ed imprenditori italiani. In quest'ottica, vanno seguite con particolare interesse le future sessioni negoziali (la prima si è svolta a Washington nel luglio del 2013) in vista della conclusione del Transatlantic Trade and Investment Partnership, un accordo di libero scambio economico tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea, che potrebbe dar luogo alla più grande zona di libero scambio del pianeta. In caso di esito positivo delle negoziazioni, la Commissione Europea ritiene che il PIL dell'Unione Europea beneficerebbe di un aumento annuo medio pari allo 0.4% e quello americano dello 0.5%. Altre stime parlano di elevati aumenti del PIL pro capite (quasi il 5% in più per l'Italia). Le aziende e gli imprenditori, che decidono di investire in America, si garantiscono, inoltre, l'opportunità di operare in una Paese, in cui la pubblica amministrazione è al servizio dei cittadini, la burocrazia è snella, l'imposizione fiscale ragionevole e le regole del gioco uguali per tutti. Sappiamo, per esperienza, invece, come in molti dei mercati c.d. "emergenti" non sia sempre facile fare impresa. Conosciamo le problematiche legate, ad esempio, ai fenomeni della contraffazione dei prodotti e della pirateria, tuttora, molto diffusi in Asia, o a quelli della corruzione presente in Cina ed in Russia, come, prontamente, evidenziato dalle classifiche, pubblicate, periodicamente, da Transparency International, l'organizzazione internazionale per il monitoraggio e la lotta alla corruzione. Sono numerose, infine, le misure che diversi Stati americani hanno e continuano a mettere a punto per attirare investimenti esteri, al fine di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, riqualificare zone o aree degradate, stimolare e potenziare alcuni settori industriali, come quelli delle biotecnologie, agroalimentare, energia pulita, nanotecnologie. I vantaggi per le aziende, che soddisfano i requisiti previsti dai programmi, sono i più diversi e variano da Stato a Stato. Di regola, si tratta di agevolazioni fiscali, parziali o totali, di cui può beneficiare l'azienda e/o i propri dipendenti, per un periodo di tempo prestabilito, tassi di interesse agevolato e sovvenzioni di varia natura ed entità. La maggior parte degli Stati negozia, direttamente, con le aziende la formula, che meglio si adatta alle esigenze degli investitori. Lo Studio Linares Associates PLLC è in grado di affiancare le aziende interessate ad avviare contatti con i singoli Stati americani ed assisterle nella delicata fase della negoziazione. Per quanto riguarda, invece, i rischi, un errore che vedo, troppo spesso, commettere dalle aziende italiane è quello di sottovalutare la complessità e l'estrema competitività del mercato statunitense. Per avere successo, è necessario arrivare preparati, il che significa, effettuare preliminari accurate ricerche di mercato, volte a stabilire se e dove sia più conveniente posizionarsi, predisporre un dettagliato business plan e, soprattutto, farsi supportare da seri professionisti locali (avvocati e commercialisti), che conoscano a fondo la realtà americana, molto diversa da quella del nostro Paese e siano, quindi, in grado di guidare le aziende, tutelandone al meglio gli interessi economici e commerciali, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore sia a livello federale che statale e locale, come nell'ottenimento dei vari permessi e delle varie licenze, necessarie per operare in maniera efficiente e proficua. Quante volte, invece, le nostre aziende preferiscono affidarsi al commercialista o all'avvocato in Italia per pianificare un'operazione all'estero, negoziare un contratto di distribuzione con un partner straniero, aprire una succursale o costituire una filiale all'estero, nell'illusoria convinzione di risparmiare qualche euro e ridurre così i costi di avviamento, salvo poi trovarsi costrette a spendere dieci volte tanto nel tentativo di correggere gli errori commessi o, peggio ancora, in caso di controversia con il proprio distributore o partner commerciale. Nel corso della mia attività professionale, mi sono trovato, infatti, più volte, costretto ad intervenire in supporto ad aziende italiane finite nei guai per aver, ad esempio, operato senza le necessarie licenze o l'adeguata copertura assicurativa, per aver utilizzato una struttura societaria, fiscalmente, svantaggiosa, per non aver predisposto le opportune tutele nel contratto stipulato con la controparte statunitense. I danni possono essere, davvero, ingenti.
DIETRO LA TOGA…….
Quali i Suoi hobby?

Lo sport, che ho praticato sin da quando ero bambino, i viaggi, soprattutto, verso destinazioni tropicali, la musica, la lettura di qualche buon legal thriller e la passione per la cucina, che condivido con mia moglie.
Una lettura che consiglia?
The Street Lawyer e The king of Torts, due bellissimi libri di John Grisham, un autore, che apprezzo, particolarmente.
Una vacanza che ricorda con piacere?
Fortunatamente, sono diverse le vacanze, che ricordo con particolare piacere. La prima volta che sono stato a New York, i viaggi in macchina negli Stati dell'Ovest, la visita al Gran Canyon, le spiagge assolate della Florida e dei Caraibi. Un posto speciale nel mio cuore è riservato, per ovvie ragioni, alle Isole Vergini, dove ho trascorso il mio viaggio di nozze.