AVVOCATO DEL GIORNO

L'avv. Laura Bellicini è Socia di Legalitax Studio Legale e Tributario

21/12/2018 14:53



Nata a Breno (Brescia) opera presso la sede di Roma. La sua esperienza si focalizza nel settore tributario e in particolare nel settore non profit. Assiste da anni le più importanti realtà che operano nel mondo non profit, siano esse associazioni, fondazioni, comitati, associazioni di categoria, onlus, ora ETS.

Citata dalle maggiori pubblicazioni di settore svolge attività pubblicistica e convegnistica.


Quando sono nati il Suo interesse per il diritto e la consapevolezza di intraprendere la carriera di avvocato?

Non è stato un "amore" a prima vista, all'inizio è stata una scelta conseguente agli studi giuridici fatti. Poi la specializzazione intrapresa, che mi appassiona molto, e la capacità di instaurare rapporti interpersonali hanno confermato la bontà della scelta.

Quali sono stati i Suoi studi?

Dopo gli studi classici mi sono laureata in Giurisprudenza alla LUISS. Subito dopo la laurea ho seguito alcuni corsi di specializzazione svolgendo contemporaneamente sia la pratica forense che quella notarile. Ho completato la mia formazione anche con corsi all'estero nel periodo in cui lavoravo nello Studio di Consulenza Fiscale e Societario allora collegato all'Arthur Andersen.

Ci spiega la Sua Scelta di conseguire sia il titolo di avvocato che di revisore contabile?

Ho sempre avuto una particolare passione per i numeri, nonostante fossi avvocato. Ritengo il numero la massima astrazione di un concetto. Facendo la fiscalista dovevo necessariamente capire i bilanci che, per l'appunto, raccontano, tramite i numeri, la vita e i risultati di una organizzazione, sia essa profit che non profit. Visto quanto avevo appreso grazie alla mia specializzazione, e dovendo sempre confrontarmi con la revisione, mi è sembrato naturale affrontare l'esame per potermi iscrivere anche io nell'albo dei revisori contabili.

Il suo percorso professionale prima di essere partner di Legalitax?

Dopo aver completato la pratica sia forense che notarile, non avevo ancora le idee chiare di quello che volevo fare "da grande", sapevo solo che non mi piaceva la figura dell'avvocato classico, litigioso. Poi, amando il Diritto societario sono entrata nell'allora Studio di Consulenza Fiscale e Societario che divenne poi Andersen Legal. Qui è nato il mio interesse al Diritto tributario e, più in particolare, al mondo non profit, specializzazione che ho poi consolidato lavorando diversi anni a fianco del Prof. Salvo Pettinato. Nel 1998 sono entrata in Camozzi & Bonissoni, ora CBA Studio Legale e Tributario, dove sono diventata partner nel 2003. Dal 2013 sono entrata come partner in Legalitax.

Quale ruolo ricopre e quali attività svolge attualmente all'interno di Legalitax ?

Sotto il profilo professionale sono partner nel Dipartimento Tax e Responsabile del Dipartimento Non Profit. Sotto il profilo organizzativo interno attualmente ricopro la carica di Presidente del Comitato Remunerazioni, organo che determina le politiche remunerative dei soci e dei collaboratori di Legalitax.

Quali i suoi settori di specializzazione?

Ho una particolare esperienza nella consulenza fiscale e legale nel settore non profit (associazioni, fondazioni, onlus ora ETS), nel settore sanitario (società scientifiche, farmaceutiche, centri ospedalieri, congressualistica, ECM), enti benefici e culturali nonché in materia di privacy.

Un successo professionale che non dimentica mai?

Momenti belli ce ne sono tanti: ho sempre affrontato la mia professione con creatività ed entusiasmo. Certamente il successo di alcune operazioni di carattere straordinario (riorganizzazioni, fusioni, ecc.) nel settore non profit mi hanno particolarmente gratificato. Penso alla riorganizzazione del Teatro dell'Angolo di Torino anni fa, alla fusione di due fondazioni di ricerca con la nascita della Fondazione per il Tuo cuore onlus, o ancora le recenti trasformazioni di Società Benefit di realtà che possono essere considerate l'avanguardia del Quarto Settore.

Quali cariche ha ricoperto?

Ricopro e ho ricoperto il ruolo di sindaco effettivo in numerosi collegi sindacali di S.p.A. o S.r.l., tra cui Coni Servizi S.p.A., nonché il ruolo di membro del collegio dei revisori contabili per fondazioni e enti, anche di derivazione pubblica come la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani o la Federazione Italiana Rugby. Sono anche Presidente del Collegio dei Revisori dell'Ordine degli Avvocati di Roma.

Come avvocato posso ricoprire il ruolo di consigliere di amministrazione indipendente privo di deleghe operative; in tal senso ho ricoperto la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione del "COGENTECH - Consortium for Genomic Technologies".
Sono anche stata nominata Liquidatore per nomina del Tribunale di Milano di alcune Fondazioni.

Lo strumento tecnologico che considera indispensabile per la Sua professione?

Vivo perennemente collegata alla posta elettronica, non potrei ora fare a meno dell'Iphone e sono dotata di un pc molto compatto, estremamente leggero, praticamente un tablet che mi permette di lavorare ovunque io sia.

Quali sono le problematiche attuali del settore non profit in cui è più attiva?

Il Non Profit è stato ora investito dalla Riforma del Terzo Settore con tutte le difficoltà di valutare le disposizioni del CTS non ancora, o solo parzialmente, operative, per cercare di meglio inquadrare e adattare le realtà esistenti (io seguo in particolare enti nel settore medico-scientifico, la ricerca sanitaria, il settore culturale, teatri, musei, e la tutela dei beni culturali vincolati). Ma accanto a questo non si può dimenticare il crescente sviluppo di schemi giuridici che vanno a superare la tradizionale dicotomia tra profit e non profit. Mi riferisco alle imprese sociali e alle società benefit, che possono essere una risposta innovativa alla crescente presa di coscienza della sostenibilità e della responsabilità sociale del mondo imprenditoriale tradizionalmente invece legato a schemi più lucrativi. Insomma un mondo in crescente evoluzione, specchio fedele della realtà che stiamo vivendo.

Per quanto attiene le problematiche legali legate alla ricerca scientifica e alla legge sulla Privacy può brevemente raccontare alcuni dei casi più interessanti che ha seguito?

Ho approfondito le problematiche legali inerenti alla ricerca clinica e agli aspetti legati alla tutela della privacy nel trattamento di dati sensibili come i dati sanitari o i dati super-sensibili come i dati genetici. Le Fondazioni di ricerca scientifica, insieme agli enti di ricerca pubblici e alle università, ricoprono un ruolo fondamentale nel progresso della conoscenza nella cura di tante patologie, ed è importante trovare soluzioni che agevolino il lavoro dei ricercatori nel rispetto di tutte le complesse disposizioni normative che si applicano al riguardo. La recente entrata in vigore del GDPR ha comportato nuovi adempimenti, come la nomina del DPO e il registro dei trattamenti e nuovamente aperto la discussione con i centri ospedalieri sulla proprietà dei dati sanitari.

L'avvocato d'affari che si occupa oggi di queste materie quali servizi offre ai propri clienti?

Definirsi "avvocato d'affari" nel mondo non profit può sembrare un concetto stridente. Mi piace più definirmi consulente, una professionista che si mette al fianco dell'organizzazione per trovare le soluzioni più idonee alle problematiche che l'operatività di volta in volta solleva, nel rispetto della legalità, in un Paese, come l'Italia, dove il Legislatore non brilla di coerenza e coordinazione nei suoi vari interventi.

Quali sono i requisiti fondamentali di un "avvocato d'affari" in questo specifico settore?

Io mi occupo di problematiche fiscali e legali stragiudiziali ed è fondamentale la capacità di relazione e l'approccio "problem solving". Nel terzo settore i rapporti tra i vari protagonisti sarebbero teoricamente meno conflittuali, perché tutte le controparti tendono ad un obiettivo comune di utilità sociale. Tuttavia occorre avere una particolare sensibilità, il governo di questi enti è nelle mani spesso di noti scienziati o artisti, insomma personalità forti, vere "prime donne". Il consulente, a volte, oltre alla preparazione specifica, deve riuscire a comprendere e a farsi comprendere (i linguaggi tecnici sono molto diversi), e deve aiutare a smussare certe spigolosità caratteriali dei vari attori, che spesso sono di intralcio al successo dell'iniziativa. Nel terzo settore non è importante vincere o perdere, ma riuscire a portare a compimento un'iniziativa di cui, direttamente o indirettamente, beneficerà l'intera collettività. Fondamentali poi sono le capacità organizzative, la costante analisi delle priorità e un team di collaboratori efficiente e motivato.

Per una donna oggi ci sono ancora ostacoli per raggiungere e svolgere questo tipo di professione?

Purtroppo sì. Nonostante ci siano tante donne in Italia che fanno l'avvocato, sono pochissime quelle che hanno un ruolo di vertice nelle strutture organizzative nelle quali operano. Credo che ancora, a parità di condizioni, si preferisca un uomo. E' indiscutibile che le donne debbano lavorare molto di più per guadagnare comunque meno di un uomo. Tuttavia penso che anche noi donne abbiamo la nostra parte di responsabilità, non pretendendo il reale riconoscimento del nostro valore, forse per un retaggio culturale che ci ha sempre visto in seconda fila. E ancora troppe donne pensano di dover sacrificare i propri affetti per la carriera, o viceversa, come fossero inconciliabili.

Ma non c'è possibilità di cambiamento nelle libere professioni?

In linea teorica si, la tecnologia è amica delle donne, possiamo continuare a essere operative anche mentre facciamo la fila a scuola per parlare con i professori, o stiamo preparando la cena. La nostra grande forza è proprio quella di riuscire a fare contemporaneamente tante cose. Ma la tecnologia è anche nemica, mette uno schermo indecifrabile tra le persone, pretende disponibilità in qualsiasi momento. Insomma è uno straordinario strumento che va governato, come vanno educati i clienti, che considerano urgente tutto, non lasciando il tempo necessario per riflettere, oltre a continuare a coltivare professionalmente i rapporti umani che noi donne sappiamo decifrare con migliore intuito rispetto agli uomini. Tuttavia temo che a volte non sappiamo sfruttare l'elasticità della libera professione, finendo per subire i capricci del cliente, senza le garanzie che ad esempio una grande azienda sa può dare alle proprie dipendenti in caso di maternità, permessi, ferie.

Che passione coltiva fuori dall'aula?

Amo le cose semplici e la natura. Il fine settimana scappo in campagna con mio marito e, ogni tanto, mia figlia, per ritrovare gli equilibri ancestrali del ritmo delle stagioni, del toccare la terra, del dovere attendere per poter raccogliere i frutti del proprio lavoro. Aiuta a ridare il giusto peso alle cose, a ridimensionare i problemi che si incontrano nella professione rispetto agli obiettivi che ti poni nella vita. Un bicchiere di vino davanti al caminetto chiacchierando con gli amici, aiuta a dare le priorità corrette ai mille progetti e attività che quotidianamente ci perseguitano.

Una vacanza che ricorda con piacere?

Il viaggio in Israele: un posto meraviglioso ricco di storia e con un'antica cultura alla quale la nostra è molto più legata di quanto si creda. Più che una vacanza è un viaggio attraverso noi stessi, le nostre tradizioni, le nostre radici, toccando con mano la debolezza umana, la strumentalizzazione da parte di tutte le religioni, nessuna esclusa, dell'indiscutibile bisogno umano del trascendente, mediante l'esasperazione delle piccole differenze per creare insormontabili spaccature. E poi la natura con i colori del deserto, il verde del lago di Tiberiade, i colori del Mar Morto, il vento di Masada, il bianco delle pietre di Gerusalemme.