imprese innovative

Gli "Incubatori certificati" come strumento per favorire la nascita e la crescita di imprese innovative

| 3 settembre 2014



Il legislatore italiano ha compiuto indubbiamente un grande sforzo negli ultimi due anni per la creazione di un quadro regolamentare (e di un ecosistema) favorevole alla nascita e allo sviluppo delle c.d. start-up innovative.
Uno dei pilastri fondamentali della recente disciplina delle start-up innovative è costituito dai c.d. "incubatori certificati di start-up", per tali intendendosi le imprese che "offrono, anche in modo non esclusivo, servizi per sostenere la nascita o lo sviluppo di start-up innovative" e che siano in possesso dei requisiti previsti dall'art. 5 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 febbraio 2013 (il "Decreto Incubatori"). In particolari, gli incubatori certificati ospitano, sostengono e accompagnano lo sviluppo delle start-up dal concepimento dell'idea imprenditoriale al suo primo sviluppo, offrendo attività di formazione, sostegno operativo e manageriale, fornendo strumenti e luoghi di lavoro e favorendo il contatto tra investitori e le idee imprenditoriali stimate ad alto potenziale di ritorno economico, ma non ancora appetibili per il mercato dei capitali. Mettendo a disposizione degli imprenditori la propria esperienza e preparazione, i manager degli incubatori certificati permettono alle imprese innovative di lanciare la propria attività sul mercato in modo efficace e soprattutto in tempi rapidi.
Deve precisarsi che lo svolgimento, anche in modo professionale e sistematico, dell'attività di incubazione di start-up non costituisce un'attività riservata agli "incubatori certificati" e può, dunque, essere esercitata da qualsiasi soggetto. Infatti, la "certificazione" dell'incubatore costituisce esclusivamente condizione per l'iscrizione nella relativa sezione del Registro delle Imprese e per accedere alle agevolazione societarie e fiscali.
Attualmente, sono presenti in Italia 103 incubatori certificati dei quali 47 al nord, 36 al centro e 20 al Sud (Fonte: http://www.italiastartup.it/whoiswho)
Quadro regolamentare
Il quadro regolamentare di riferimento è costituto:
-dalla legge 221/2012 del 17 dicembre 2012 - che ha convertito il decreto legge n. 179 del 4 ottobre 2012 contenente "Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese" (c.d. "Decreto Crescita 2.0") e
- dal Decreto Incubatori.
-dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 16/E dell'11 giugno 2014 avente ad oggetto "Agevolazioni fiscali in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificati".
Ambito di applicazione soggettivo
L'iscrizione nelle sezione speciale è riservata agli incubatori costituiti sotto forma di società di capitali, di società cooperativa ovvero di societas europaea fiscalmente residente in Italia ai sensi dell'art. 73 del D.P.R. 917/1986. Sono, dunque, escluse le società costituite secondo la legge di un altro Stato.
Per quanto riguarda le società costituite secondo la legge in uno stato extracomunitario, tale limitazione non presente profili di illegittimità e tali imprese non potranno, dunque, richiedere l'iscrizione nella sezione speciale.
Invece, l'applicazione di tale previsione appare illegittima, sotto il profilo del diritto comunitario, nella misura in cui non consente agli incubatori costituiti secondo la legge di uno stato membro dell'Unione Europea e che abbiano stabilito una sede secondaria in Italia, l'iscrizione nella sezione speciale, discriminandoli dunque, rispetto agli incubatori italiani. Tale discriminazione costituisce probabilmente una restrizione illegittima della libertà di stabilimento garantita dagli artt. 49 e 54 dal Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, così come interpretata dalla Corte di Giustizia nella giurisprudenza Centros, Ubeersering, Inspire Art, Sevic, Cartesio. Deve, dunque, ritenersi che il Registro delle Imprese non potrebbe negare l'iscrizione nella sezione speciale ad un incubatore costituito secondo la legge di un altro Paese dell'Unione Europea che abbia stabilito una sede secondaria in Italia.
Requisiti per ottenere lo status di "incubatore certificato"
Lo status di "incubatore certificato" si acquisisce mediante l'iscrizione dell'incubatore nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese. Tale qualifica comporta, oltre al vantaggio reputazionale dell'"istituzionalizzazione" dell'incubatore, l'applicazione di una disciplina speciale e di numerose agevolazioni, sostanzialmente corrispondenti a quelle previste per le "start-up innovative", con la differenza fondamentale che tali agevolazioni non hanno, a differenza di quanto avviene per le start-up innovative, durata limitata nel tempo ma trovano applicazione finquando incubatore possieda i relativi requisiti previsti dalla legge.
Per ottenere lo status di "incubatore certificato", l'impresa dovrà possedere cumulativamente i seguenti requisiti:
a)dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start-up innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
b)dispone di attrezzature adeguate all'attività delle start-up innovative, quali sistemi di accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
c)è amministrata o diretta da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione ed ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
d)ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative;
e)ha un'adeguata e comprovata esperienza nell'attività di sostegno a start-up innovative.
Il possesso dei predetti requisiti è autocertificato dal rappresentante legale dell'incubatore mediante dichiarazione sottoscritta al momento della domanda di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, sulla base di alcuni indicatori e valori minimi individuati dal Decreto Incubatori (Tabella A e Tabella B).
Al fine di mantenere l'iscrizione nell'apposita sezione speciale e, dunque, lo status di "incubatore certificato", l'impresa deve aggiornare almeno semestralmente le informazioni comprovanti il possesso dei requisiti. L'obbligo di aggiornamento sussiste anche nel caso in cui non vi siano aggiornamenti da segnalare; in tal caso sarà sufficiente confermare che le informazioni depositate sono aggiornate. In caso di perdita dei requisiti oppure in caso di mancata dichiarazione del possesso dei requisiti, l'incubatore certificato sarà cancellato entro sessanta giorni dalla sezione speciale del registro delle imprese, permanendo comunque l'iscrizione nella sezione ordinaria.
Agevolazioni fiscali e deroghe al diritto societario
Le disciplina speciale degli "incubatori certificati" consiste in alcune deroghe al diritto societario ed in agevolazioni e altri benefici di natura fiscale.
•Esonero dal pagamento dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per l'iscrizione nel Registro delle Imprese nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio per un risparmio di circa 450 euro l'anno.
•Possibilità per gli incubatori certificati costituiti in forma di società a responsabilità limitata di emettere strumenti finanziari partecipativi a fronte dell'apporto di opere e servizi non imputabili a capitale, al pari di quanto previsto per le società per azioni;
•Possibilità di remunerare amministratori, collaboratori continuativi (inclusi i professionisti quali avvocati e commercialisti) e dipendenti mediante l'assegnazione di quote di partecipazione alla start-up oppure mediante il riconoscimento dell'esercizio del diritto di opzione per l'acquisto di tali strumenti (c.d. "work for equity"). Il reddito di lavoro derivante dalle assegnazioni non concorre alla formazione del reddito imponibile di questi soggetti, sia ai fini IRPEF sia ai fini contributivi. Nel caso in cui invece vengano ceduti, il reddito da lavoro che non ha previamente concorso alla formazione della base imponibile, sarà assoggettato a tassazione per il periodo d'imposta in cui avviene la cessione.
•Gli incubatori certificati possono beneficiare di un credito d'imposta pari al 35% del costo sostenuto per l'assunzione a tempo indeterminato di personale altamente qualificato (dipendenti in possesso di dottorato di ricerca o di laurea magistrale in taluni settori tecnico-scientifici). Il credito d'imposta è concesso entro il limite massimo di € 200.000,00 annuo.
•Possibilità di accedere al Fondo Centrale di Garanzia per le piccole medie imprese in maniera gratuita e semplificata fino ad un imposto massimo di 2,5 milioni di euro.

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