osservatorio diritto sportivo

I diritti economici delle terze parti: Third-party ownership (TPO)

| 7 novembre 2014

Nel Settembre del 2014 la Commissione Esecutiva FIFA ha creato un "gruppo di lavoro" dedito allo studio ed alla analisi delle questioni attinenti i diritti economici delle terze parti nel calcio, le cosiddette Third-party ownership (TPO). Il principale argomento di discussione ha ruotato attorno alla funzione propria delle TPO e se lo stesso raffigurasse un sistema legittimo di finanziamento per l'acquisto di calciatori oppure una reale minaccia all'integrità del calcio. Le TPO sono fondi d'investimento che, nel calcio, coadiuvano per determinate trattative con società ed agenti di calciatori. Il modus operandi del TPO nell'ambito, di una operazione di mercato, è il seguente: la società di calcio ottiene un "finanziamento economico" dal TPO per l'acquisto di un calciatore dietro la concessione di una determinata percentuale sulla futura vendita del calciatore stesso. A fronte di tale possibilità di finanziamento occorre effettuare un distinguo tra i diritti scaturenti da tale operazione ossia i diritti federativi ed i diritti economici. Per diritti federativi si intende la parte economica riguardante il calciatore che deriva dal rapporto contrattuale dello stesso con la società e di riflesso con la federazione di appartenenza. Per diritti economici si intende la situazione patrimoniale derivante dalle vicende che riguardano il trasferimento del calciatore da una società di calcio ad un'altra. Mentre i diritti federativi possono appartenere solo alle società sportive, in quanto facenti parte dell'ordinamento sportivo, i diritti economici appartengono tendenzialmente anch'essi alle società sportive ma, laddove vi siano dei rapporti di tipo economico-commerciale con le TPO, potranno essere ceduti ad un soggetto terzo non facente parte dell'ordinamento sportivo (TPO). La distinzione sopra formulata è stata confermata dal Tribunale per l'Arbitrato dello Sport di Losanna nel lodo 2004/A/635 RCD Espanyol de Barcelona Sad v Club Atletico Velez Sarsfield. Il sistema è semplice nei suoi risvolti operativi. Una società terza dell'ordinamento sportivo investe una percentuale sul trasferimento o sul tesseramento del calciatore affinché successivamente gli venga riconosciuta una percentuale. Appare evidente che tale sistema di finanziamento metta in difficoltà l'integrità di alcune società, che potrebbero trovarsi in una situazione conflittuale nella quale da una parte ottengono del denaro per foraggiare le casse societarie ma dall'altra creano un vincolo con le TPO non solo di natura economica ma presumibilmente anche gestionale. La questione TPO ha trovato riscontro mediatico con il trasferimento dal Corinthians al West Ham dei calciatori Carlos Tevez e Javier Mascherano. I diritti economici di questi due calciatori non appartenevano alla società Brasiliana ma un fondo, chiamato Media Sport Investements di proprietà del Sig. Joobarachian. La FA si trovò davanti una situazione "nuova" che vedeva protagonista di un trasferimento un fondo esterno al calcio. Pertanto decisero di indagare sul tale fondo ed aprire un'indagine che porto ad una sanzione per il West Ham consistente in una multa di 5,5 milioni di sterline. La FIFA reagì a tale evento inserendo l'art. 18 bis all'interno del Regolamento Status e Trasferimenti dei calciatori, con la quale imponeva un divieto di intervento a soggetti terzi al calcio, tali da poter influenzare le dinamiche o gli eventi collegati ad un tesseramento di un calciatore. Il testo nella sua versione in lingua originale definisce: "No club shall enter into a contract which enables any other party to that contract or any third party to acquire the ability to influence in employment and transfer-related matters its independence, its policies or the performance of its teams." I massimi organismi internazionali hanno recentemente affrontato questo "nuovo" sistema di utilizzo di soggetti terzi nel mondo del calcio e sembrerebbero decisi a porre un veto in virtù del contrasto con il principio di integrità del sistema calcio. Le considerazioni sulla funzionalità e sull'esistenza delle TPO sono discordanti. Da un lato è forte il credo che tale sistema possa rilevarsi utile allo sviluppo di piccole società che porterebbero, tramite "l'aiuto" finanziario delle TPO, colmare il gap con le grandi squadre mediante l'acquisto di calciatori che non potrebbero permettersi e che gli stessi non avrebbero possibilità di mettersi in luce in club di "seconda fascia". Dal lato opposto si trova chi crede che l'assorbimento "ufficiale" dei TPO all'interno del sistema calcio possa alterare l'integrità delle competizioni e dei campionati, nonché la stabilità contrattuale dei calciatori stessi che potrebbero essere invitati più volte a trasferirsi tra club appartenenti allo stesso fondo per generare provvigioni e foraggiare il mercato. La problematica è da considerare ancor più attuale nel momento in cui si evince che la presenza dei TPO è affrontata diversamente nel mondo. A livello europeo le TPO sono state vietate dalla Premier League, Football Association (Inghilterra), Polonia e Francia mentre le altre Federazioni non hanno preso una posizione decisa in merito. A livello mondiale le TPO sono presenze ingombranti in Sud America dove è frequentissimo trovare calciatori di proprietà divisa in percentuale tra società sportive e soggetti terzi. Le massime autorità internazionali calcistiche, quali la FIFA e la UEFA, vorrebbero vietare la partecipazione alle competizioni europee alle squadre che hanno calciatori di proprietà, o con percentuale sulla proprietà, di un terzo soggetto estraneo all'ordinamento sportivo. L'eventuale possibilità di vietare ad alcune squadre di schierare calciatori nelle competizioni, come la Champions League e la Europa League, fa sorgere dei dubbi regolamentari e non, in particolare come gestire la posizione di calciatori già tesserati e con contratti in essere con società che partecipano alle manifestazioni sopra indicate.

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