L'applicabilità del D.lgs. 231/2001 alle società estere operanti in Italia

09/03/2018 14:34


Commento a cura dell'Avvocato Fabrizio Ventimiglia, Studio Legale Ventimiglia


L'applicazione del D.lgs. 231/2001 nei confronti di una società straniera, che pur non avendo alcuna sede in Italia, operi nel nostro Paese, è da tempo tema centrale in materia di responsabilità amministrativa degli enti.
La giurisprudenza oggi maggioritaria ritiene che le persone giuridiche straniere, nel momento in cui operano nel nostro Paese, abbiano il dovere di osservare e rispettare la legge italiana, indipendentemente dall'esistenza o meno nel Paese di appartenenza di norme che regolino in modo analogo la medesima materia.
Ciò in quanto, seppur sia pacifica la natura composita dell'illecito amministrativo derivante da reato, deve pur sempre riconoscersi come sia il luogo della commissione del reato ad assumere rilievo nel sistema della responsabilità degli enti. Se la mancata adozione e l'inefficace attuazione di Modelli di Organizzazione e di Gestione ovvero la disorganizzazione dell'ente hanno reso possibile la realizzazione in Italia di un reato da cui deriva una responsabilità amministrativa dell'ente stesso, per cui è competente ex art. 36 D.lgs. 231/2001 il giudice penale, non vi è ragione per cui debba operarsi una scissione della fattispecie complessa.
A sostegno di tale principio viene anche il dettato dell'art. 4 D.lgs. 231/2001, che nel disciplinare l'ipotesi speculare del reato commesso all'estero nell'interesse o a vantaggio di un ente avente la sede principale in Italia, ribadisce proprio la centralità del reato presupposto nella struttura della fattispecie, riconoscendo una competenza solo residuale del giudice italiano.
Si osservi, da ultimo, come il legislatore, nell'indicare all'art. 1, co. 2, D.lgs. 231/2001 i destinatari della disciplina dettata, abbia volutamente usato una formula ampia ("le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica"), che consente agevolmente di ricomprendere anche le società aventi la propria sede all'estero.
In conclusione, l'ente straniero, quando opera in Italia, è tenuto ad osservare le leggi italiane, al pari di qualsiasi persona fisica che agisca sul medesimo territorio.