Le nuove disposizioni sul mercato del gas naturale adottate dalla UE

| 16/05/2019 10:43

Commento a cura dell' avv. Fabio Polettini, studio legale Polettini

E' stata pubblicata, recentemente, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del 3 maggio 2019, la nuova direttiva n. 692/2019 del Parlamento e del Consiglio che modifica la precedente n. 2009/73/CE, concernente norme comuni del mercato interno del gas naturale.
La nuova normativa entrerà in vigore il 23 maggio e gli stati membri dovranno recepirla entro 9 mesi da quella data.


Il principale obiettivo dell'intervento comunitario, di grande e significativa portata, consiste nell'assicurare che le norme che reggono il mercato del gas all'interno della UE si applichino anche ai gasdotti che collegano uno stato membro ed un Paese terzo fino al confine del territorio e del mare territoriale dello stato europeo.


Come sottolineato nel considerando n. 1 del testo, la creazione del mercato interno del gas (in applicazione dell'art. 4, n. 2 lettere h) ed i) del TFUE che riguardano, rispettivamente, le reti trans europee e l'energia), ha lo scopo di fornire a tutti i clienti finali dell'Unione, singoli od imprese, la libertà di scelta del fornitore della materia prima in condizioni di equa concorrenza ed a prezzi competitivi, nell'ottica di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti (l'energia è materia strategica par excellence) e la loro sostenibilità.


Lo scopo della modifica legislativa (come appare nel considerando n.3) è quello di apprestare una estensione della disciplina ai gasdotti da e verso i paesi terzi.


Numerose sono le novità introdotte.


Degna di particolare interesse è la disposizione dell'art. 34, paragrafo 4 della direttiva 2009/73/CE, così come modificato, per la quale, in caso di controversie transfrontaliere, se la rete dei gasdotti a monte ha origine in un paese terzo e si collega ad almeno uno Stato membro della UE, gli stati membri interessati si consultano fra loro e lo Stato membro in cui è situato il primo punto di ingresso verso la rete degli Stati membri consulta il paese terzo interessato in cui ha origine la rete di gasdotti a monte al fine di garantire, per quanto attiene alla rete interessata, che la direttiva sia coerentemente applicata nel territorio degli Stati membri.


Del pari, il paragrafo 3 dell'art. 36, in tema di deroghe per nuove infrastrutture, viene riformulato allo scopo di consentire che l'Autorità di regolamentazione degli Stati membri, possa decidere, caso per caso, deroghe alla disciplina comune dopo avere consultato, oltre alle autorità nazionali dei paesi membri i cui mercati saranno probabilmente influenzati dalla nuova infrastruttura, anche quelle pertinenti dei paesi terzi laddove il gasdotto sia collegato alla rete dell'Unione europea ed abbia origine o fine in uno o più dei paesi terzi.


Ove, però, le autorità degli stati non europei non rispondessero alla consultazione entro un tempo massimo di tre mesi, l'autorità nazionale di regolamentazione potrebbe, comunque, adottare la decisione utile.


Viene introdotto l'art. 49 bis, al fine di consentire eccezioni all'applicazione di alcune parti della direttiva per gasdotti di trasporto tra uno stato membro ed uno stato terzo completati prima del 23 maggio 2019.


A questo riguardo, lo stato membro della UE, in cui è situato il primo punto di connessione del gasdotto con la rete di un paese membro, può applicare le deroghe suddette alle sezioni della infrastruttura situate sul suo territorio e nelle sue acque territoriali per motivi oggettivi come il recupero dell'investimento ovvero per ragioni legate alla sicurezza dell'approvvigionamento, a condizione, però, che tali esenzioni non abbiano negative ripercussioni sulla concorrenza, sull'efficace funzionamento del mercato interno del gas o sulla sicurezza di forniture alla Unione Europea.


In tal caso, L'esenzione non può durare più di 20 anni, è rinnovabile in casi giustificati e può essere assoggettata a condizioni particolari.


Non sono ammesse, invece, eccezioni per gasdotti di trasporto fra uno stato membro ed un paese terzo che ha l'obbligo di recepire la direttiva.


L'art. 49 ter (inserito nel corpo della direttiva n. 73) stabilisce l'obbligo di notificare alla Commissione europea l'intenzione da parte di paesi dell'Unione di avviare negoziati con paesi terzi, volti a modificare, prorogare, adattare, rinnovare o concludere accordi circa l'esercizio di gasdotti di trasporto con stati non europei.


La comunicazione all'esecutivo di Bruxelles va fatta almeno 5 mesi prima dell'inizio dei negoziati e l'istituzione comunitaria ha facoltà di autorizzare o meno lo stato europeo a procedere con gli stessi entro 90 giorni dal ricevimento della notifica.


Nell'esercizio di tale attribuzione la Commissione valuta diversi parametri, fra i quali l'incompatibilità eventuale con il diritto europeo, il possibile pregiudizio al funzionamento del mercato interno del gas naturale, lo stato della concorrenza, la sicurezza dell'approvvigionamento nella UE od in un suo stato membro, l'eventualità di comportamenti discriminatori, l'utilità di diversificare le fonti di fornitura.


Particolare abbastanza inedito è che, in questa procedura, l'organo comunitario può imporre l'inserimento nel testo dell'accordo di specifiche clausole contrattuali che rendano conforme lo stesso al diritto europeo. Un intervento che richiama, pur nella differente sua versione, quanto indicato nel nostro codice civile all'art. 1339.


Infine, anche la firma dell'accordo raggiunto è soggetto ad una sua previa autorizzazione.